"Mamma, guarda un po' cosa c'è sul tuo cuscino?"
I due fratelli saltellano e ridacchiano.
Apro gli occhi dopo essere stata risucchiata in un sonno pomeridiano buio e breve, abbracciata al piccolo ammalato, e trovo due pacchetti accanto alla mia testa.
"Ma cosa sono questi?" chiedo.
Loro ridono e saltellano ancora.
Apro un pacchetto dopo l'altro.
"Allora? Ti piacciono i nostri regali? Sei contenta?
"Eh mamma? Dici che non ricevi mai regali per il compleanno. Ora ne hai ben due!"
"Allora, ti piacciono?"
Rido e dico che si, mi piacciono molto.
"Perchè ridi? Non ti piacciono i nostri regali?"
Rido ancora senza rispondere.
Hanno preso la carta da regalo nuova, quella rossa coi robot.
Hanno preso i bigliettini di natale, lo scotch, la penna indelebile e ci hanno scritto nome e titolo: RACHELE MAMMA.
Hanno cercato la busta dei regalini, quelli che tengo di scorta in caso capiti una necessità improvvisa, e hanno scelto i più adatti.
"Hai visto che bravi? E pensa che non abbiamo speso nemmeno un centesimo, era tutto gratis!"
Ora sono la felice proprietaria di un cavallino di sapone e tre pezzi di Didò.
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lunedì 6 marzo 2017
domenica 29 maggio 2016
Un mese d'amore
Ti guardo innamorata e stupita mentre dormi a bocca aperta… E mi fai un bel rutto compiaciuto.
Ti bisbiglio parole d'amore senza farmi sentire dagli altri… E tu ti addormenti sul più bello.
Ti faccio i massaggini ai piedi perchè ho visto che ti piace… E mi fai allegramente la pipì in faccia.
Ti lavo, ti vesto, ti cambio, ti rivesto… E tu continui a rigurgitare indifferente, aggrappato ai miei capelli e sporcando tutto il mondo che ci circonda.
Questo è tutto ciò che sei, questa è tutta la tua vita, e io la osservo ammirata.
Buon primo mese con noi, piccolo scagazzone!
Ti faccio i massaggini ai piedi perchè ho visto che ti piace… E mi fai allegramente la pipì in faccia.
Ti lavo, ti vesto, ti cambio, ti rivesto… E tu continui a rigurgitare indifferente, aggrappato ai miei capelli e sporcando tutto il mondo che ci circonda.
Questo è tutto ciò che sei, questa è tutta la tua vita, e io la osservo ammirata.
Buon primo mese con noi, piccolo scagazzone!
martedì 8 marzo 2016
Una colazione da re
"Ecco, ora viene e ci caccia, lo so"
...
"Guardalo, sta parlando con la cameriera. Che dici? Starà parlando di noi?"
…
"Ora lei gli dirà che forse è meglio allontanarci… oddio che figura"
Mamma si aspettava da un momento all'altro che il direttore dell'hotel le si avvicinasse con discrezione e una punta di imbarazzo, per chiederle gentilmente di lasciare il ristorante.
"Vi restituiamo fino all'ultimo centesimo se ci fate la cortesia di smettere di mangiare", si aspettava di sentirsi dire.
E invece no, è andata bene.
Perché lo scorso fine settimana i brambillen sono stati a festeggiare il compleanno di Mamma fuori città, e per fare le cose per bene si sono fermati a dormire in un albergo.
"C'è anche la piscina, bambini, e la colazione a buffet" ha detto loro quando ha prenotato, mostrando le foto di quel super-hotel.
E deve aver aggiunto anche qualcosa di molto elegante, tipo:
"E con quello che costa la colazione vedete di mangiare tanto domenica mattina, ok?"
Ma forse poteva anche risparmiarsi il nobile suggerimento.
Perché alla vista dell'immenso buffet i bambini hanno sgranato gli occhi e chiesto, all'unisono:
"Ma posso prendere per davvero tutto quello che voglio? Perfino il prosciutto?"
"Ma è veramente tutto gratis?"
("Ma Marco, è tutto gratis anche quello che fa la mamma a casa!"
"Si Fede ma a casa non c'è mica tutta questa roba qui!")
Ad un cenno di assenso si sono scatenati, saltellando e gridacchiando per l'emozione, in un via vai senza sosta di piatti di ogni genere, dalla frutta allo yogurt, dalle uova strapazzate a quelle sode, dai pancake ai formaggi, dai pain au chocolat ai croissant, dai würstel al salmone... passando anche per qualche brezel spalmato di cioccolata.
Credo abbiano provato veramente tutto, seduti a tavola, mentre Mamma faceva la spola ora per uno ora per l'altro raccogliendo le ordinazioni, con profonda vergogna.
Dopo quasi 90 minuti di colazione, quei piccoli pancini (ehm…) erano così costipati che i brambillen hanno dovuto a malincuore abbandonare il campo, soddisfatti come non mai.
Ma "Cara mamma, questo non è un hotel... Questo è il paradiso!", dà la certezza di aver ammortizzato ogni costo!
...
"Guardalo, sta parlando con la cameriera. Che dici? Starà parlando di noi?"
…
"Ora lei gli dirà che forse è meglio allontanarci… oddio che figura"
Mamma si aspettava da un momento all'altro che il direttore dell'hotel le si avvicinasse con discrezione e una punta di imbarazzo, per chiederle gentilmente di lasciare il ristorante.
"Vi restituiamo fino all'ultimo centesimo se ci fate la cortesia di smettere di mangiare", si aspettava di sentirsi dire.
E invece no, è andata bene.
Perché lo scorso fine settimana i brambillen sono stati a festeggiare il compleanno di Mamma fuori città, e per fare le cose per bene si sono fermati a dormire in un albergo.
"C'è anche la piscina, bambini, e la colazione a buffet" ha detto loro quando ha prenotato, mostrando le foto di quel super-hotel.
E deve aver aggiunto anche qualcosa di molto elegante, tipo:
"E con quello che costa la colazione vedete di mangiare tanto domenica mattina, ok?"
Ma forse poteva anche risparmiarsi il nobile suggerimento.
Perché alla vista dell'immenso buffet i bambini hanno sgranato gli occhi e chiesto, all'unisono:
"Ma posso prendere per davvero tutto quello che voglio? Perfino il prosciutto?"
"Ma è veramente tutto gratis?"
("Ma Marco, è tutto gratis anche quello che fa la mamma a casa!"
"Si Fede ma a casa non c'è mica tutta questa roba qui!")
Ad un cenno di assenso si sono scatenati, saltellando e gridacchiando per l'emozione, in un via vai senza sosta di piatti di ogni genere, dalla frutta allo yogurt, dalle uova strapazzate a quelle sode, dai pancake ai formaggi, dai pain au chocolat ai croissant, dai würstel al salmone... passando anche per qualche brezel spalmato di cioccolata.
