Ci riproviamo.
Questa volta deve essere quella giusta, pena la scomunica e la fustigazione in sala mensa.
Mamma si è incisa data e ora dell'appuntamento sull'unico neurone ancora funzionante, e questo le ha impedito di usarlo per qualsiasi altra attività, rimanendo nel black out totale per giorni.
Ma puntuali, quella mattina, loro erano lì.
Certo, dopo una controllatina all'agenda, perchè non si sa mai.
E anche perchè all'ultimo momento non si ricordava più a che ora dovessero andare, dal dentista.
E nemmeno più del codice del bancomat.
Ma questo importa meno.
Dicevamo? Ah, il dentista.
La dentista e il suo pancione sono arrivati più belli che mai.
"Lei si accomodi là, tu invece sali sulla poltrona. Guarda, fa su e giù, ti piace?"
Dede sorride e Mamma lo guarda dalla sua seggiolina in fondo alla stanza.
"Ora ti metterò una pomata per fare addormentare la gengiva"
"D'accordo. Tiro fuori il pisello?"
Oddio, queste mi denunciano ai servizi sociali se non gliela spiego... ride come una scema Mamma.
Poi ridendo spiega all'infermiera italo-tedesca che il pediatra gli aveva prescritto una pomata per un'infiammazione, ecco perchè era già coi pantaloni calati.
Loro non sorridono nemmeno un po'.
Poi la dentista fa l'anestesia, buca, cura, sciacqua, asciuga e sigilla mentre Mamma non resiste e si accoccola ai piedi del bambino, tirati su a martello per la tensione, per stringergli la manina calda.
Ad ogni nuova
tortura lui la guarda, cerca la sua espressione per capire se deve avere paura.
Mamma sorride e annuisce, gli dice che è bravissimo e lui si tranquillizza.
Ogni volta che la dentista si ferma lui racconta del nuovo dentino caduto, del regalo del topolino e di tutti i suoi insetti, mentre Mamma lo guarda con tenerezza.
Loro portano gli occhi al cielo per l'impazienza.
Dopo una mezz'oretta Dede è come nuovo, ed è stato bravissimo.
"Allora amore, com'è andare dal dentista?" chiede Mamma.
"Bello!" risponde lui.
"Oddio, dai, non esagerare..."
"Ok. Bellino" si corregge col suo regalo in mano.
La dentista però non è d'accordo: non è stato sufficientemente bravo, a suo dire.
"Si muoveva", pare abbia detto alla fine, storcendo il naso.
Si muoveva. Assurdo in effetti.
Perchè in fondo, agli occhi di una che i pazienti li addormenta e li intuba, anche la sola velleità di respirare può risultare fastidiosa.
P.S.
La prossima volta si raddoppia: anche Macco sarà sotto i ferri, e verrà aggiunto al gruppo dei bambini che "si muovono".
Fin da ora Mamma ha il neurone impegnato.
Quindi per piacere, ora che lo sapete, portate pazienza...