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lunedì 24 ottobre 2016

Il pediatra

Ore 22.

"Eh no, dai, non è possibile che ricominci a piangere! Sono due settimane che non chiude occhio! Rachele ora basta, mettiamogli una supposta" grida Brontolo esasperato.
"Una supposta per cosa?" chiedo.
"Per farlo stare bene!"
"Ah, certo! E di quale supposta stai parlando?"
"Che ne so, mettigliene una, non se ne può più! Sei tu che non vuoi mai dargli niente!"
"Ma come faccio a dargli qualcosa se non so che cos'abbia!"
"Giusto! Domani pediatra, subito"
"Ma cosa vuoi che ci dica il pediatra? Lo visita, vede che sta bene e non avendo la minima idea di cos'abbia dirà che sono i denti"
"E' vero! I denti! Ha ragione lui!"
"Lui?"
"Si, il pediatra, ha ragione! Oh, è proprio bravo sto dottore eh?"

mercoledì 6 luglio 2016

Ha il fiatone

"Vede dottore, il bambino è sportivo e fa tutto, ma appena corre va in affanno e onestamente a sei anni non mi sembra normale…"
"Gli prescrivo subito la spirometria, i test allergici e un esame cardiologico".

Nel giro di una settimana è stato tutto fatto, e alla fine del checkup il bambino risulta sanissimo ma allergico a due cose.

"C'è una forte allergia alle graminacee. Ecco un opuscolo su come comportarsi. E c'è anche una lieve allergia alla polvere domestica. Dorme in camera da solo o col fratello?"
"Dipende… spesso con il fratello. Perché?"
"Perché adesso vi faccio arrivare due set di lenzuola anallergiche, per i due lettini. Le volete anche per voi? Dorme nel lettone?"
Il giorno dopo riceviamo le lenzuola a domicilio.

Tre anni qui e sono ancora capaci di stupirmi…

lunedì 7 dicembre 2015

Un ospedale tedesco

Lei ha appena partorito, e Mamma è andata a trovarla in ospedale.
E' lo stesso ospedale dove si era recata con le contrazioni, incinta di Macco, e aveva tanto desiderato rimanere lì sempre, come in vacanza in un hotel.
Fra i lenzuolini rosa e i cuscinoni da allattamento, fra i camici delle infermiere intonati con la vernice delle pareti e le trapunte dei letti, fra i giochi per i fratelli nella sala d'attesa e il sorriso educato di tutti, Mamma si sentiva in un altro mondo.
"Un hotel a 4 stelle", specificava Brontolo ogni volta che usciva il discorso.

E ora la sua amica ha partorito, e Mamma è andata a trovarla e ha fatto delle foto dell'ospedale che le è rimasto nel cuore.
Niente di trascendentale, sia chiaro.
Particolari che ti fanno sorridere, e ti fanno venire voglia di partorire proprio lì…


Ecco la clinica, vista da fuori.

"Dove posso mettere i fiori?" chiedi appena entri.
"Prego scelga lei: c'è l'armadietto apposta per i vasi. Apra e prenda quello giusto!"


La colazione delle mamme è a buffet.
Sulla porta si legge che viene servita fra le 7.30 e le 9.30: puoi scegliere l'orario con tutta calma!
Cioè mi vuoi dire che non sei costretta a bere the con i soliti tre biscottini secchi alle 7 di mattina?
E che magari riesci a dormire pure un'oretta in più?
(Cosa che in quei giorni non è mai da dare per scontata…)

La sala per la colazione a buffet.
Purtroppo era chiusa all'ora in cui sono arrivata

Il pupo vicino a te? Ma ovviamente! Queste sono le culle, dotate di spondina abbassabile per avere il bebè a portata di mano dal letto della madre. Ti basta allungare la mano ed è lì attaccato a te.
C'è anche il sacco nanna, per chi vuole usarlo.
Personalmente le trovo fantastiche!
Si intravede sulla sinistra il "cuscino da allattamento"
che forniscono a tutte le mamme

Per il parto, la mamma deve arrivare in ospedale solo con due cose: lo spazzolino da denti e… la pancia!
A tutto il resto pensano loro: pannolini, assorbenti, body, tutine di ricambio, biancheria intima post-parto. In ogni stanza c'è un armadio con tutto l'occorrente per la mamma oltre a questo fasciatoio a scomparsa, dotato di tutto.


E per i parenti, nell'attesa del parto o delle visite mediche, c'è una biblioteca al piano dotata di libri, riviste, giornali e libricini per bambini! Gratuita, ovviamente.


