giovedì 27 luglio 2017

Il bello delle cose

Sono giorni che mi dispero:
"E' terribile! La casa è un disastro, ci sono scatoloni dappertutto, cose di ogni genere in giro, mobili smontati e tutto è appoggiato per terra... come faranno i bambini? Sarà uno schock per loro? Ne risentiranno? Come posso proteggerli da tutto questo trambusto, poveri cari?"

La sera, sul letto.
"Mamma, lo sai qual è la cosa più bella della nostra camera? Che è tutto in disordine! Tutti i fogli buttati per terra, i giochi in giro... è stupendo finalmente!"

Questi adulti non sanno mai vedere il bello delle cose più belle!


sabato 13 maggio 2017

Il mio capolavoro

Sono negata a disegnare. Negata!
Non lo dico per atteggiarmi, è proprio così: sono nullo-dotata per natura.
Eppure adoro farlo fin da quando ero piccina, quando profondevo il massimo impegno per miseri risultati.

Non so quindi cosa mi sia passato per la mente quando un bel giorno ho deciso di disegnare una favola per i miei figli. Avete presente quei libri per bimbi piccoli, con le pagine rigide, tutte disegnate e con un testo di poche righe in rima?
Ecco, pervasa da un'aurea di ispirazione artistica mi sono cimentata, e per qualche tempo sono riuscita a tenere nascosto il frutto della mia creazione, temendo l'ilarità generale.
Finchè: "Mamma ma cos'hai fatto? Ma sei bravissima!"

Certo, dico io, non è difficile essere più brava dei brambillini, visto che loro hanno preso tutto da mammà e io ho il vantaggio di avere trent'anni in più.
Ma poi: "Quando vai avanti?"
E ancora: "Come finisce?"
E addirittura: "Non sapevo che fossi così brava!"
Entusiasmo puro, sincero.
Quasi quasi per un attimo ci credi e così vai avanti con una nuova pagina (che si chiama tavola, nel linguaggio di noi disegnatori), e la lasci in bella mostra confidando in un nuovo complimento.

Ma mai avresti potuto immaginare un "Mamma! Sei andata avanti con il tuo capolavoro! Non vedo l'ora di leggerlo!", gridato da Dede mentre Macco mi guarda a bocca aperta e chiede ammirato "Ma come fai a disegnare così bene?"

Il mio capolavoro.
Il mio capolavoro!
Me lo ripeto ogni volta che prendo in mano la matita e provo a disegnare un viso -che è sempre troppo sbilenco- o i piedi che non stanno mai come dovrebbero.
E' il mio capolavoro e ora ci credo, e grazie a loro vado avanti con fiducia… nonostante l'evidenza.
Perché so che qualcuno lo apprezza, e questo mi dà una carica che nemmeno lo spirito di Giotto in persona potrebbe mai donare.

E dunque incoraggiate i vostri cari, con sincerità, e lasciate che i vostri occhi parlino per voi.
Incoraggiateli sempre perché la lode può essere un balsamo magico su ferite antichissime.
Incoraggiate chi amate in ogni suo capolavoro, perché è questo ciò di cui tutti abbiamo bisogno: l'entusiasmo di chi ti guarda a bocca aperta, e con ammirazione ti mormora "Non sapevo che fossi così bravo…"

martedì 9 maggio 2017

L'arte del venditore

Dapprima ha convinto qualcuno a farsi regalare due carte dei Ninjago:
     "Cosa te ne fai? Tu ne hai tante nuove e queste ormai sono vecchie!"
Poi ha convinto qualcun altro che quelle carte erano in realtà preziosissime:
     "Lo so che questa carta è vecchia, ma proprio per questo è rarissima! Come fai a trovarne un'altra ormai? Te la dò in cambio di tre nuove!"
Dopo due settimane di trattative, Macco ha ben diciotto carte Ninjago senza aver speso un centesimo.

Questa estate riuscirà a rifilare alla Pellegrini i suoi braccioli usati, lo so.

lunedì 6 marzo 2017

Due regali per me

"Mamma, guarda un po' cosa c'è sul tuo cuscino?"
I due fratelli saltellano e ridacchiano.
Apro gli occhi dopo essere stata risucchiata in un sonno pomeridiano buio e breve, abbracciata al piccolo ammalato, e trovo due pacchetti accanto alla mia testa.
"Ma cosa sono questi?" chiedo.
Loro ridono e saltellano ancora.
Apro un pacchetto dopo l'altro.
"Allora? Ti piacciono i nostri regali? Sei contenta?
"Eh mamma? Dici che non ricevi mai regali per il compleanno. Ora ne hai ben due!"
"Allora, ti piacciono?"

Rido e dico che si, mi piacciono molto.
"Perchè ridi? Non ti piacciono i nostri regali?"
Rido ancora senza rispondere.

Hanno preso la carta da regalo nuova, quella rossa coi robot.
Hanno preso i bigliettini di natale, lo scotch, la penna indelebile e ci hanno scritto nome e titolo: RACHELE MAMMA.
Hanno cercato la busta dei regalini, quelli che tengo di scorta in caso capiti una necessità improvvisa, e hanno scelto i più adatti.
"Hai visto che bravi? E pensa che non abbiamo speso nemmeno un centesimo, era tutto gratis!"

Ora sono la felice proprietaria di un cavallino di sapone e tre pezzi di Didò.

giovedì 2 febbraio 2017

Ha detto no

"Ehi mamma guarda quel bambino ha le scarpe slacciate! Glielo dico?"
"Certo, diglielo se vuoi"
"Kartoffelnkaputtenskarpenslacciaten!* "
"Weiss ich!" risponde il bambino.

"Mamma, ha detto che lo sa"
"Ho sentito amore. Tu sei stato gentile comunque."

Poco dopo: "Macco perché non chiedi al tuo amico Leon se anche domani c'è lezione di ginnastica?"
"Kartoffelndomanenatletiken?* "
"Nein!" risponde Leon guardando me.

"Mamma, ha detto di no" traduce Macco.

Alcune volte ho come l'impressione che i miei figli vogliano lanciarmi un messaggio fra le righe sulle mie conoscenze linguistiche…


* Naturalmente la sua frase è stata formulata in un tedesco perfetto