Credo abbiano provato veramente tutto, seduti a tavola, mentre Mamma faceva la spola ora per uno ora per l'altro raccogliendo le ordinazioni, con profonda vergogna.
Dopo quasi 90 minuti di colazione, quei piccoli pancini (ehm…) erano così costipati che i brambillen hanno dovuto a malincuore abbandonare il campo, soddisfatti come non mai.
Ma "Cara mamma, questo non è un hotel... Questo è il paradiso!", dà la certezza di aver ammortizzato ogni costo!
giovedì 18 febbraio 2016
Amarcord
A quei tempi si poteva ancora festeggiare a scuola.
Mamma mi preparava un dolce e una grande ciotola di pop-corn fatti in casa.
Ora lo posso dire, ma mi vergognavo di quei pop-corn insipidi esplosi nella macchinetta ad aria.
Gli altri avevano patate fritte e salatini colanti di grassi idrogenati; io avevo il sale che scivolava giù e rimaneva sul fondo della ciotola, che ci toccava raccoglierlo e leccarci le dita per sentire un po' di sapore.
Ma in fondo poco importava, e la realtà era ben più luminosa di una misera ciotola vuota con i pezzetti di mais inesploso: era il sei marzo, e io ero felice!
Me lo ricordo bene. Iniziavo a contare i giorni da quando ci stavano sulle due mani, e ogni mattina era uno in meno. Non passavano mai abbastanza in fretta, finchè finalmente un bel giorno mi svegliavo e realizzavo: "E' il sei marzo!"
Con l'adrenalina costante che mi faceva saltellare di continuo, ripetevo come un mantra "E' il sei marzo! E' il sei marzo!" mentre iniziava l'attesa della festa.
La focaccia di mia zia, la crostata delle nonne, i panini di mia madre: il tavolo era pronto.
Quando il campanello suonava una prima volta, il cuore mi esplodeva di emozione.
E oggi, qualche anno dopo, osservo un bambino che fa il conto alla rovescia da settimane e finalmente si sveglia ed esclama "E' il diciotto febbraio!"
Mi abbraccia stretto stretto, tutti e due in pigiama nel suo letto, chiedendomi di rimanere così per le prossime tre ore. Salvo poi vedere un pacco regalo sul comodino, e le tre ore di abbraccio sono già dimenticate.
Saltella qua e là e ripete la sua data con il sorriso emozionato di chi è davvero felice.
Ed è già in attesa della festa, lo so bene.
Da ora in poi i suoi ricordi saranno sempre più nitidi (perchè otto anni sono tanti!), e io ho la responsabilità di renderli belli per lui.
Lo guardo dalla finestra mentre va a scuola con lo zaino pieno di cioccolata per i suoi compagni -niente pop-corn per loro-, e penso che a quest'ora era ancora qui dentro a scalciare.
Mamma mi preparava un dolce e una grande ciotola di pop-corn fatti in casa.
Ora lo posso dire, ma mi vergognavo di quei pop-corn insipidi esplosi nella macchinetta ad aria.
Gli altri avevano patate fritte e salatini colanti di grassi idrogenati; io avevo il sale che scivolava giù e rimaneva sul fondo della ciotola, che ci toccava raccoglierlo e leccarci le dita per sentire un po' di sapore.
Ma in fondo poco importava, e la realtà era ben più luminosa di una misera ciotola vuota con i pezzetti di mais inesploso: era il sei marzo, e io ero felice!
Me lo ricordo bene. Iniziavo a contare i giorni da quando ci stavano sulle due mani, e ogni mattina era uno in meno. Non passavano mai abbastanza in fretta, finchè finalmente un bel giorno mi svegliavo e realizzavo: "E' il sei marzo!"
Con l'adrenalina costante che mi faceva saltellare di continuo, ripetevo come un mantra "E' il sei marzo! E' il sei marzo!" mentre iniziava l'attesa della festa.
La focaccia di mia zia, la crostata delle nonne, i panini di mia madre: il tavolo era pronto.
Quando il campanello suonava una prima volta, il cuore mi esplodeva di emozione.
E oggi, qualche anno dopo, osservo un bambino che fa il conto alla rovescia da settimane e finalmente si sveglia ed esclama "E' il diciotto febbraio!"
Mi abbraccia stretto stretto, tutti e due in pigiama nel suo letto, chiedendomi di rimanere così per le prossime tre ore. Salvo poi vedere un pacco regalo sul comodino, e le tre ore di abbraccio sono già dimenticate.
Saltella qua e là e ripete la sua data con il sorriso emozionato di chi è davvero felice.
Ed è già in attesa della festa, lo so bene.
Da ora in poi i suoi ricordi saranno sempre più nitidi (perchè otto anni sono tanti!), e io ho la responsabilità di renderli belli per lui.
Lo guardo dalla finestra mentre va a scuola con lo zaino pieno di cioccolata per i suoi compagni -niente pop-corn per loro-, e penso che a quest'ora era ancora qui dentro a scalciare.
Goditi il nostro giorno, amore, e sii felice.
giovedì 16 luglio 2015
Compleanni in piscina? no grazie!
C'è un bigliettino nella casella della posta del cruccasilo di Macco, e Mamma esclama: "Amore! sei invitato al compleanno di Niklas sei contento?"
Poi gli legge tutto, mentre lui si contorce le mani per la felicità: la mia mamma ci verrà a prendere all'asilo alle 15 e ci porterà in piscina a festeggiare insieme. La festa finisce alle 18.30. Per favore ricorda alla tua mamma di compilare il permesso per le maestre!
Il pensiero è istantaneo: "Col cavolo che lascio il cinquenne in piscina con una sola mamma e 8 bambini sciolti", e così Mamma organizza un pomeriggio in piscina con Dede al seguito.
Quando arrivano, il gruppo dei festeggiamenti è già in acqua, e una donna con gli occhi sbarrati e i capelli dritti in testa li accoglie continuando a guardarsi intorno e contando freneticamente "Einz… vier… sieben…"
Mamma le dice che si fermerà volentieri a darle una mano, e quella le sorride piena di gratitudine, poi la lascia al trampolino a controllare cinque pupi e corre agli scivoli a contare i restanti tre.
Passa circa mezz'ora quando i bambini vengono chiamati al tavolo della merenda, e Macco mangia muffin al cioccolato come se non ci fosse un domani.
Nel giro di pochi minuti i bambini sono di nuovo pronti a correre in acqua, ma Mamma-italica inizia a fibrillare:
"Ok, la digestione non è ancora iniziata, può fare il bagno in fondo l'acqua è a 30 gradi"
Un sospiro.
