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mercoledì 4 ottobre 2017

Aggiornamenti

Ecco si, ce ne siamo andati.
Trasferiti, traslocato, ciao ciao, più più!

Inizia una nuova vita che ci travolge nel suo flusso vivace, mentre noi ci guardiamo in giro senza riconoscere il paesaggio.
Ma non importa, posso essere trasportata ovunque io.
Sballottata, sradicata, perduta... che importa di me, riesco perfino a trovarlo stimolante!
Quello che importa sono i miei piccoli compagni di viaggio, trascinati in seguito a decisioni più grandi di loro che possono solo subire, ma che non si potevano evitare.
I loro occhi sono sgranati sul futuro che li aspetta e non riescono ad immaginare, e non osano fare domande, rassegnati a non avere appigli.
E' questo che importa: "Quanto mi mancano i miei amici mamma"
E "In quale casa dobbiamo andare?", quando dici un banale andiamo a casa.

Si, siamo tornati, e devo dire che mi trovo bene anche se a volte la nostalgia mi devasta.
Mi manca la gente, i luoghi, la luce che ci inondava nella casa dalle mille finestre, perfino i supermercati, che sicuramente sono già invasi di Speculatius alla cannella e babbo natali di cioccolata.
Perfino i vicini di casa!
E l'odore di vernice del nostro appartamento,  la classica e tedeschissima muffa in bagno...
Perché non ne ho mai parlato, ma la muffa è una piaga ben nota a chiunque viva in crucconia, dove sono così bravi a fare tutto che pure le finestre sono a prova di spiffero. Ma così tanto a prova di spiffero che ti ammuffisce tutta casa in men che non si dica! (*)

E ora amo stare qui, nella mia città d'infanzia, dove l'aria è così umida da sembrare dolce e l'odore salmastro di certe mattinate mi riporta all'età della scuola. Dove conosco i luoghi, i visi, le tradizioni locali e i modi di dire più sofisticati, e questo mi fa sentire al mio posto.

Ma piango spesso per chi abbiamo lasciato,
in quel paesino sperduto al limitare del bosco,
lontano,
dove siamo stati felici.


(*) E per non rompere il flusso dei ricordi lo scrivo qui, in calce, che in realtà ripensandoci la muffa non mi manca proprio per niente! Ecco, l'ho detto.

martedì 22 settembre 2015

Der most: il succo di mela

Vicino all'asilo di Macco si creano in questo periodo lunghe file di auto con carretti agganciati dietro.
Mamma passa da due anni lì davanti e ha capito fin dalla prima volta -già che è molto intelligente- che lì dentro si fa il succo di mela.
Ieri pioveva, lei era di umore grigio che ancora non ha digerito il rientro dal mare, e ha deciso di fermarsi per fare qualcosa di diverso.
"Mi scusi, posso fare due o tre fotografie per il mio blog italiano?" ha chiesto specificando che è italiana, in caso l'avessero mai scambiata per tedesca...
"Ma certo" ha risposto una signora rotondetta tutta sorridente, e da quel momento non l'ha lasciata un secondo, mostrandole tutto e spiegandole tutto, e offrendole pure un bicchiere di succo appena spremuto.
E così Mamma si è sentita alla stregua di una fotoreporter e la cosa l'ha fatta sentire momentaneamente molto cool.
Segue la descrizione di questa attività, che è molto famosa da queste parti.
E poi voi cittagnoli che cosa ne sapete di come si spreme il succo di mela?

File di auto sostano e attendono pazientemente anche per oltre un'ora, bloccando tutta la strada. Nessuno si lamenta, semplicemente la gente fa inversione e cambia strada!
Ciascuno in fila è carico di sacchi di mele del proprio campo, e molti portano con sé dei barili.



All'interno si lavano le mele, si frullano e poi si pressano, tutto in un unico macchinario. In 20 minuti il succo di quintali di mele è pronto e una pompa te lo versa direttamente nei barili.



Il macchinario e due lavoratori. Col cappello, ovvio!


Le mele vengono frullate e distribuite su delle graticole


Ogni graticola con le mele frullate è impilata sull'altra e poi tutto viene schiacciato dalla pressa.
Il succo viene raccolto sotto e pompato nelle cisterne



Chi vuole lo può far pastorizzare e conservare in sacchetti sottovuoto con apposito rubinetto, in modo da utilizzarlo addirittura fino al prossimo anno.
Gli scarti di polpa di mela, secchi ed esausti, vengono portati come cibo agli animali.


Scarti di mela. Mamma stava anche pensando a come poterli riciclare in modo furbo… 

E quando non ci sono le mele? facilissimo: diventa una distilleria!



Le norme igieniche sono "lievemente" diverse dalle nostre...

Alla fine della gita Mamma è uscita con una tanica di succo fresco e un grande sorriso di soddisfazione.
E aveva anche smesso di piovere!



