Sabato mattina Mamma si è svegliata parecchio imbambolata, dopo una notte insonne a causa delle sue paturnie, del caldo e dei figli.
Erano già le 8 suonate quando è andata in cucina con Macco, ancora rimbambita e con gli occhi semi-chiusi.
Era così rimbambita che vedeva il pavimento oscillare, e la calda penombra incrementava questo effetto ottico.
Mamma e figlio hanno dunque tirato su tutte le tapparelle e spalancato le finestre; poi Mamma ha iniziato a grattarsi una gamba con quella strana sensazione di avere un ragnetto che le camminava sopra.
Una nuova malattia, dopo il "graffio del gatto"? Che so io, il "bacio del ragno"?
Con il senno di poi quasi quasi sarebbe stato meglio... visto che l'effetto ottico non era affatto un effetto (notate lo squisito gioco di parole), e il prurito alle gambe non era proprio una sensazione.
Nottetempo, la colonia di formiche che abita liberamente nell'appartamento dei vicini di casa (che sono in vacanza e non ne hanno idea), ha trovato la strada di casa brambilla, ed entrando in cucina ha trovato il paradiso.
Mamma aveva avuto amici a cena la sera prima, e non aveva perso troppo tempo a spazzare per terra o pulire i mobili dopo aver affettato bruschette e tagliato anguria... e l'errore è stato fatale.
Centinaia di formichine giravano impazzite di estasi per tutta la cucina, ovunque, dalle gambe delle sedie agli asciugamani appesi, dalle piastrelle del muro all'anta del frigorifero, e il pavimento, inutile dirlo, era un campo minato.
Macco, sensibile creatura, quando ha notato lo sguardo assassino della madre immediatamente uscita dal suo letargo, le ha accarezzate con lo sguardo e ha esclamato "Nooo... peccato mamma, peccato" (Atili docet. Lui crede nella reincarnazione, e non schiaccerebbe mai a tradimento un suo probabile parente)
Mamma si è armata di spruzzetto per le piante, lo ha riempito di acqua e candeggina e ha sparato a tutto spiano inondando il pavimento e i muri, e seguendo la fila fino al pianerottolo, in canottiera e mutandine, ha continuato a sparare pure contro la porta dei vicini.
Poi ha steso una striscia di sale sotto la porta e ha sperato che i famosi rimedi della nonna funzionassero veramente.
Nel dubbio, si è inginocchiata a terra e ha schiacciato uno ad uno (anzi, appallottolato perché fa meno impressione), i poveri antenati del nostro amato Atili, in preda ad un furore omicida.
Mentre era seduta al suo pc, Mamma continuava a grattarsi le gambe e a buttare sguardi torvi sul pavimento, che per fortuna è chiaro ed esalta la visione, e ad alzarsi ossessivamente per schiacciare le superstiti.
La missione è stata comunque compiuta: colonia reimpatriata.
martedì 31 luglio 2012
lunedì 30 luglio 2012
L'anima gemella
Caro Dede,
l'altro giorno mi hai chiesto perché abbiamo comprato
un papà così "urlone", e ieri hai ribadito il concetto, chiedendomi serio serio
se possiamo riportarlo indietro al negozio.
Ci ho pensato, sai?
E oggi ti voglio spiegare perché per il momento ce
lo teniamo ancora con noi, l'urlone. Sono cose che tu non sai ancora, e ne approfitto per rispondere anche all'amica Puffola, che ha
lanciato una "sfida" da cento milioni sulle anime gemelle...
Ce lo teniamo, questo papà, perché un bel giorno
Mamma, camminando per i corridoi infiniti della grandissima azienda dove
lavorava, aveva incrociato un bel giovane alto ed elegante, sorridente e
bellissimo.
Quando l'ha visto, al primo sguardo, Mamma ha esclamato
alla sua collega "Guarda... quello è l'uomo della mia vita!", e poi
non lo ha incontrato più per settimane. Tanto che è arrivata a pensare di averlo soltanto sognato.
Quando lui è tornato Mamma ha iniziato a sognarlo veramente, e nei sogni lui era
dolce e garbato, e nei sogni stavano insieme, e in quei sogni lei era felice e appagata.
Era tanto bello, si, e con un portamento e un modo
di camminare che le piacevano tantissimo.
E così Mamma ha deciso di conoscerlo quest'uomo dei sogni, e lui parlava
e parlava, e parlando si svelava qual era, senza maschere o finzioni.
O forse era Mamma che riusciva a vedere
perfettamente dietro le maschere e le finzioni? sentiva di averlo già nel
cuore, quel chiacchierone simpatico.