"Uhm, la digestione sta iniziando, ma può fare il bagno in fondo l'acqua è a 30 gradi"
Una sbirciatina all'orologio.
Poi gli legge tutto, mentre lui si contorce le mani per la felicità: la mia mamma ci verrà a prendere all'asilo alle 15 e ci porterà in piscina a festeggiare insieme. La festa finisce alle 18.30. Per favore ricorda alla tua mamma di compilare il permesso per le maestre!
Il pensiero è istantaneo: "Col cavolo che lascio il cinquenne in piscina con una sola mamma e 8 bambini sciolti", e così Mamma organizza un pomeriggio in piscina con Dede al seguito.
Quando arrivano, il gruppo dei festeggiamenti è già in acqua, e una donna con gli occhi sbarrati e i capelli dritti in testa li accoglie continuando a guardarsi intorno e contando freneticamente "Einz… vier… sieben…"
Mamma le dice che si fermerà volentieri a darle una mano, e quella le sorride piena di gratitudine, poi la lascia al trampolino a controllare cinque pupi e corre agli scivoli a contare i restanti tre.
Passa circa mezz'ora quando i bambini vengono chiamati al tavolo della merenda, e Macco mangia muffin al cioccolato come se non ci fosse un domani.
Nel giro di pochi minuti i bambini sono di nuovo pronti a correre in acqua, ma Mamma-italica inizia a fibrillare:
"Ok, la digestione non è ancora iniziata, può fare il bagno in fondo l'acqua è a 30 gradi"
Un sospiro.
"Uhm, la digestione sta iniziando, ma può fare il bagno in fondo l'acqua è a 30 gradi"
Una sbirciatina all'orologio.
"Ok, la digestione ormai è iniziata, può fare ancora il bagno in fondo… " ma proprio non ce la fa, è inutile che se la racconti: "Macco, tesoro, non puoi aspettare e giocare un po' fuori a calcio, anziché rimanere in acqua con tutti quei muffin da digerire?"
Risposta scontata.
Mamma-italica viene censurata dal Super-Io crucco che vuole farsi spazio in lei, e Macco rimane a mollo ad oltranza.
Quando le sue labbra sono così blu da far concorrenza alle occhiaie, il bambino viene tirato fuori a forza e portato a fare un bagno turco per riscaldarsi un po'.
"Siete pronti per una seconda merenda?" trilla la mamma del festeggiato, e Macco si precipita di nuovo al tavolo a ingozzarsi di rotoli al cioccolato e muffin con gli zuccherini.
Quando i piccoli crucchi si tuffano in acqua per la terza volta, Mamma-italica scalpita e freme, mentre il solito Super-Io cerca di metterla a tacere dando ragione al figlio: "Ma mamma, sono tutti in acqua e non sta male nessuno, perchè solo io non posso?" Il bambino ha il labbro che trema per l'umiliazione, e Mamma ricorda a se stessa articoli trovati su internet che sfatano il mito del bagno dopo pranzo, prova ad immedesimarsi nel figlio e capisce che non può insistere oltre.
Quando la festa è quasi al termine, quando Mamma è allo stremo delle forze e non ce la fa più a controllare piccoli selvaggi che corrono chi qua chi là per le piscine, quando Dede piagnucola per la stanchezza, ecco che il festeggiato organizza una pizzata, e la festa si protrae fino a cena.
Le labbra di Macco sono ancora più blu nonostante una seconda e una terza seduta di vapore, nonostante lei lo abbia asciugato più volte, nonostante sia riuscita a tenerlo un po' al sole fuori dall'acqua.
Quando la festa finisce, Mamma sospira di sollievo e tutti rincasano felici.
Ma tempo mezz'ora, Labbrablu collassa.
Papà-italico invoca pediatri e ospedali d'urgenza, Mamma-crocerossina compie tutte le manovre imparate alla CRI, e un bambino sfinito si addormenta bocconi.
Morale della favola: per comportarsi da saldi teutonici, probabilmente bisogna essere per lo meno teutonici.
Se sei un misero figlio di mamma-italica devi comportarti come tale, e rassegnarti a fare il bagno 2 ore dopo ciascuno spuntino, coprirti il pancino in fase digestiva ed evitare sbalzi di temperatura con la pancia piena.
Il Super-io crucco è stato brutalmente ammanettato in fondo ai meandri della coscienza e Mamma-italica non rinnegherà più le buone regole della patria prudenza.
domenica 10 maggio 2015
Proprio un bel regalo!
"Rachele, mia madre ha detto che ci dà dei soldi per il compleanno di Macco. Pensavo che ci possiamo comprare la bici nuova per Dede! Che dici?"
"Ehm, Brontolo… con i soldi di Macco?!"
"Si! E a Macco diamo quella vecchia di Dede. Non va bene?"
Destino ingrato dei fratelli minori…
"Ehm, Brontolo… con i soldi di Macco?!"
"Si! E a Macco diamo quella vecchia di Dede. Non va bene?"
Destino ingrato dei fratelli minori…
giovedì 2 aprile 2015
Sei grande ormai
Cinque anni.
Sei grande ormai, ho detto cinque!
"No mamma, sono ancora il tuo piccolino"
"Si tesoro, ma ora sei grande: non sei felice?"
… E io?
Io invece no!
Perché a me manca il mio piccolino,
anche se ti fai coccolare tutto rannicchiato,
se mi fai le carezze morbide e mi dai i bacini umidi.
Mi manca il mio bambino piccolo, ma non te lo dirò.
Perché cinque anni sono tanti -non ho più bimbi in casa mia!-
Ma sai chi sei, sai quello che vuoi, sai bene ciò che è giusto.
E sono orgogliosa, piccolo uomo, di come sei cresciuto.
Sono felice di vederti sbocciare, dolce piccola persona.
E tu non sei più "mio", ma sei solo "tu".
… Non è bellissimo tutto questo?
(E ora lasciatemi un secondo di tempo, vado a sentirmi vecchia)
Sei grande ormai, ho detto cinque!
"No mamma, sono ancora il tuo piccolino"
"Si tesoro, ma ora sei grande: non sei felice?"
… E io?
Io invece no!
Perché a me manca il mio piccolino,
anche se ti fai coccolare tutto rannicchiato,
se mi fai le carezze morbide e mi dai i bacini umidi.
Mi manca il mio bambino piccolo, ma non te lo dirò.
Perché cinque anni sono tanti -non ho più bimbi in casa mia!-
Ma sai chi sei, sai quello che vuoi, sai bene ciò che è giusto.
E sono orgogliosa, piccolo uomo, di come sei cresciuto.
Sono felice di vederti sbocciare, dolce piccola persona.
E tu non sei più "mio", ma sei solo "tu".
… Non è bellissimo tutto questo?
