martedì 11 giugno 2013

Dimensioni

Non si sa bene se è la Germania, l'aria pulita, o se magari è un effetto ottico di Mamma che sta ingigantendo le esperienze che fa, ma nella nuova città le cose hanno dimensioni superiori.

Brontolo non fa che ripetere con lo sguardo liquido che qui le donne hanno due doti veramente molto spiccate, e che gli sembra di vivere in paradiso.
I brambillini hanno trovato formiche che costruiscono formicai da far impallidire Renzo Piano, e le zanzare quando passano davanti alla lampadina oscurano la luce.
(Ma è meglio così, perchè è più facile fulminarle con la racchetta elettrica)
Le strade hanno le corsie più larghe, gli alberi sono più alti, gli scivoli nei parchi sfiorano le nuvole di Heidi e i supermercati hanno corridoi che sembrano autostrade.

Domenica i brambillen sono andati a visitare il lago dietro casa.
Un posto da favola sorvolato da zanzare a cui mancavano giusto i fari di segnalazione, e solcato da lumache mai viste prima, con il guscio delle dimensioni di un limone.
Hanno passeggiato al sole e guardato famiglie fare il bagno, e Mamma si è dovuta ricredere sui laghi perchè quando sono belli lo sono davvero tanto.
Stava proprio commentando con Brontolo le dimensioni spropositate della fauna locale, quando Macco si è tirato giù pantaloni e mutande.
Avevano incontrato i nudisti.

Mamma è troppo una signora per formulare qualsiasi commento in proposito.

lunedì 10 giugno 2013

Nuovo inizio


Mamma è sopravvissuta!
E’ sopravvissuta agli scatoloni, agli addii e al carico del furgone.
E’ sopravvissuta a 7 ore di viaggio e all’arrivo con due bambini isterici e insonni.
Ha attraversato campi allagati di pioggia ed è arrivata in città alle 22 che era ancora pieno giorno.
Ha superato indenne l’ira funesta del dirimpettaio, uscito per ben due volte in pigiama a strillare che le 22 non è l’ora dei traslochi, e il dirimpettaio ha superato indenne l’ira funesta di Mamma, che vederla arrabbiarsi in tedesco è tutto un programma.

Ha superato il montaggio dei mobili, la convivenza per 2 giorni con la SS (*) partita con loro per aiutarli, le pulizie nevrotiche di una casa sporca ai limiti dell’impossibile e la scoperta di aver dimenticato, ovviamente, metà dell’indispensabile.
E’ sopravvissuta alla notizia che Brontolo ha perso chissà dove a Milano tutte le ante della cucina, nuove e bellissime, ma non è stata troppo sicura di essere in grado di lasciar sopravvivere lui, a tutto questo.

E’ sopravvissuta senza internet né amici, senza riposo né pause.
E’ sopravvissuta perfino a tre giorni senza doccia, preferendo la propria sporcizia a quella che avrebbe raccolto in bagno.
E quando tutto tace si siede in balcone, con l’odore dei tigli che rende dolce l’aria e la Foresta Nera poco lontano, stagliata contro l’arancio del tramonto.

La casa ha iniziato ad assumere una forma abitabile, e mentre lei la plasma secondo i suoi gusti si domanda se davvero i brambillen rimarranno alcuni anni in questo posto, e se davvero questa sarà mai la "sua casa”.
Perchè le sembra così strano...

Poi ha messo in funzione la lavatrice, e allora sì che si è sentita di nuovo a casa.


(*) Signora Suocera

martedì 4 giugno 2013

Aggiornamenti "dal passato"

E' domenica mentre scrivo, e il momento della partenza si avvicina.
Mamma ha messo sottosopra la casa e vorrebbe svegliarsi che è già martedì, a cose fatte. Proprio come il timer che ho messo per pubblicare questo post! Invece c'è ancora lunedi di mezzo, il giorno del trasloco e del viaggio.
L'hanno scelto e voluto, hanno pensato e parlato per mesi, hanno valutato pro e contro di questa nuova avventura e hanno deciso di partire.
L'idea di tutto quello che li aspetta li ha accarezzati con dolcezza per tutto questo tempo, e la mini vacanza con i bimbi in Aprile l'ha caricata di aspettative.