Mamma ha ben presto capito che Lui non era l'uomo di
quei sogni, l'uomo perfetto che aspettava da una vita.
Era semplicemente Lui, ed era la persona più
trasparente e diretta che avesse mai incontrato, la più intelligente e degna di
stima, il più spontaneo e semplice da comprendere per lei.
Era Lui in carne ed ossa, con tutti i suoi difetti,
con i suoi occhi celesti, le sue passioni e la sua moto, la palestra e il
profumo inebriante, l'amore per il buon cibo e la risata luminosa.
Lui così com'è, senza idealizzazioni, senza
piedistalli, non gravato di alcuna aspettativa.
E' per questo che gli diamo ancora un po' di tempo,
dolce Dede, perché voi crescerete e lui non avrà più bisogno di urlare, e allora non
ci sarà più motivo di restituirlo al negozio perché, come dissi il primo giorno, questo ragazzo alto e biondo "è l'uomo della mia vita".
domenica 29 luglio 2012
La gioia della settimana
Dopo qualche settimana di "buio" fotografico, ecco una nuova foto della mia serie preferita.
I brambilla se ne sono andati a mangiare una pizza in spiaggia, alle otto di sera, quando tutti tornavano a casa e lasciavano il silenzio e la pace al Lido.
Per la prima volta nella nostra vita.
Mentre i bambini addentavano famelici TUTTI i pezzi di pizza (ed erano dieci...), per poi lasciarli mordicchiati nel cartone, sono riuscita anche a stare sdraiata la bellezza di 2 minuti e 40 secondi!
Questi sono traguardi, eh?
I brambilla se ne sono andati a mangiare una pizza in spiaggia, alle otto di sera, quando tutti tornavano a casa e lasciavano il silenzio e la pace al Lido.
Per la prima volta nella nostra vita.
Mentre i bambini addentavano famelici TUTTI i pezzi di pizza (ed erano dieci...), per poi lasciarli mordicchiati nel cartone, sono riuscita anche a stare sdraiata la bellezza di 2 minuti e 40 secondi!
Questi sono traguardi, eh?
| La spiaggia al tramonto vista dal lettino |
venerdì 27 luglio 2012
Perle e ancora perle
Dede in questi giorni sta dando il meglio di sè.
E' felice come una pasqua di essere nella sua casa, e va in giro dicendo che Milano è bellissima (non gli ho insegnato proprio niente...)
Sull'onda di questa predisposizione positiva verso il mondo, ha creato le ultime perle che vi riporto.
Dovete sapere che Brontolo ha un modo tutto suo di educare i figli: o fa finta di niente, o lo fa urlando. Ieri ha optato per questo secondo metodo quando Dede si è alzato da tavola prima di aver finito di mangiare.
Il bambino irritato ha guardato Mamma e le ha chiesto: "Ma insomma, Mamma, ma perché abbiamo coprato un papà così urlone? Non dovevamo, mamma, riportiamolo indietro per piacere"
(Lei ne ha subito approfittato, vigliacca, per chiedere "Ma non era quello a cui volevo più bene?")
"Ciao nonni di campagna!" ha esclamato dalla macchina Dede, prima di partire per Milano.
Una volta arrivato in città, ha immediatamente chiesto ragguagli:
"Mamma, ma se i nonni sono dei campagnoli, io sono un cittagnolo, véro?"
In effetti non fa una piega.
Durante un giretto in bici sotto quei 36 gradi di Milano, un merlo ci ha tagliato la strada volando basso. Mamma ha esclamato: "Bimbi, guardate, un uccellino! Anzi, no, era un merlo, anzi, una merla"
"Era una femmina?" ha chiesto lui da dietro.
"Si, credo proprio di si amore"
"E come lo sai mamma? Aveva il fiocco?"
Ancora in bicicletta, Mamma e i bimbi passano quotidianamente davanti ad una "bicicletta fantasma". Non so se ne avete sentito parlare, sono biciclette tutte dipinte di bianco, in genere legate ad un palo. Sono messe come ricordo sul luogo in cui qualche ciclista ha perso la vita in seguito ad un incidente. Fungono eccome allo scopo, visto che ogni volta che ci passa davanti Mamma ripensa a quel giorno, a quel signore tutto coperto da un telo dorato eccetto le scarpe...
Comunque, la prima bicicletta era stata sciacallata pezzo per pezzo, giorno dopo giorno, finchè non ne è rimasto soltanto il telaio.