(E ora lasciatemi un secondo di tempo, vado a sentirmi vecchia)
domenica 8 marzo 2015
Il regalo perfetto
"No! in centro no mamma, non è possibile noi non vogliamo!"
"Visto che non mi avete fatto alcun regalo di compleanno, il vostro regalo oggi sarà fare una cosa che piace a me, quindi andremo in centro"
"Ma… non abbiamo avuto il tempo per pensare a cosa regalarti"
"D'accordo, me lo farete ora il vostro regalo e sarà comportarvi bene e non brontolare più"
Mamma scende dall'auto e si incammina verso il lago in un pomeriggio assolato e tranquillo. Dopo il lago, ha deciso di fare una passeggiata in centro, ma l'idea non ha riscosso un grande successo.
"Ehi papà… pssss" bisbiglia Dede rimanendo indietro e prendendo in disparte il padre
"Io e Macco ci siamo messi d'accordo! Macco adesso distrae la mamma e io e te andiamo a prendere il suo regalo. Sappiamo già cosa regalarle!"
"Davvero? dimmi" chiede curioso Brontolo.
"Dobbiamo andare a Lild!"
"Addirittura! E a prendere cosa?"
"Un ovino Kinder papà, quello è il regalo perfetto!"
Brontolo fa la spia di nascosto, Mamma ride per la loro tenerezza.
Ma in fondo le è andata bene: potevano sempre decidere di regalarle un Gormito…
"Visto che non mi avete fatto alcun regalo di compleanno, il vostro regalo oggi sarà fare una cosa che piace a me, quindi andremo in centro"
"Ma… non abbiamo avuto il tempo per pensare a cosa regalarti"
"D'accordo, me lo farete ora il vostro regalo e sarà comportarvi bene e non brontolare più"
Mamma scende dall'auto e si incammina verso il lago in un pomeriggio assolato e tranquillo. Dopo il lago, ha deciso di fare una passeggiata in centro, ma l'idea non ha riscosso un grande successo.
"Ehi papà… pssss" bisbiglia Dede rimanendo indietro e prendendo in disparte il padre
"Io e Macco ci siamo messi d'accordo! Macco adesso distrae la mamma e io e te andiamo a prendere il suo regalo. Sappiamo già cosa regalarle!"
"Davvero? dimmi" chiede curioso Brontolo.
"Dobbiamo andare a Lild!"
"Addirittura! E a prendere cosa?"
"Un ovino Kinder papà, quello è il regalo perfetto!"
Brontolo fa la spia di nascosto, Mamma ride per la loro tenerezza.
Ma in fondo le è andata bene: potevano sempre decidere di regalarle un Gormito…
venerdì 6 marzo 2015
Una giornata normale
"Ma abbiamo chiamato a novembre e vengono a sistemare il muro proprio oggi?"
"Si, e non possiamo dire di no Rachele, devi avere pazienza. In fondo sono solo 6 ore..."
Così alle 7 di mattina sono arrivati i muratori, con le loro suole col carrarmato polveroso e le cazzuole incrostate di malta, e sono rimasti in casa brambillen fino all'ora di pranzo.
Poi se ne sono andati, lasciando pulito come si può immaginare, e in bagno non è che te ne puoi fregare e dire che lo fai domani; dunque sospiri e pulisci tutto da capo.
Dede ha gli occhi iniettati di sangue degni di un drago sputafuoco con la super-congiuntivite, e per pranzo non c'è nulla, e Brontolo "Vado in ufficio, sparecchi e sistemi tutto tu così posso uscire presto?"
"Mamma questa sembra proprio una giornata normale sai?" dice Dede deluso addentando la pasta al sugo.
Ma svegliarsi con due vocine acute che intonano "tanti auguri amore mio",
ricevere un biglietto tutto rosso a forma di cuore con il "ti amo mamma" più bello del mondo,
tenere Macco a casa dall'asilo e godertelo tutto,
andare in cortile e colorare i marciapiedi, e poi giocare a campana saltando nonostante il ginocchio,
e il sole, le api che tornano a ronzare, i bucaneve fioriti e i prati che si rivestono di colori,
e un pacchetto con il regalo di Brontolo consegnato a sorpresa.
Ecco, ora si che è speciale:
tanti auguri a me!
"Si, e non possiamo dire di no Rachele, devi avere pazienza. In fondo sono solo 6 ore..."
Così alle 7 di mattina sono arrivati i muratori, con le loro suole col carrarmato polveroso e le cazzuole incrostate di malta, e sono rimasti in casa brambillen fino all'ora di pranzo.
Poi se ne sono andati, lasciando pulito come si può immaginare, e in bagno non è che te ne puoi fregare e dire che lo fai domani; dunque sospiri e pulisci tutto da capo.
Dede ha gli occhi iniettati di sangue degni di un drago sputafuoco con la super-congiuntivite, e per pranzo non c'è nulla, e Brontolo "Vado in ufficio, sparecchi e sistemi tutto tu così posso uscire presto?"
"Mamma questa sembra proprio una giornata normale sai?" dice Dede deluso addentando la pasta al sugo.
Ma svegliarsi con due vocine acute che intonano "tanti auguri amore mio",
ricevere un biglietto tutto rosso a forma di cuore con il "ti amo mamma" più bello del mondo,
tenere Macco a casa dall'asilo e godertelo tutto,
andare in cortile e colorare i marciapiedi, e poi giocare a campana saltando nonostante il ginocchio,
e il sole, le api che tornano a ronzare, i bucaneve fioriti e i prati che si rivestono di colori,
e un pacchetto con il regalo di Brontolo consegnato a sorpresa.
Ecco, ora si che è speciale:
tanti auguri a me!
martedì 29 aprile 2014
Un cruccompleanno
Mica vorrai andare ad una festa di compleanno senza sapere esattamente che cosa faranno i bambini?
E in che ordine, e a che ora, eh?
Tipo, vorrai sapere a che ora potranno giocare e quando mangeranno la torta, o no?
Dede ha ricevuto un invito ad una festa, e Mamma ha aperto un biglietto in formato A4 scritto fitto fitto.
"Ci vedremo alle 15.30 nell'area grill accanto al vivaio"
"Fino alle 16.30 apriremo i regali e mangeremo la torta"
"Alle 17 andremo alla ricerca del tesoro con Peter Pan e Trilly" Wow! Sembra emozionante.
"Alle 17.30 accenderemo la brace e cuoceremo würstel di pollo, pane allo spiedo e mangeremo insalata di patate" Caspita, questa si che è una festa!
"Per favore confermate la vostra presenza con un messaggio in segreteria" Pronto, salve, siamo i brambillen, Dede sarà felice di venire, grazie non vediamo l'ora!