Prosit!

lunedì 13 luglio 2015

Bad Herrenalb: sul sentiero delle sorgenti

E dopo miglia di strada, dopo campi di mais e grano imbiondito, finalmente ha inizio il bosco.


Il vento riempie tutto il silenzio.
Un uccello grida il suo richiamo perforando la quiete.


Una sorgente di acqua freddissima e un piccolo mulino ornamentale.
("Mamma guarda un topino morto!")


Una scultura di legno? Non solo!
Siamo accolti da tafani grossi come uova, per nulla inibiti dagli insetticidi. Le zanzare ti sembrano amiche dolcissime in confronto…


Che noia camminare sul sentiero… Ma per fortuna c'è un'alternativa!



Una meritata sosta fra muschi e felci, ancora immersi nel ruscello.
Il sole filtra morbido fra i rami fitti.


Arrivati alla fine del sentiero, ci aspetta un vecchissimo mulino del 1600 ancora funzionante. Accanto alla struttura, una Guesthouse in cui non avresti il coraggio di prendere nemmeno un bicchiere d'acqua. Ragnatele e quel tipico odore di vecchissima casa ammuffita la fanno da padrone.
Due famiglie di hippies con quattro bambini ciascuna (che più lerci non si può) gironzolano nel cortile a piedi nudi.



E ora si torna indietro! 
Abbiamo collezionato un topino morto, un serpentello morto, un bruco agonizzante sotto l'attacco di formiche giganti, nove capre vive, innumerevoli tafani affamati, per un totale di 9 km di strada.

Ciao ciao e alla prossima foto-gita!



venerdì 5 giugno 2015

Foto-viaggiando: Gouda e Utrecht

Ore 9.30: "Mamma! c'è tutta la macchina piena di cotone..."
Bene, constatato che i pioppi sono molto sputacchiosi anche qui.


Ore 10.30: "Mamma ho fame! Ma cosa siamo venuti a fare qui se non mi prendi nemmeno uno di questi formaggi tutti rotondi?"
Arrivati a Gouda per il mercato del giovedì del famoso formaggio. Se avete mai assaggiato il gouda del supermercato… dimenticatelo! Questo è tutt'altra cosa.




Ore 11.30: L'orologio del palazzo centrale fa un piccolo spettacolino musicale.
"Ma quando andiamo a casa? Il formaggio ormai l'abbiamo mangiato..."



Ore 12.30: Inerpicandosi per le scale ripidissime di un vero mulino olandese, ancora funzionante per fare la farina. I tre la seguono. "Mamma, non puoi andare da sola, ovunque andrai tu io DEVO essere sempre con te. Quindi adesso andiamo a casa?"



Ore 13.30: Esaltatissima dall'esperienza del mulino, Mamma si dirige alla volta di un altro.
"Adesso però possiamo andare a casa? Eh? Basta con tutte queste vacanze… "



Ore 14.30: L'altro mulino è bellissimo ma chiuso: forse ci vivono delle persone. Mamma ammira a bocca aperta, i tre russano in macchina, a bocca aperta pure loro.


Ore 15.30: Cotone! Cotone ovunque!


Ore 16.30: Arrivati alla stazione di Utrecht. "Ma non è possibile! Ancora in centro? Ma cosa dobbiamo fare sempre in centro di tutte queste città? Qui non c'è nemmeno il formaggio…"



Ore 17.30: "Tu mi devi spiegare perchè vuoi andare in tutte queste chiese! Sempre chiese, ancora chiese ma cosa ci trovi in queste chiese mamma?"
Il duomo è decisamente impressionante. Certo che se qualcuna di queste chiese fosse anche aperta sarebbe tanto più bello…



Ore 18.30: Specialità della zona: patate fritte con la maionese. Quando si dice "alta cucina"…



Ore 19.30: "Ma se Macco cade giù e muore mamma? Sei contenta? Eh?"



Ore 20.30: Si torna a casa. La stazione di Utrecht è una cosa immensa, inverosimile, enorme. Immaginate fermarsi ad ogni negozio di patate fritte...



giovedì 4 giugno 2015

Foto-viaggiando: Amsterdam

E poi la Rachi si innamora.
Follemente, in un istante, a prima vista… ma andiamo per ordine, ecco, iniziamo dal risveglio delle 6 causa inondazione di luce in casa-senza-serrande. E sorvoliamo velocemente sulle tre vomitate mattutine di Macco, per arrivare direttamente alle

11.00: finalmente in treno alla volta di Amsterdam! Oltre due ore di ritardo sulla tabella di marcia, ma in questo caso non si poteva davvero uscire prima...


12.00: appena fuori dalla stazione, la chiesa di S.Nicola.
"Mamma, adesso torniamo a casa?"



13.00: "Vedete quanto sono stati bravi? Il marmo è una roccia durissima e non è facile romperla, ma ci hanno scolpito queste statue bellissime"
"Scommetto che Hulk se gli dà un pugno le rompe tutte!"
"Ma certo Macco, ovvio che ce la fa no?"
"Hai ragione Dede, Hulk ce la fa sempre. Mamma, ma quello dell'orecchio invece? Quando andiamo da quello dell'orecchio?"



