Da quando sono a Villa Delirio, far dormire Macco dopo pranzo è diventato, appunto, un delirio.
Non perchè non abbia sonno, ma perchè il bestio non si rassegna a cedergli.
Così Mamma, facendo inorridire la Tata Lucia, approfitta dei tragitti in macchina mare-casa per farlo crollare miseramente, allungando la strada quel tanto che serve per vincerla lei.
Ma quando quest'espediente non funziona e la creatura diventa isterica oltre l'umana sopportazione, ebbene ci si prova appositamente verso le 15-16 del pomeriggio, quando la calura opprimente e la luce abbagliante farebbero addormentare anche un insonne incallito.
E così Macco è crollato ieri pomeriggio, dormendo beato per tutta la lezione di nuoto che avrebbe dovuto fare.
Al risveglio, poi, l'inevitabile.
"Mamma, du è Elena, la mia maettla di nuoto?"
"Amore Elena non c'è oggi, la facciamo domani la lezione"
"Ma io vojo oggi, io vojo adesso. Non avevi detto che c'ela Elena?"
E' stata bravissima Mamma con quel birbante logorroico, e dopo svariati minuti di esacerbanti botta e risposta lo ha convinto e placato senza fargli versare nemmeno una lacrima.
E così, quando si è finalmente allontanato, lei ha sorriso di sollievo.
"Maaaaccoooo..." si insinua una vocina subdola l'istante successivo.
"Dede amore, vieni qui!" prova a dire Mamma subodorando le intenzioni malefiche del fratello.
"Maaaaaccooooo..." la ignora lui gironzolandogli intorno col sorriso delle grandi occasioni.
"Macco, lo sai che invece io la lezione con Elena l'ho fatta? Abbiamo fatto tantissimi tuffi e ho nuotato tutto il tempo io, anche nell'ora tua. Perchè tu dormivi e ora lei non c'è più, capito perchè tu non puoi fare la lezione di nuoto?"
No, tranquilli, Dede è ancora vivo e vegeto.
Solo Macco è ancora lì che strilla.
E Mamma è ancora qui che ride.
venerdì 9 agosto 2013
mercoledì 7 agosto 2013
Un ricordo fra le onde
Mamma è stata in vacanza ieri sera. O quasi per lo meno.
Perchè per lei vacanza significa non guardare l'orologio, non dire "è ora di andare", non avere doveri nè fretta, e anche se tutto questo mal si combina con la frequentazione di Brontolo, che è praticamente nato con "torniamo a casa?" cucito sulla lingua, ieri è riuscita comunque ad avere la meglio e a conquistare la sua prima serata-vacanza.
Ha dunque convinto il riottoso marito ad una cena senza tovaglie né bicchieri di vetro, e dopo aver comprato una grigliata di pesce dall'odore inebriante, sono andati al mare a mangiare sdraiati sui lettini. Il sole tramontava mentre la gente abbandonava la spiaggia nel silenzio, e Mamma è stata in vacanza per un'ora intera.
Dopo la cena, una passeggiata alla ricerca di granchi e gabbiani.
I bimbi correvano avanti, mentre le onde facevano squosh sulla sabbia lucida.
Squosh... una famiglia di inglesi si fotografa immersa nell'acqua, con le magliette a maniche lunghe addosso.
Squosh... una coppia di giovanissimi si bacia nell'acqua quieta.
Squosh... un gruppo di amici chiacchiera ridendo, seduti sui lettini in riva al mare.
Squosh... "Presto, corri Macco, arrivano i gabbiani!"
Squosh... E allora Mamma ricorda una donna, con un bimbo di circa sei mesi che sgambetta nel marsupio. Passeggia nel tramonto e canta mormorando piano, lo accarezza, lo annusa, lo vive fino in fondo. Passeggia nell'acqua e si ferma ogni tanto a guardare la città dal mare, con le luci che si accendono e le onde che tracciano solchi rosa nella sabbia.
I loro sguardi si incrociano ora che sono nello stesso posto, vicine nello spazio ma separate da un tempo che sembra infinito. Ognuna pensa all'altra e si sorridono senza vedersi.
"Chissà come saremo fra qualche anno, quando sarai grande", dice Rachele al piccolo nel marsupio.
Mamma prende Dede per mano, lo ferma e gli racconta di quel bimbo.
Sono ancora là insieme, uniti come allora, più di allora, traboccanti d'amore.
Squosh...
martedì 6 agosto 2013
Mamma ti racconto
"Mamma ti racconto una barzelletta?"
"Se proprio devi..." risponde Mamma già infastidita prima di iniziare.
"Allora. Sai cosa fa un pomodoro? Pomodorì, pomodorà, pomodorò! Bella?"
"Ehm, si amore, ma forse non era proprio così sai?" ride lei.
"Mamma ti racconto una barzelletta?"
"Ancora Dede? Racconta ma poi basta" Mamma ha sempre mal sopportato i bambini che raccontano barzellette, e deve assolutamente stroncare questi esordi di Dede prima che diventino fastidiosi per il prossimo.
"Allora. Sai cosa fa un bagnino a marzo? Puzza!"
Difficile risalire all'originale, ma per fortuna Mamma l'aveva sentita letta dalla nonna Tonia sul libro delle barzellette, e ha potuto capire che si riferiva a quello che fa un bagnino in marzo, quando non fa il bagnino.
"Mamma ti racconto una ttolia?"
"Ah si, le storie mi piacciono. Racconta Macco!"
Per fortuna Macco racconta favoline, niente barzellette, pensa Mamma più contenta.
"Allola. C'ela una volta una scolleggia che camminava"
"... e?"
"Batta, finita!"
Pura poesia.
Quasi quasi era meglio il pomodorì...