Mamma era elettrizzata. Ha comprato un regalo, poi un secondo e infine un terzo, indecisa su quale fosse più adatto all'occasione.
Poi ha monitorato le previsioni del tempo per giorni, incrociando le dita ad ogni nuvolone.
Infine, ha improvvisamente realizzato che l'invitata non era lei, e che qui i genitori non sono affatto contemplati.
Inaccettabile.
Ha atteso con pazienza meditando una scappatoia, e il giorno prima dell'evento ha fatto una telefonata tattica, tirando in ballo insicurezze linguistiche dell'invitato, sanabili solo con la presenza materna.
E così si sono presentati all'area grill designata: un invitato ufficiale e due imbucati, ma per lo meno con un regalo a testa.
Diciotto bambini scorrazzavano allegramente in una radura al limitare del bosco, con una mangiatoia addobbata a festa e un rotolo di carta igienica infilato in una cazzuola su un tronco.
Per facilitare le cose al piedone-one di Mamma, la caccia al tesoro si è svolta nella foresta fra radici nascoste da miriadi di foglie secche e imprecazioni fortunatamente non comprese dai piccoli.
Il forziere del tesoro, una volta aperto, conteneva buste di dolci per ciascun invitato.
Imbucato compreso!
Mamma ha scoperto che cos'è il pane alla brace tedesco (Stockbrot) e che un barbecue di quel genere, con il cibo infilzato sui bastoncini che ciascuno mette sul fuoco, significa riportarsi a casa un bambino completamente grigio, coperto di fuliggine dai capelli all'interno delle calze.
Quando Brontolo è arrivato a prenderli, "Aspetta!" le ha detto premurosa la nonna del festeggiato "Siamo stati a giocare nella foresta. Quando arrivi a casa controlla attentamente ogni vestito e il corpo dei bambini. Sai, le zecche…"
Dopo aver docciato, strigliato, controllato ogni piega della pelle e fatto il bucato di ogni cosa indossata, Mamma ha per un attimo ricordato le feste milanesi… quelle ai pulitissimi gonfiabili… quelle al cementosissimo cinema… e con un sospiro di comprensione tardiva si è pazientemente messa ad asciugare, phonare, stendere…
E in che ordine, e a che ora, eh?
Tipo, vorrai sapere a che ora potranno giocare e quando mangeranno la torta, o no?
Dede ha ricevuto un invito ad una festa, e Mamma ha aperto un biglietto in formato A4 scritto fitto fitto.
"Ci vedremo alle 15.30 nell'area grill accanto al vivaio"
"Fino alle 16.30 apriremo i regali e mangeremo la torta"
"Alle 17 andremo alla ricerca del tesoro con Peter Pan e Trilly" Wow! Sembra emozionante.
"Alle 17.30 accenderemo la brace e cuoceremo würstel di pollo, pane allo spiedo e mangeremo insalata di patate" Caspita, questa si che è una festa!
"Per favore confermate la vostra presenza con un messaggio in segreteria" Pronto, salve, siamo i brambillen, Dede sarà felice di venire, grazie non vediamo l'ora!
Mamma era elettrizzata. Ha comprato un regalo, poi un secondo e infine un terzo, indecisa su quale fosse più adatto all'occasione.
Poi ha monitorato le previsioni del tempo per giorni, incrociando le dita ad ogni nuvolone.
Infine, ha improvvisamente realizzato che l'invitata non era lei, e che qui i genitori non sono affatto contemplati.
Inaccettabile.
Ha atteso con pazienza meditando una scappatoia, e il giorno prima dell'evento ha fatto una telefonata tattica, tirando in ballo insicurezze linguistiche dell'invitato, sanabili solo con la presenza materna.
E così si sono presentati all'area grill designata: un invitato ufficiale e due imbucati, ma per lo meno con un regalo a testa.
Diciotto bambini scorrazzavano allegramente in una radura al limitare del bosco, con una mangiatoia addobbata a festa e un rotolo di carta igienica infilato in una cazzuola su un tronco.
Per facilitare le cose al piedone-one di Mamma, la caccia al tesoro si è svolta nella foresta fra radici nascoste da miriadi di foglie secche e imprecazioni fortunatamente non comprese dai piccoli.
Il forziere del tesoro, una volta aperto, conteneva buste di dolci per ciascun invitato.
Imbucato compreso!
Mamma ha scoperto che cos'è il pane alla brace tedesco (Stockbrot) e che un barbecue di quel genere, con il cibo infilzato sui bastoncini che ciascuno mette sul fuoco, significa riportarsi a casa un bambino completamente grigio, coperto di fuliggine dai capelli all'interno delle calze.
Quando Brontolo è arrivato a prenderli, "Aspetta!" le ha detto premurosa la nonna del festeggiato "Siamo stati a giocare nella foresta. Quando arrivi a casa controlla attentamente ogni vestito e il corpo dei bambini. Sai, le zecche…"
Dopo aver docciato, strigliato, controllato ogni piega della pelle e fatto il bucato di ogni cosa indossata, Mamma ha per un attimo ricordato le feste milanesi… quelle ai pulitissimi gonfiabili… quelle al cementosissimo cinema… e con un sospiro di comprensione tardiva si è pazientemente messa ad asciugare, phonare, stendere…
lunedì 7 aprile 2014
Festicciola
Dopo giorni di attesa, Macco ha finalmente fatto la lista degli invitati al suo compleanno.
Un nome solo.
"Tesoro, invita altri bambini, vuoi? Se inviti solo Taha non è una vera festa, e poi ci rimani male che Dede ha avuto un compleanno più bello. Chi altri invitiamo?"
Dopo qualche minuto di tentennamento, Macco ha snocciolato altri nomi di compagni d'asilo.
"Bene. Poi invitiamo anche Antonino, Leo e Lisa, giusto?"
"No mamma! Loro sono italiani e non sono della mia classe"
"E allora? Sono amici nostri!"
"No mamma, io voglio la festa solo con i bambini tedeschi della mia classe"
Mamma tace di fronte alle idee così chiare del suo neo quattrenne, e si adatta a malincuore a tale desiderio. (Ha scoperto solo dopo che la "regola" tedesca vuole che per il quarto compleanno si invitino quattro bambini, per il quinto cinque, e così via).
Dopo la lista dei desideri per il buffet, Mamma inizia a spignattare: "Ci saranno cinque bambini. Uno di loro ha tre fratelli, se festeggiamo al parco magari vengono anche loro. Magari verranno le mamme, i papà non li ho mai visti… vabè, io preparo per una ventina di persone, al limite avanza"
Il giorno della festa, spaccato il secondo, suona il campanello.
"Noi andiamo via subito. A che ora veniamo a prendere il bambino?"