Ora è stata sostituita da una nuova, e Mamma quando l'ha vista, dopo le vacanze al mare, ha detto ai bimbi: "Guardate, hanno messo una nuova bicicletta fantasma"
Dede è particolarmente attratto da quella bicicletta e dal suo nome intrigante.
"E' vero mamma, guarda è tutta bianca, anche il seggiolino e le ruote, è proprio un fantasma"
"Non è proprio un fantasma amore, serve per ricordare quel ciclista che ha avuto un incidente proprio qui, e che è morto, e adesso..."
"... e adesso è diventato una bicicletta?" ha domandato prontissimo lui da dietro le spalle di Mamma.
Chissà che forma prendono, nella mente dei bambini, certi concetti che per noi sono così scontati e assodati da tempo.
E' bellissimo esserne stupiti ogni volta, è bellissimo vedere che per loro certi ragionamenti, così consequenziali per un adulto, sono in realtà soltanto una delle possibili interpretazioni della realtà. Ripenso a quella frase di quella canzone, così sognante, così dolce, e mi dico che si, anche se non ce ne rendiamo conto, Ruggeri ha forse ragione quando canta "moriremo crescendo..."
E' felice come una pasqua di essere nella sua casa, e va in giro dicendo che Milano è bellissima (non gli ho insegnato proprio niente...)
Sull'onda di questa predisposizione positiva verso il mondo, ha creato le ultime perle che vi riporto.
Dovete sapere che Brontolo ha un modo tutto suo di educare i figli: o fa finta di niente, o lo fa urlando. Ieri ha optato per questo secondo metodo quando Dede si è alzato da tavola prima di aver finito di mangiare.
Il bambino irritato ha guardato Mamma e le ha chiesto: "Ma insomma, Mamma, ma perché abbiamo coprato un papà così urlone? Non dovevamo, mamma, riportiamolo indietro per piacere"
(Lei ne ha subito approfittato, vigliacca, per chiedere "Ma non era quello a cui volevo più bene?")
"Ciao nonni di campagna!" ha esclamato dalla macchina Dede, prima di partire per Milano.
Una volta arrivato in città, ha immediatamente chiesto ragguagli:
"Mamma, ma se i nonni sono dei campagnoli, io sono un cittagnolo, véro?"
In effetti non fa una piega.
Durante un giretto in bici sotto quei 36 gradi di Milano, un merlo ci ha tagliato la strada volando basso. Mamma ha esclamato: "Bimbi, guardate, un uccellino! Anzi, no, era un merlo, anzi, una merla"
"Era una femmina?" ha chiesto lui da dietro.
"Si, credo proprio di si amore"
"E come lo sai mamma? Aveva il fiocco?"
Ancora in bicicletta, Mamma e i bimbi passano quotidianamente davanti ad una "bicicletta fantasma". Non so se ne avete sentito parlare, sono biciclette tutte dipinte di bianco, in genere legate ad un palo. Sono messe come ricordo sul luogo in cui qualche ciclista ha perso la vita in seguito ad un incidente. Fungono eccome allo scopo, visto che ogni volta che ci passa davanti Mamma ripensa a quel giorno, a quel signore tutto coperto da un telo dorato eccetto le scarpe...
Comunque, la prima bicicletta era stata sciacallata pezzo per pezzo, giorno dopo giorno, finchè non ne è rimasto soltanto il telaio.
Ora è stata sostituita da una nuova, e Mamma quando l'ha vista, dopo le vacanze al mare, ha detto ai bimbi: "Guardate, hanno messo una nuova bicicletta fantasma"
Dede è particolarmente attratto da quella bicicletta e dal suo nome intrigante.
"E' vero mamma, guarda è tutta bianca, anche il seggiolino e le ruote, è proprio un fantasma"
"Non è proprio un fantasma amore, serve per ricordare quel ciclista che ha avuto un incidente proprio qui, e che è morto, e adesso..."
"... e adesso è diventato una bicicletta?" ha domandato prontissimo lui da dietro le spalle di Mamma.
Chissà che forma prendono, nella mente dei bambini, certi concetti che per noi sono così scontati e assodati da tempo.
E' bellissimo esserne stupiti ogni volta, è bellissimo vedere che per loro certi ragionamenti, così consequenziali per un adulto, sono in realtà soltanto una delle possibili interpretazioni della realtà. Ripenso a quella frase di quella canzone, così sognante, così dolce, e mi dico che si, anche se non ce ne rendiamo conto, Ruggeri ha forse ragione quando canta "moriremo crescendo..."
giovedì 26 luglio 2012
A ciascuno le sue
Mamma ieri ha fatto un veloce esame della famiglia brambilla e ha capito che nessuno dei quattro è esente da piccole perversioni, perfino quelli in età più tenera.
