venerdì 19 luglio 2013

Il CruccAsilo


Brontolo ieri era a colloquio con le maestre dell’asilo dove andranno i brambillen da settembre.
Dopo due ore e 46 minuti di colloquio è uscito dall’asilo, promosso per fortuna.
“Per noi la cosa fondamentale è che ci salutino la mattina”, gli hanno detto le maestre.
“Bè, mi sembra il minimo dell’educazione…” ha balbettato lui perplesso.
“No, sa, finchè non ci salutano noi non li prendiamo in consegna” ha aggiunto la maestra. “Appena ci dicono buongiorno, allora diventiamo responsabili per loro. E anche quando vanno via ci dovrebbero salutare, così sappiamo che non dobbiamo cercarli”
(Mah!)

Dopo la consegna del buongiorno i bambini visionano un tabellone con le attività in programma per la giornata, e possono scegliere liberamente quello che preferiscono.
Per esempio in sala musica si impara a suonare qualche strumento, in palestra si prova il triplo salto mortale con avvitamento a destra, in sala pittura si disegna olio-su-tela, in giardino ci si mette in costume da bagno per essere liberi di sporcarsi e bagnarsi a piacimento, in piscina ci si allena per la staffetta olimpionica…
Chi vuole può fare uno spuntino nella sala della colazione, chi ha amici in altre classi può andare a giocare con loro e chi vuole andare a casa è libero di farlo a qualsiasi ora, perché nessun bambino è obbligato a restare all’asilo controvoglia.
“Ovviamente i piccoli non hanno accesso a tutte le attività, ma i grandi come Dede hanno carta bianca, sono i signori incontrastati dell’asilo”
Per fortuna la mamma può stare con loro finchè vuole, per aiutarli nell’inserimento e con i problemi linguistici, e vista la sua approfondita conoscenza del vocabolario tedesco Mamma sa che potrà essere utilissima a tutti quanti.
Loro forniranno cibo, bevande, the, spuntini, asciugamani, lenzuola, cappellini per le gite e chi più ne ha più ne metta.
I bimbi dovranno portare lo spazzolino da denti.
E magari essere puntuali all’entrata.

Mamma ha ancora la bocca aperta, anche se finchè non vede, non crede.

giovedì 18 luglio 2013

Un'invasione di farfalle

Lei e Macco sono in canoa, stretti stretti, con le onde e il vento che li cullano sul blu profondo del largo.

“Andiamo fino a lì!” mormora lui puntando il dito all’orizzonte.
“Macco, guarda la farfallina sull’acqua!” esclama lei mentre rema, indicando un batuffolo bianco che svolazza sulle onde.
“Si mamma! La posso ammazzalla?”

Lei e Macco sono sulla sabbia, a giocare col secchiello e la benna, col sole che li asciuga dalla doccia gelata e il castello che prende forma sotto le loro abili mani da muratori.
“Amore, guarda! Una farfallina si è posata sulle nostre conchiglie!”
“Si mamma! La posso cchiaccialla?”

Questa mattina improvvisamente il Lido si è riempito di farfalle.
Migliaia di farfalline bianche fra gli ombrelloni, sul mare, fra la gente, e Mamma col naso all’insù per quasi un’ora, mentre il figlio si entusiasmava all’idea di strappar loro ali e antenne.
Mamma e i vicini di ombrellone già vagliavano l’ipotesi di terremoti imminenti e gravi fenomeni climatici che si stavano per abbattere sulla costa: lo tzunami, il mostro di Lochness, la fuga da allevamenti di frodo… niente era sfuggito alla conta.

Ma Christian, l’esperto, l’ha rassicurata: “E’ una cosa normale, capita a volte che sciami d’insetti si spostino tutti insieme per cambiare ambiente, non è niente di allarmante”.
E meno male perché lei già stava ripassando a mente le piaghe d’Egitto e tremava al solo pensiero delle cavallette.