La scena si ripete per altre quattro volte, e dopo dieci minuti Mamma e Brontolo si ritrovano a guardarsi in faccia nella sala vuota, con sette maschietti che giocano composti nella camera dei bambini e il tavolo apparecchiato per un reggimento.
Nessuno corre, nessuno grida, ma soprattutto nessuno mangia.
Il silenzio in casa è tale che Mamma e Brontolo si sentono quasi a disagio, e vanno a verificare che siano ancora tutti vivi.
I piccoli giocano felici e tranquilli, e sono così bravi che sono capaci perfino di litigare sottovoce.
All'ora convenuta -secondo più secondo meno- il campanello suona ancora e, discreti come sono arrivati, così se ne vanno.
Abituata alle feste di Dede, che se non si è almeno in trenta non vale e che impieghi i successivi otto giorni per rimettere in ordine, Mamma non riesce ancora a credere di aver festeggiato il compleanno di Macco.
E dopo, non ha nemmeno dovuto spazzare per terra...
Un nome solo.
"Tesoro, invita altri bambini, vuoi? Se inviti solo Taha non è una vera festa, e poi ci rimani male che Dede ha avuto un compleanno più bello. Chi altri invitiamo?"
Dopo qualche minuto di tentennamento, Macco ha snocciolato altri nomi di compagni d'asilo.
"Bene. Poi invitiamo anche Antonino, Leo e Lisa, giusto?"
"No mamma! Loro sono italiani e non sono della mia classe"
"E allora? Sono amici nostri!"
"No mamma, io voglio la festa solo con i bambini tedeschi della mia classe"
Mamma tace di fronte alle idee così chiare del suo neo quattrenne, e si adatta a malincuore a tale desiderio. (Ha scoperto solo dopo che la "regola" tedesca vuole che per il quarto compleanno si invitino quattro bambini, per il quinto cinque, e così via).
Dopo la lista dei desideri per il buffet, Mamma inizia a spignattare: "Ci saranno cinque bambini. Uno di loro ha tre fratelli, se festeggiamo al parco magari vengono anche loro. Magari verranno le mamme, i papà non li ho mai visti… vabè, io preparo per una ventina di persone, al limite avanza"
Il giorno della festa, spaccato il secondo, suona il campanello.
"Noi andiamo via subito. A che ora veniamo a prendere il bambino?"
La scena si ripete per altre quattro volte, e dopo dieci minuti Mamma e Brontolo si ritrovano a guardarsi in faccia nella sala vuota, con sette maschietti che giocano composti nella camera dei bambini e il tavolo apparecchiato per un reggimento.
Nessuno corre, nessuno grida, ma soprattutto nessuno mangia.
Il silenzio in casa è tale che Mamma e Brontolo si sentono quasi a disagio, e vanno a verificare che siano ancora tutti vivi.
I piccoli giocano felici e tranquilli, e sono così bravi che sono capaci perfino di litigare sottovoce.
All'ora convenuta -secondo più secondo meno- il campanello suona ancora e, discreti come sono arrivati, così se ne vanno.
Abituata alle feste di Dede, che se non si è almeno in trenta non vale e che impieghi i successivi otto giorni per rimettere in ordine, Mamma non riesce ancora a credere di aver festeggiato il compleanno di Macco.
E dopo, non ha nemmeno dovuto spazzare per terra...
giovedì 13 marzo 2014
Quarantadieci!
"Che cosa fai?"
"Voglio scrivere gli auguri per una mia amica amore, è il suo compleanno oggi"
"Compie 40 anni?"
"No tesoro, lei è un po' più grande di me"
"Quarantadue, quarantatré, quarantasette, quarantotto, quarantanove, quarantadieci..."
"Bravo Macco, è proprio così amore"
"Ma è tedesca o italiana?"
"E' italiana Dede"
"Bè, allora dille che è bella come un panda, sarà contenta"
"Uhm, penso anch'io, si"
E allora cara Anto,
a te che sei bella come un panda,
a te che compi quarantadieci anni e da almeno trenta fai parte della mia vita,
a te che non hai mai perso la capacità di sognare,
sei sempre pronta al sorriso e hai la poesia nel cuore che ti riempie di dolcezza,
a te che sei splendida in ogni cosa che fai
tantissimi auguri, amica mia.
"Voglio scrivere gli auguri per una mia amica amore, è il suo compleanno oggi"
"Compie 40 anni?"
"No tesoro, lei è un po' più grande di me"
"Quarantadue, quarantatré, quarantasette, quarantotto, quarantanove, quarantadieci..."
"Bravo Macco, è proprio così amore"
"Ma è tedesca o italiana?"
"E' italiana Dede"
"Bè, allora dille che è bella come un panda, sarà contenta"
"Uhm, penso anch'io, si"
E allora cara Anto,
a te che sei bella come un panda,
a te che compi quarantadieci anni e da almeno trenta fai parte della mia vita,
a te che non hai mai perso la capacità di sognare,
sei sempre pronta al sorriso e hai la poesia nel cuore che ti riempie di dolcezza,
a te che sei splendida in ogni cosa che fai
tantissimi auguri, amica mia.
martedì 11 marzo 2014
Il regalo
"Carino, grazie!" dice Mamma.
"Vero che è bellissimo? Ti piace? E' bellissimo vero? E' giada!" fa lui.
"Si, a me piace tantissimo la giada" risponde lei.
"Bè, ma è molto bella, no? E' di giada! Certo, è solo un pensierino... ma spero ti piaccia quanto a me" insiste lui, mentre lei si rigira fra le mani un grappolone d'uva gigante.
Di giada.
"Si, adoro la giada! Grazie amore!" conclude lei.
(E ora dove la metto 'sta cosa? Che me ne faccio di 'sto catafalco? E se staccassi tutti gli acini e ci facessi fare una collana?)
"Davvero ti piace?"
"Si... è carino!"
No, dai, non è ipocrisia la sua: è gentilezza! Perchè le hanno insegnato che un regalo è sempre un regalo, e no, non sta bene rispondere che fa proprio inorridire.
"Sei molto carina a dirmi che ti è piaciuta questa schifezza!" ride infine Brontolo; poi sparisce, e si ripresenta con un nuovo pacchetto. Il regalo vero.
(E non è di giada)
Mamma lo indossa al collo con vero piacere questa volta.
Mamma-malinconica tiene i bambini a casa dall'asilo, riesce a piangere un paio di volte, a strillare tre o quattro e a dimenticare l'evento in una lattiginosa giornata di sole.
"Voglio mamma e papà!" dice poi con una lacrima, e viene presa maschiamente in giro da Brontolo, sopraggiunto per il pranzo.
Perché che senso ha compiere tanti anni, se poi festeggi da sola?
E che senso ha compiere tanti anni, se poi non festeggi neppure?
Ma lui la conosce e probabilmente, in fondo in fondo, le vuole anche un po' di bene.