Questo post odierno è dunque dedicato ad una piccola confessione familiare.
Questo post odierno è dunque dedicato ad una piccola confessione familiare.
Cominciamo dal più innocente della famiglia, o supposto tale: Macco.
Macco ha una perversione cronica per la Tatta.
Ne è talmente ossessionato che non appena si sveglia è la prima cosa che chiede, camuffandola con un dolce "Mamma vieni?", e senza neanche dirle buongiorno, appena lei compare sulla porta, le grida entusiasta "Bella Tatta, viva, viva"
Non riesce a stare un minuto intero in compagnia di Mamma senza infilarle una manina nella maglia.
"Ammo?" chiede. "No che non puoi mangiare"
"Bacio?" si ridimensiona. "Lo sai che no amore... Lascia stare la Tatta per favore"
"Tieno! Vojo tiènere!"conclude il subdolo, mostrando una spiccata capacità per le trattative (dovrò ricordarmelo qualora dovessi mai andare in un mercatino dei paesi arabi), e accomodandosi in braccio a Mamma poggia la mano in posizione proibita.
Dede è un vero lord inglese, e si può dire che non abbia particolari perversioni, a parte rovistare con passione nelle sue narici. Ma la sua principale ossessione sono le file.
E' capace di passare ore a mettere in fila qualsiasi oggetto gli si offra, versando lacrime e sangue nel malaugurato caso in cui qualcuno disallineasse la colonna. Mamma deve confessare che per questa sua mania ha avuto più di un pensiero preoccupato, soprattutto dopo aver notato la soddisfazione del padre. Uno in famiglia basta e avanza, pensa sgomenta.
E poi c'è Mamma, che ha un insano feticismo verso le orecchie. Controlla i condotti dei figli più volte al giorno, e per sua fortuna Macco le riserva sempre delle sorprese.
Il regalo più entusiasmante che ha ricevuto negli ultimi tempi è un otoscopio da un'amica dottoressa, e ha passato i giorni successivi a frugare nei condotti uditivi di tutta la famiglia. Questo è puro feticismo, lo ammetto.
Infine arriva Brontolo, l'eroico paladino delle lavastoviglie.
Con pari foga di un reduce del Vietnam, usa raccontare di quando andò in un residence in Germania, dove una lavastoviglie ridotta in pessime condizioni fu da lui riportata a inauditi fasti e splendori.
Comprò a sue spese brillantante, sale, anticalcare, pulì i filtri, fece lavaggi a vuoto e finalmente si sedette soddisfatto a rimirare il suo lavoro certosino (credo che la direttrice del resident si stia ancora chiedendo quale turba psichica lo dominasse...).
Non c'è piatto o posata che possa entrare in quello scrigno magico senza essere stato prima accuratamente lavato e sciacquato, con grande disappunto della ben più pratica Mamma.
Ripensandoci, devo ammettere che in giro ci sono perversioni senz'altro ben più interessanti delle nostre.
Per esempio una passione per il brillantante nulla può di fronte all'indossare biancheria femminile da parte di una ex fiamma di una mia amica, e la ricerca spasmodica di un timpano non può proprio competere con svaghi più costruttivi ed edificanti come tappezzare ogni parete della casa con numeri di Topolino (impilati uno sopra l'altro), dall'anno zero ad oggi.
Nel nostro piccolo, ci limitiamo a queste per ora, ma confido che i due fanciulli, crescendo, ci regalino qualcosa di un po' più elettrizzante di una fila di automobiline, o un po' più originale dell'ossessione perenne per la "Tatta bella".
Avete qualcosa di meglio, voi?
Ripensandoci, devo ammettere che in giro ci sono perversioni senz'altro ben più interessanti delle nostre.
Per esempio una passione per il brillantante nulla può di fronte all'indossare biancheria femminile da parte di una ex fiamma di una mia amica, e la ricerca spasmodica di un timpano non può proprio competere con svaghi più costruttivi ed edificanti come tappezzare ogni parete della casa con numeri di Topolino (impilati uno sopra l'altro), dall'anno zero ad oggi.
Nel nostro piccolo, ci limitiamo a queste per ora, ma confido che i due fanciulli, crescendo, ci regalino qualcosa di un po' più elettrizzante di una fila di automobiline, o un po' più originale dell'ossessione perenne per la "Tatta bella".
Avete qualcosa di meglio, voi?
Iscriviti a:
Post (Atom)