Poi sono tornati a casa e i giorni sono passati piovosi e monotoni, Mamma è rimasta sola con i bimbi in uno spazio tutto loro, a coccolarsi e viziarsi per non sentire nostalgia di chi era lontano; i loro amici cari li hanno accompagnati in questo strano periodo con il loro affetto avvolgente, e così è arrivato il giorno-prima della partenza.
Quello in cui ti accorgi che partire significa anche lasciare indietro qualcosa, e solo in quel momento ti rendi conto di quanto quel qualcosa fosse prezioso per te.

Mamma ha mal di testa, acidità di stomaco, vertigini e nausea, e tutto ancora da caricare nel furgoncino.
Sta seriamente valutando di darsi malata domani, e spedire al fronte pacchi e pacchetti senza di lei al seguito.
Sta seriamente valutando di impacchettare i suoi insostituibili amici e portarseli via con sé.
Sta seriamente pensando se andare subito in bagno a vomitare.


P.S.
La nuova casa, fra le altre cose, non ha internet, e Mamma non ha la minima idea di quando le verrà installato.
So che sarà mooolto dura, ma nel frattempo dovrete cercare di sopravvivere senza di lei. ;)

lunedì 3 giugno 2013

Cedimenti

"Presto bambini che facciamo tardi all'asilo!"
"No! Ancola asilo mamma? Ma semple?"
"Non sempre Macco, oggi è venerdi ed è l'ultimo giorno! poi stiamo a casa sabato e domenica e ci ritorni... ehm... oddio, non ci torni più!"
"Perchè? è finito? Eh mamma?"
"No, perché lunedi partiamo per la Germania Dede. Ti ricordi?"
"Uh? Ah, si"

Venerdì i pargoli sono usciti come ogni mattina come se niente fosse, un paio di giochi in una mano e un panino col miele nell'altra, hanno saltato sui soliti sacchi di sabbia, si sono rincorsi sulla solita rampa, hanno percorso la routine che conoscono così bene da tempo.
Hanno compiuto ogni azione con la tranquillità di ciò che si ripete sempre uguale a se stesso, ignorando cosa significhi veramente "l'ultima volta", con la fiducia e l'entusiasmo che tinge la loro età di luci.
E Mamma, col cuore stretto come una nocciolina, ha comunicato alle maestre che quello sarebbe stato l'ultimo giorno di asilo dei figli.
Perchè sembrerà strano, ma non se ne era proprio resa conto prima.
E sembrerà strano, ma non ci aveva proprio pensato che il tempo degli addii era già arrivato.

E sembrerà ancora più strano, ma ha scoperto di non essere del tutto pronta a questo, e ha pianto come una fontana scarica, a intervalli, per tutta la giornata.
Perchè è arrivato il momento di strappare i bambini dalle loro certezze per portali in un mondo di cui non si sa poi così tanto, di allontanarli dai loro piccoli amici per tenerli a casa soli, di lasciare un nido che ha già la loro forma e costruirne uno nuovo, in bilico su un ramo sconosciuto.
E Mamma li guarda mentre saltellano come se niente fosse, mentre salutano i loro amici per sempre, con un semplice ciao, e piange.

Piange per Giamma l'adorato amico, per Soraja la principessa arrabbiata, per Giacomo che "si mangia il dentifricio" e per le maestre che li hanno visti crescere.
Piange per Ange innamorata, per Amelie dalle lunghe trecce, per Gabri dagli abbracci sinceri e per l'armadietto con la foto di un Dede radioso.
E' stato l'ultimo giorno di asilo, e un ciclo si è chiuso per sempre.
Oggi lasciano la loro vita per andare incontro all'ignoto.
Sarebbe successo comunque prima o poi, Mamma lo sa, ma stavolta, forse, non era ancora pronta...