E lui che la conosce, aveva previsto tutto.
E lui che le vuole anche un po' di bene, aveva pensato ad una sorpresa.
E così la sorpresa è arrivata, dopo pranzo, nel silenzio di una casa mezza vuota.
"Và un po' a vedere il tuo regalo, l'ho lasciato per le scale" dice lui con faccia furba.
E così fra le valigie e gli abbracci Mamma piange ancora. Ma questa volta di gioia.
"Vero che è bellissimo? Ti piace? E' bellissimo vero? E' giada!" fa lui.
"Si, a me piace tantissimo la giada" risponde lei.
"Bè, ma è molto bella, no? E' di giada! Certo, è solo un pensierino... ma spero ti piaccia quanto a me" insiste lui, mentre lei si rigira fra le mani un grappolone d'uva gigante.
Di giada.
"Si, adoro la giada! Grazie amore!" conclude lei.
(E ora dove la metto 'sta cosa? Che me ne faccio di 'sto catafalco? E se staccassi tutti gli acini e ci facessi fare una collana?)
"Davvero ti piace?"
"Si... è carino!"
No, dai, non è ipocrisia la sua: è gentilezza! Perchè le hanno insegnato che un regalo è sempre un regalo, e no, non sta bene rispondere che fa proprio inorridire.
"Sei molto carina a dirmi che ti è piaciuta questa schifezza!" ride infine Brontolo; poi sparisce, e si ripresenta con un nuovo pacchetto. Il regalo vero.
(E non è di giada)
Mamma lo indossa al collo con vero piacere questa volta.
Mamma-malinconica tiene i bambini a casa dall'asilo, riesce a piangere un paio di volte, a strillare tre o quattro e a dimenticare l'evento in una lattiginosa giornata di sole.
"Voglio mamma e papà!" dice poi con una lacrima, e viene presa maschiamente in giro da Brontolo, sopraggiunto per il pranzo.
Perché che senso ha compiere tanti anni, se poi festeggi da sola?
E che senso ha compiere tanti anni, se poi non festeggi neppure?
E lui che la conosce, aveva previsto tutto.
E lui che le vuole anche un po' di bene, aveva pensato ad una sorpresa.
E così la sorpresa è arrivata, dopo pranzo, nel silenzio di una casa mezza vuota.
"Và un po' a vedere il tuo regalo, l'ho lasciato per le scale" dice lui con faccia furba.
E così fra le valigie e gli abbracci Mamma piange ancora. Ma questa volta di gioia.
giovedì 6 marzo 2014
Che botta...
E' solo qualche anno fa che hai festeggiato il compleanno vestita in maschera.
Solo qualche anno fa la nonna Tina aveva preparato la focaccia, la nonna Gianna la crostata e la zia Grazia la torta con la glassa bianca, mentre mamma Tonia imbandiva tavolate memorabili.
Sembra ieri che sorridevi davanti alla torta all'obiettivo di papà Bruno, con due dentini in meno ed i codini alti, travestita da Pierrette.
Invece pochi giorni fa era tuo figlio con due dentini in meno e il ciuffo spettinato, travestito da panda davanti alla torta.
(Ma dove sono fuggiti tutti questi anni?)
Ogni compleanno è sempre tempo di bilanci.
Ma quando gli anni diventano tanti, fa un certo nonsochè confrontarsi con l'immagine dell'adulta che pensavi saresti stata, e vedere che non combaciano.
Perchè ti senti ben lontana da quel numero, e resti sempre la Pierrette con i codini, una lacrima dipinta sulla guancia e il sorriso sdentato.
Anche con un nuovo zero.
Inizia un nuovo decennio!
(Che freccatura...)
Solo qualche anno fa la nonna Tina aveva preparato la focaccia, la nonna Gianna la crostata e la zia Grazia la torta con la glassa bianca, mentre mamma Tonia imbandiva tavolate memorabili.
Sembra ieri che sorridevi davanti alla torta all'obiettivo di papà Bruno, con due dentini in meno ed i codini alti, travestita da Pierrette.
Invece pochi giorni fa era tuo figlio con due dentini in meno e il ciuffo spettinato, travestito da panda davanti alla torta.
(Ma dove sono fuggiti tutti questi anni?)
Ogni compleanno è sempre tempo di bilanci.
Ma quando gli anni diventano tanti, fa un certo nonsochè confrontarsi con l'immagine dell'adulta che pensavi saresti stata, e vedere che non combaciano.
Perchè ti senti ben lontana da quel numero, e resti sempre la Pierrette con i codini, una lacrima dipinta sulla guancia e il sorriso sdentato.
Anche con un nuovo zero.
Inizia un nuovo decennio!
(Che freccatura...)
lunedì 25 novembre 2013
Non ho un regalo
Non è un compleanno come gli altri, è una cifra "tonda" questa.
Sembrano sempre più importanti delle altre, ma chissà perché, in fondo ogni anno vissuto dovrebbe essere festeggiato come gli altri, no?
Certo, però, questo è cifra tonda.
Ma io non ho ancora un regalo per te.
A parte le quattro parole che ti scrivo da lontano, in una giornata scintillante di ghiaccio e di sole.
Perchè vorrei un regalo che rimanga, qualcosa che si distingua dagli altri.
Un regalo che dica ehi, io sono speciale perchè sono per un uomo speciale, in un giorno "rotondo".
Un regalo che non si possa dimenticare, per qualcuno che ha lasciato il segno su chiunque abbia toccato col suo sorriso lieve.
L'uomo che insegna onestà e purezza semplicemente con l'esempio della sua vita.
Quello che mi ha fatto capire cosa sia la correttezza con gli amici, la comprensione e il perdono.
Il mio esempio di coerenza e serietà, di dedizione e amore.
A te che assomigli a Kevin Costner ma in realtà sei molto più bello,
tanti auguri, papà!
Sembrano sempre più importanti delle altre, ma chissà perché, in fondo ogni anno vissuto dovrebbe essere festeggiato come gli altri, no?
Certo, però, questo è cifra tonda.
Ma io non ho ancora un regalo per te.
A parte le quattro parole che ti scrivo da lontano, in una giornata scintillante di ghiaccio e di sole.
Perchè vorrei un regalo che rimanga, qualcosa che si distingua dagli altri.
Un regalo che dica ehi, io sono speciale perchè sono per un uomo speciale, in un giorno "rotondo".
Un regalo che non si possa dimenticare, per qualcuno che ha lasciato il segno su chiunque abbia toccato col suo sorriso lieve.
L'uomo che insegna onestà e purezza semplicemente con l'esempio della sua vita.
Quello che mi ha fatto capire cosa sia la correttezza con gli amici, la comprensione e il perdono.
