Ispirata da questa immagine del blog di Ninin (Ninin, posso riprodurla?):
Mamma è andata al supermercato e ha avuto una dietetica illuminazione: un pacchetto intero la stava chiamando dal suo scaffalone, e lungi da lei l'idea di deluderlo, lo ha comprato senza pensarci due volte.
Dopo essersi sbafata beatamente in casa metà pacchetto (Laninin, è tutta colpa tua!), con buona pace dell'allergologo perchè lo zucchero è consentito, è andata a prendere i figli ai rispettivi asili.
Lei è tuttora piena di sensi di colpa per averli abbandonati entrambi dopo mesi di mammachiocciaggine, e loro non perdono occasione per aumentare i suoi sensi di colpa, facendole notare quanto siano insoddisfatti e infelici.
Dede ha pianto da quando ha messo piede sul marciapiede fuori dall'asilo, fino a che non siamo tornati a casa con Macco, dunque ininterrottamente per almeno 25 minuti.
Macco a sua volta ha pianto da quando ha messo il culetto sul seggiolino dell'auto, fino a che non siamo tornati a casa con Dede (perchè no, Mamma non l'ha mollato per la strada).
Arrivata sotto casa, lo sgomento si è impadronito di Mamma, e la voglia di chiudersi in quel luogo solitario con i due pestiferi in lacrime era
inspiegabilmente inesistente.
L'illuminazione allora è tornata a visitarla.
"Dede, mamma sale a prenderti Topo Lino, così la smetti di urlare. Voi aspettate un secondo in macchina" e Mamma è salita, tranquilla del fatto che nessuna persona sana o insana di mente si sarebbe mai sognata di rapirli.
Ha preso due preziose chicche verdi, ed è tornata giù con l'agognato topo di peluche.
"Bambini..." ha esordito a bassa voce e con tono misterioso rientrando in auto, "vi devo dire una cosa. Mamma ha delle vere e proprie caramelle magiche. Queste servono per aiutare a stare meglio quando si è malati, e per essere più allegri quando si è molto tristi. Oggi vedo che siete particolarmente tristi e nervosi. Mi sembra dunque il momento giusto per una caramella magica. Attenzione però, perchè se ne può mangiare soltanto una"
Dede ha immediatamente smesso di strillare e ha trangugiato la sua chicca facendo le solite mille domande (Ma mamma perchè è magica? Ma mamma perchè posso mangiarne solo una? Ma mamma perché il Topo Lino non la può mangiare anche lui?), mentre Macco la leccava guardingo, non rinunciando ad un poco convinto lamento residuo.
"Allora Dede? Che mi dici? ti vedo già un po' meglio..."
"E' proprio vero mamma, sono proprio meno triste adesso"
"Per forza amore, era una caramella magica!"
Quando anche Macco ha mangiato il suo zuccherino e ha smesso di piangere, Mamma è partita con i bimbi alla volta del parco, dove c'erano i saltimbanchi.
Il pomeriggio è trascorso veloce e piacevole, e i bimbi non hanno più versato una lacrima.
La mattina dopo, appena alzato dal letto, Dede le ha mormorato con voce ancora roca: "Mamma, mammina, io sono un pochino triste anche oggi, sai?"
Il dubbio ora la assale: con questo gesto Mamma ha gettato le basi per una zucchero-dipendenza bulimica, o una tossico-dipendenza prematura?
Il collegamento tristezza-pasticchetta o mangia-che-ti-passa potrebbe essere molto negativo, a lungo andare.
Cervelloni e neuropsichiatri infantili, per favore, rispondetemi voi, la questione è seria.
Perchè se così fosse, naturalmente, l'altra metà delle chicche magiche dovrebbe sparire urgentemente e al più presto, e qualcuno dovrà pure sacrificarsi...