Ora manca soltanto chi riesca a rassicurarla dalla furia omicida di Macconan, il biondissimo e dolcissimo barbaro della sua vita.


Aggiornamento del 24-7-2013
Però, ad essere sinceri, proprio il giorno successivo c'è stato il terremoto a Numana, a pochi km di distanza.
Un caso?

Aggiornamento del 25-8-2013
Nuova invasione di farfalle a Numana. Terremoto ad Ancona il giorno seguente.
Due casi?

mercoledì 17 luglio 2013

Saggezza rivelata - 2

Atili è un giovane che viene dall'isola di Ceilon, ed è di religione buddista.
Ma questo l'abbiamo già assodato ieri.
Ha una graziosissima moglie che tiene segregata in casa, pare per paura che qualcuno possa rubargliela per la strada. La giovane Raperonzolo, oltre ad avere capelli lunghissimi, non batte ciglio e si è rassegnata ad una vita di sudditanza agli ordini del marito-padrone, sempre sorridendo e chinando il capo.

Nonna Tonia è una nonna che ha da tempo comunicato al mondo che ne ha abbastanza di cucinare. Mamma ricorda i suoi "sono stufa di cucinare" già dall'epoca delle scuole superiori, ma probabilmente solo perchè il suo ricordo non arriva più indietro per limiti neurali.

Quando Villa Delirio è al completo, per la gioia della nonna, poveretta, ci sono dieci bocche da sfamare ogni giorno, e bocche da buongustai pergiunta, cosa che non facilita affatto il compito.

Era dunque ai fornelli quel pomeriggio la nonna, e sbuffava lentamente come un pentolone di fagioli che sobbollono. Atili, che si è attribuito la missione di calmare il suo spirito, l'avvicina con un "Calma, signora".
Mai dire di calmarsi a qualcuno che è già calmissimo!
"Calma?! E cosa dovrei fare secondo te?" lo apostrofa la nonna con le mani piene di pomodoro e cipolle.
"Prega signora, prega tanto"

Spiazzata da tale soluzione inaspettata, la nonna chiede ridendo "E per che cosa dovrei pregare, scusa?"
"Tu prega tanto signora... così prossima vita rinasci uomo!"

E questa è la pura, profonda, inconfutabile e divina rivelazione della Verità Assoluta.

martedì 16 luglio 2013

Saggezza buddista (e non)


Atili è un giovane che viene dall’isola di Ceilon, ed è di religione buddista.
La sua stanza è abbellita da statuette del predicatore panciuto e bastoncini d’incenso che gli servono durante la preghiera.
Crede ciecamente nella reincarnazione e per questo ha il massimo rispetto per gli animali tutti.
Quelli vivi. Perché se li uccide qualcun altro, non ha alcun problema a mangiarli, e anzi, si nutre prevalentemente di würstel.

Mamma è una giovane che viene dall’Italia invasa dalle zanzare, e non ha religione. O meglio, quando si tratta di zanzare tigre la sua divinità suprema è la racchetta dei cinesi, che le fulmina all’istante emettendo un goduriosissimo frizzo luminoso.
Lei si diverte un mondo minacciando davanti a lui un fantomatico sterminio di formiche, uccisioni di massa di ragni pelosi e tutte le peggiori invettive verso il brulicante mondo degli insetti molesti. Ma non mangia carne, se non in situazioni rarissime.

Ora che il divertimento principale di Dede sembra essere la caccia agli insetti, Atili si è rivelato un preziosissimo aiuto nel catturarli senza far loro alcun male, e quando il bambino li porta a vedere a Mamma (oh che bellezza…) lei si raccomanda di liberarli, scherzando poi con Atili che così sarà più facile schiacciarli.
Ovviamente lei scherza, ma Atili ieri non ha potuto più tacere.
“Prossima vita, signora, malissimo…” ha sentenziato facendo segno di kaput con la mano.
“Perché... tu dici che potrei rinascere zanzara?”
“Certo, possiamo tutti animali. E lei molto male!”, ha risposto segnandosi col pollice la gola come per tagliarla.
Sorrideva Atili, ma era serissimo.