"Se proprio devi..." risponde Mamma già infastidita prima di iniziare.
"Allora. Sai cosa fa un pomodoro? Pomodorì, pomodorà, pomodorò! Bella?"
"Ehm, si amore, ma forse non era proprio così sai?" ride lei.
"Mamma ti racconto una barzelletta?"
"Ancora Dede? Racconta ma poi basta" Mamma ha sempre mal sopportato i bambini che raccontano barzellette, e deve assolutamente stroncare questi esordi di Dede prima che diventino fastidiosi per il prossimo.
"Allora. Sai cosa fa un bagnino a marzo? Puzza!"
Difficile risalire all'originale, ma per fortuna Mamma l'aveva sentita letta dalla nonna Tonia sul libro delle barzellette, e ha potuto capire che si riferiva a quello che fa un bagnino in marzo, quando non fa il bagnino.
"Mamma ti racconto una ttolia?"
"Ah si, le storie mi piacciono. Racconta Macco!"
Per fortuna Macco racconta favoline, niente barzellette, pensa Mamma più contenta.
"Allola. C'ela una volta una scolleggia che camminava"
"... e?"
"Batta, finita!"
Pura poesia.
Quasi quasi era meglio il pomodorì...
lunedì 5 agosto 2013
Festa d'estate
"Hhh" è quel verso che si fa inspirando velocemente aria con la bocca, quando si è stupiti o spaventati o sorpresi da qualcosa di inaspettato.
E dunque PUM-verde: "Hhhhhh!"
PUM-rosso: "Hhhhh!"
PUM-bianco: "Hhhhh!"
PUM-rosa: "Oooohhhh!"
PUM-giallo: "Ooooohhhh!"
PUM-verde: "Verde!"
PUM-rosa: "Rosa!"
PUM-bianco: "Rosa!"
PUM-rosso: "Verde!"
PUM-viola: "Viola!"
PUM-multicolori: "Verde!"
"Dede, amore! Non è verde quello... sono tanti colori tutti insieme!"
RIPUM-multicolori: "Multicolori! Ma mamma.... sembrano tante stelle..."
E dunque PUM-verde: "Hhhhhh!"
PUM-rosso: "Hhhhh!"
PUM-bianco: "Hhhhh!"
PUM-rosa: "Oooohhhh!"
PUM-giallo: "Ooooohhhh!"
PUM-verde: "Verde!"
PUM-rosa: "Rosa!"
PUM-bianco: "Rosa!"
PUM-rosso: "Verde!"
PUM-viola: "Viola!"
PUM-multicolori: "Verde!"
"Dede, amore! Non è verde quello... sono tanti colori tutti insieme!"
RIPUM-multicolori: "Multicolori! Ma mamma.... sembrano tante stelle..."
Vedere per la prima volta i fuochi dentifricio con i bimbi abbarbicati in braccio come koala, ha un suo inaspettato, dolcissimo e meraviglioso fascino.
giovedì 1 agosto 2013
Bocciati
“In questa casa c’è troppa aria per me: troppi alberi,
troppo odore, e mi viene l’asma.”
“In questa casa non c’è abbastanza aria per me: mi manca il fiato, invece giù abbiamo la pineta.”
La Mest è a Villa Delirio da meno di una settimana, e ha già
concluso che nulla è all’altezza della sua casa al mare, un appartamentino che
si affaccia sul giardino del dirimpettaio, che per buona ventura ha piantato
due grossi pini.
La pineta, appunto.
La Mest ha snobbato la stanza che le era stata preparata,
millantando odori insopportabili, e ha scelto la stanzetta adibita a magazzino,
chiedendo che fosse completamente svuotata e tirata a lucido.
“Questa stanza va benissimo, ma staccate la lavatrice
perché l’odore del bucato mi fa star male.”
E così la lavatrice è stata messa in pausa con l’arrivo
della Mest, e negli ultimi giorni il livello dei panni sporchi è lievitato a
dismisura, facendoti sentire invischiato nell’incubo di Blob.
Poi “Questo materasso è troppo duro e mi viene mal di
schiena.”
“Quest’altro materasso è troppo sintetico e mi viene il prurito.”
“Questo materasso di lana sarebbe perfetto ma ha le cuciture,
e mi viene il mal di gambe.”
Quando nonna Tonia, stranamente priva di ulteriori
materassi, ha prelevato quello di Macco per darlo disperata all’anziana zia,
Mamma ha detto stop.
E così è stato posto un doppio piumino sul materasso di lana della
Mest, per rendere soffici le cuciture. (“Questo piumino ha l’odore di chiuso
dell’armadio”)
E’ stato messo in esilio il cane (“Questo cane puzza di cane
e la sua pipì ha odore di pipì”), sono stati banditi tutti gli anti-zanzare
(“Però qui ci sono troppe zanzare. Mica come giù da noi che ce ne sono pure tante,
ma qui sono troppe”).
Quando si è arrivati a “Questo tramonto non è rosso
come quelli di giù”, e "Nel vostro mare non ci sono le onde che abbiamo noi", i parenti tutti hanno calato le braccia, e a Villa Delirio
si è capito che il destino di questa vacanza era ormai segnato, e che la permanenza
della Mest si sarebbe concluso con una fallimentare insufficienza.
Così domani la zia ultranovantenne si metterà di nuovo in
macchina e si farà accompagnare al suo appartamentino al mare.
L’unico posto al mondo dove ci saranno tante zanzare, odori di
cucina e puzza di pipì di cani, continuerà ad avere l’asma, il mal di schiena e
il dolore alle gambe, ma in quel caso saranno soltanto inconvenienti dell’età,
piuttosto che incorreggibili pecche della bocciatissima Villa Delirio.
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