Il mio esempio di coerenza e serietà, di dedizione e amore.
A te che assomigli a Kevin Costner ma in realtà sei molto più bello,
tanti auguri, papà!
martedì 2 aprile 2013
A Marchino
A te che sei spiritoso, vivace e sorridente, ma anche permaloso, piagnone e perennemente insonne.
A te che non tolleri che qualcun altro possa toccare la tua mamma-tutta-tua.
A te che sei disposto ad accapigliarti con tuo cugino per difendermi da un'accusa terribilmente infamante come un "sei brutta".
A te che mi ci è voluto del tempo per amarti visceralmente e profondamente, ma ora non ne posso più fare a meno.
A te che sei da sempre nei "terribili due anni", e ormai sono sicura che non ne usciremo mai.
A te che sei da sempre nei "terribili due anni", e ormai sono sicura che non ne usciremo mai.
A te che mi sei mancato dal primo minuto di vita, quando non eri più nel mio pancione svuotato e tremavo di freddo chiedendo a tutti dove fossi finito.
A te che ancora la sento quella nostalgia, e non smetterei mai di tenerti abbracciato.
A te che mi sembri un capolavoro di perfezione e bellezza.
A te che spesso e volentieri non ti sopporto e mi fai desiderare di essere altrove, ma in un altrove molto molto lontano.
A te che mi hai fatto innamorare perdutamente, con i tuoi modi accattivanti e civettuoli.
A te che sei il mio amore per sempre.
Auguri, tesoro mio grande.
("Mamma sono glande io?"
"Si amore, stai diventando grande!"
"No mamma, io sono piccolo"
"Davvero? Non vuoi essere grande?"
"No io vojo essele piccolo"
"D'accordo, ma perchè?
("Mamma sono glande io?"
"Si amore, stai diventando grande!"
"No mamma, io sono piccolo"
"Davvero? Non vuoi essere grande?"
"No io vojo essele piccolo"
"D'accordo, ma perchè?
"Pecchè vojo la tatta io")
lunedì 18 febbraio 2013
5 anni!
A te che sei mancino e hai la erre un po' moscia.
A te che hai grattato via le crosticine dalla fronte, e ti rimarranno tre buchetti per sempre.
A te che ormai riconosci tutte le lettere e hai imparato a scrivere da solo.
A te che te vai tranquillamente in giro abbracciato ad un peluche, ma non vuoi mettere il cappello peloso perchè ti vergogni.
A te che parli sempre di puzzette ridendo fino alle lacrime, con quel filo di voce da cartone animato.
A te che hai sempre la mamma al primo posto nel cuore, e mi baci con ispirazione insalivandomi tutta.
Tanti auguri,
amore!
("Dede, ma lo sai che giorno è oggi?"
"Mm mm" annuisce lui
"E' il tuo compleanno amore!"
"Lo so"
"E che giorno è questo? lo sai?"
"Uh?"
"Il diciotto!"
"Ah, si"
"Diciotto di che mese?"
"Uhm..."
"Diciotto di Fe...?"
"Federico!"
Bravo tesoro, buon diciotto Federico 2013!)
A te che hai grattato via le crosticine dalla fronte, e ti rimarranno tre buchetti per sempre.
A te che ormai riconosci tutte le lettere e hai imparato a scrivere da solo.
A te che te vai tranquillamente in giro abbracciato ad un peluche, ma non vuoi mettere il cappello peloso perchè ti vergogni.
A te che parli sempre di puzzette ridendo fino alle lacrime, con quel filo di voce da cartone animato.
A te che hai sempre la mamma al primo posto nel cuore, e mi baci con ispirazione insalivandomi tutta.
A te che sei il principe dei miei sogni e il sovrano incontrastato della mia vita...
amore!
("Dede, ma lo sai che giorno è oggi?"
"Mm mm" annuisce lui
"E' il tuo compleanno amore!"
"Lo so"
"E che giorno è questo? lo sai?"
"Uh?"
"Il diciotto!"
"Ah, si"
"Diciotto di che mese?"
"Uhm..."
"Diciotto di Fe...?"
"Federico!"
Bravo tesoro, buon diciotto Federico 2013!)
lunedì 2 aprile 2012
Buon compleanno
Oggi è il compleanno di Macco, è già arrivato alla soglia dei due!
Mamma non riesce ancora a credere che due anni siano passati così, un po' perché le sembrano volati, un po' perché le sembra che siano durati una vita, e le pare impossibile che sia esistito un tempo senza Macco intorno.
Macco che si sente grande e vuole fare tutto da solo, ma non riesce nemmeno a concepire che si possa stare un giorno senza tatta.
Macco che ride come un avvinazzato col vocione, e poi ti reclama con quel filo di voce bianca che te lo mangeresti di baci.
Macco che non ha ancora chiaro cosa significhi arrivare per primo, perché dopo ogni corsa grida esultante "plimo io", facendo impazzire di rabbia il fratello che lo precede.
Macco che è nella piena fase del tutto mio, e ti fa commuovere quando punta il dito in alto e dice serio al vento "E' miiia mamma".
Oggi Macco compie due anni, e ieri è stato festeggiato alla grande.
Ha tanto apprezzato la sua torta che ha spento le candeline quattro volte, in barba ai superstiziosi per cui: non si festeggia in anticipo,
non si spengono più candeline del dovuto,
non si spengono candeline già bruciate.
Noi delle superstizioni ce ne freghiamo, ma oggi Macco ha la febbre, e so già che qualcuno sta proprio pensando "te l'avevo detto io"...
Mamma non riesce ancora a credere che due anni siano passati così, un po' perché le sembrano volati, un po' perché le sembra che siano durati una vita, e le pare impossibile che sia esistito un tempo senza Macco intorno.
Macco che si sente grande e vuole fare tutto da solo, ma non riesce nemmeno a concepire che si possa stare un giorno senza tatta.
Macco che ride come un avvinazzato col vocione, e poi ti reclama con quel filo di voce bianca che te lo mangeresti di baci.
Macco che non ha ancora chiaro cosa significhi arrivare per primo, perché dopo ogni corsa grida esultante "plimo io", facendo impazzire di rabbia il fratello che lo precede.
Macco che è nella piena fase del tutto mio, e ti fa commuovere quando punta il dito in alto e dice serio al vento "E' miiia mamma".
Oggi Macco compie due anni, e ieri è stato festeggiato alla grande.
Ha tanto apprezzato la sua torta che ha spento le candeline quattro volte, in barba ai superstiziosi per cui: non si festeggia in anticipo,
non si spengono più candeline del dovuto,
non si spengono candeline già bruciate.
Noi delle superstizioni ce ne freghiamo, ma oggi Macco ha la febbre, e so già che qualcuno sta proprio pensando "te l'avevo detto io"...
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