Nessuno può sapere se questo avverrà realmente, e così Mamma ci ha pensato su.
Alla reincarnazione, allo spirito dei nostri parenti incarnato in qualche strana bestiola, al rinascere pulce o mucca, al rispetto per gli animali per paura di una punizione nell’aldilà.
Dopo svariate pensate Mamma dichiara ufficialmente quanto segue (e per favore venga trasmesso ai posteri): se mai nella prossima vita si dovesse reincarnare in una zanzara, o uno scarafaggio, o una blatta, o che so io, in quegli insetti col guscio che se li tocchi diventano una pallina, sono tutti autorizzati a prendere qualsiasi oggetto capiti loro a tiro e a schiacciarla senza pietà.
Almeno, pietosamente, le agevolerete il passaggio verso la prossima vita.

venerdì 12 luglio 2013

E tu che tipo sei?


C’è chi la mattina beve lo stesso the da una vita, e nella sua credenza ne ha solo un paio di qualità per variare di tanto in tanto.
Chi ama prendere il cornetto col cappuccino nello stesso bar di ogni giorno, per iniziare la giornata con una lieve coccola.
Chi dopo pranzo guarda la sua telenovela da quattromila puntate, con la tazzina di caffè fumante in mano, comodamente sdraiato sul divano, magari con la sigaretta di rito.
Chi va in vacanza nello stesso albergo di sempre, e diventa amico dei proprietari e dei clienti regolari come lui, che ritrova con piacere anno dopo anno.
Chi gioca a tennis, o a pallavolo, in ogni momento di libertà fino a dare il meglio di sé e sfiorare la perfezione.
Chi si sveglia ogni mattino alla stessa ora, fa la doccia e va in ufficio, e conosce ogni buca del tragitto casa lavoro, come disse una volta qualcuno, tanto da poterci andare ad occhi chiusi.

E poi c’è chi ha la credenza disordinata, piena di bustine di tisane e the e beveroni di ogni miscuglio di erbe, tutti aperti per non aver resistito alla curiosità di assaggiarli.
Chi ha sette confezioni diverse di biscotti, buste di svariati cereali, yogurt, frutta e marmellate aperte nel frigorifero, e ogni mattina si domanda “Cosa mi va di mangiare oggi?”
Chi non riesce a tornare due volte nella stessa città in vacanza, perché il mondo è troppo immenso per sprecare le chance di visitarlo tutto.
Chi gioca a tennis, a pallavolo, va in piscina, impara a sciare, a ballare latino americano, tango, e la curiosità di provare tutto è tale da non fermarsi ancora.
Chi non mette la sveglia, o magari la spegne due o tre volte, e il pensiero dello stesso lavoro, la stessa routine, la stessa città per sempre lo fa spegnere a poco a poco, e si domanda se davvero tutto può ridursi a questo.

C’è chi proprio non ce la fa ad avere una vita ripetitiva e prevedibile, e chi non riesce a gestire gli imprevisti perché la ripetizione è la sua certezza.
Due tipi di persone, due animi diversi, due cuori in tumulto se li costringi a fare la vita che non gli appartiene.
Ma nessuno è migliore.

Quando non approvi, quando ti sembra che sia giusto giudicare qualcuno, quando pensi che la tua strada sia l’unica concepibile, apri la tua credenza e conta le tue bustine di the.
Probabilmente l’altro ne ha molte più di te, e allora dovresti ammirarne la varietà.
O magari ne ha soltanto due, e allora dovresti ammirare il suo ordine rassicurante.
Ma solo per un istante.
Perché in ogni caso, per entrambi, la propria vita è l'unica possibile, ed essere costretti in quella dell’altro non sarebbe altro che un’immensa, terribile gabbia.