14.00: Botteghe di formaggi e dolcetti a gogò… canali e ponti a non finire.
"Mamma, ma quando arriviamo da quello dell'orecchio?"

 


15.00: Ogni weekend vengono gettate nei canali di Amsterdam circa 50 biciclette. Questa ruspa è adibita a recuperarle. Pare che sia stato uno spettacolo entusiasmante per i due piccoli, a tratti fantasmagorico e degno di tutti i venti minuti che ci ha tenuti incollati alla ringhiera.
"Mamma, quand'è che andiamo da quello matto? Voglio vedere l'orecchio tagliato"




16.00: Dopo quattordici ore di camminata (no, per davvero erano solamente quattro?!), i pellegrini giungono ai musei. "Mamma, e quello dell'orecchio? Allora? Quando?"


18.00: Cacciati dal museo di Van Gogh. Ma solo perchè alle 18 chiude, non per cattiva condotta. Dell'orecchio tagliato, però, nessuna traccia. Ohibò.



19.00: Spettacolo da strada del batterista Dario Rossi. "Ma perchè gli dobbiamo dare i soldi mamma? Ma perchè quello gli ha dato una banconota da 100? Guarda mamma, te la faccio vedere"
"Sssshhh! No! Dede, ho visto, ho visto, ma rimetti giù i soldi, ti prego!"


20.00: Come poteva mancare una tappa qui? Stavamo quasi per non andarci, stanchi esausti come non mai, poi Brontolo ha insistito -mi domando come mai…- e Mamma è stata definitivamente stregata!
Perché Amsterdam è elegante, ricca, snob, altezzosa, ma contemporaneamente trasgressiva, romantica, alla mano, avviluppata nei suoi vicoli sempre più stretti e affollati, nelle sue abitazioni di lamiera galleggianti sull'acqua, nei suoi bar, ristoranti e caffè rumorosi e variopinti, luminosa al sole e maestosa fra le nuvole scure, meravigliosamente bella e incredibilmente affascinante.



"Lalla là! lallalalalla lalà! Lalallalala lalalalallala lalà!"
"Respira Dede, respira bene, la senti questa puzza acidula? Si lo so, sa di fumo amore, ma tu respirala lo stesso, non vedi come canti bello allegro adesso?"

martedì 2 giugno 2015

Foto-viaggiando

Caro lettore,
i brambillen sono partiti per qualche giorno, ma Mamma ha avuto un'idea furbissima: ad ogni ora scatterà una foto e la pubblicherà quando ha tempo, così saprete esattamente cosa-dove-come e quando, giusto per essere un po' qui con lei. Bello? Eh? Si?
Ne va da sé che se in quel momento dovesse essere in bagno, vi toccherà la foto del wc anziché del campanile del duomo... ma questo fa parte del gioco, altrimenti che gusto c'è?

Ore 9.30: si parte. Una sola ora di ritardo rispetto a quanto programmato: meglio di così?


Ore 10.30: Direzione nord…



Ore 11:30: Bel tempo e ancora bel tempo, eh?



Ore 12.30: Sempre più a nord…



Ore 13.30: Sosta pipì (una delle tre. Più una per la benzina, tre per cercare il distributore giusto, due per trovare un bancomat. Brontolo non è decisamente un tipo "diretto alla meta"…)



Ore 14.30: Olanda! Sparite le foreste tedesche e sostituite con fattorie a perdita d'occhio.



Ore 15:30: Davanti a casa a Utrecht. (Appartamento affittato su Airbnb, divertentissimo!)



Puliiiiiiito!

(Poi è venuto il proprietario a rifare il letto e cambiare le lenzuola, ma una bella oretta di crisi isterica alla vista dei letti non ce l'ha tolta nessuno)

Ore 16.30: Passeggiata nei dintorni di casa.



Ore 17.30: Di ritorno dopo una tappa fondamentalissima: la spesa di sano cibo autoctono. (Manca una scatola di biscotti alle mandorle finita ancora prima dello scadere dell'ora-foto)


Ore 18.30: a casa col proprietario che si sta portando via mezzo mobilio per trasferirsi. Ma ora usciamo di nuovo.

Ore 19.30: alla fermata del treno. Una sola fermata, andata e ritorno, per 4 persone: 32 euro. Sarà una politica olandese quella di disincentivare l'uso delle auto, ma in questo modo non sono proprio sulla giusta strada…



Ore 20.30: giretto in centro a Utrecht con due pupi troppo stravolti. Facciamo giusto in tempo a vedere una libreria privata di almeno millemila ripiani.




Ore 21.30: Ma che cos'è questo?!



Ore 22.30: La luce non se ne vuole proprio andare… Difficile dormire, ma buona notte a tutti!