Non ho fotografato (non chiedetemi il perchè, non ne ho idea!) i salottini "privati", che sono dotati di un bel tavolo, sedie comode e un divanetto, dove si può andare con la famiglia a festeggiare in santa pace senza disturbare eventuali compagne di stanza, con distributori di bevande calde gratuite.

E dopo aver visto a Milano stanze da sei puerpere insieme, donne allettate nei corridoi con ciuffi di polvere dotati di vita propria, Mamma ha deciso che questo è veramente un altro mondo.


lunedì 30 marzo 2015

La mammografia

"Ma l'hai detto praticamente a tutti che avevi paura?"
"Certo Brontolo, perché? non dovevo? Ogni persona nello studio medico lo doveva sapere"
"Ma pure all'accettazione?!"
"Certo, perchè?"

Mamma era corsa in bagno già due volte quella mattina, e andava per la terza. Inoltre non era riuscita a mangiar nulla perchè lo stomaco era ostinatamente chiuso.
"Mi farà male, sarà terribile lo so": aveva letto di tutto e di più su internet, ricordava i racconti di sua madre e temeva l'apocalisse. Le sue amiche avevano cercato di tranquillizzarla, ma sicuramente mentivano solo per bontà d'animo.

E così Mamma si è presentata in sala raggi, accartocciata e ingobbita sotto il peso dei suoi timori, avviluppata nelle braccia con cui cercava di nascondersi all'infermiera che le ha sorriso benevola.
Si è fatta manovrare come con un burattino per mettersi nella posizione giusta, e una, due, tre, quattro foto e "Tutto finito Frau, come si sente?"
Mamma aveva il sorriso ebete di chi l'ha appena scampata, e ha risposto che andava bene, benone, non aveva sentito quasi nulla! E una volta liberata dal peso del terrore, era anche cresciuta di cinque centimetri.

Mamma ha fatto la mammografia per la prima volta nella sua vita, e le ha dato solo un po' di fastidio, per qualche secondo.
Oggi scrive questo post perchè vada ad aggiungersi a tutti quelli terrificanti che ha letto nei giorni passati, così che la prossima fifona come lei che googolerà "mammografia e atroci tormenti" potrà beneficiare anche di un parere positivo, e risparmiarsi un po' di gastrite.

Perché per fortuna, in questo caso, il diavolo non è così brutto come lo si dipinge.

martedì 3 marzo 2015

Alla sua età

"Frau Brambillen prego si accomodi sul lettino. Prima di farle la radiografia mi dica una cosa: è sicura di non essere incinta?"
"Si si, sono sicura"
"Sa, devo chiederlo… alla sua età potrebbe ancora capitare…"

Giovane infermiera ricoverata: 
la scarpa che le ha tirato una paziente è ancora infilata in bocca.
Nemmeno i vigili del fuoco riescono ad estrarla

Perché alla sua età, la Frau Brambillen ha ancora un acutissimo istinto omicida.

lunedì 28 aprile 2014

Che rottura!

Pare non fosse più possibile vivere in crucconia senza un mobile per la sala.
Dopo una gita all'Ikea, il solito carico di scatoloni è in giro per casa.
La mattina dopo Mamma inizia da quello più grosso: "Ora lo apr… oh cade!"
In un istante pensa di metterci un piede sotto per attutirne la caduta, poi realizza che essendo scalza la cosa non sarebbe molto furba. E così lo sfila via...
SBOOONK!

C'è quell'attimo dopo un trauma in cui il tuo cervello realizza prima del tuo corpo che qualcosa è successo.
Un momento di quiete prima della tempesta, in cui pensi che in fondo poteva andarti peggio, che sei riuscita a togliere quasi tutto il piede.
Ma poi il corpo realizza.
Ahia. (No, forse peggio non poteva andare)
Mamma è trafitta da un dolore che non si può spiegare. Si butta a terra, affonda la testa in due cuscini e urla, comprendendo appieno per la prima volta l'utilità del grido di dolore.
Dopo due ore sta ancora piangendo sul ditone pesto quando decide che è ora di finirla, si mette le ciabatte e va a prendere i bambini all'asilo, passando l'intero pomeriggio fuori.

E' sera quando Brontolo la rimprovera aspramente guardando il ditone-sempre-più-one, e nonostante i bambini siano già in pigiama e pronti per la nanna, li riveste e accondiscende a farsi portare al pronto soccorso.
"Sono entrata alle 20.30 e sono uscita alle 3 di notte", le aveva detto nonna Tonia.
"Per un dito rotto avrei aspettato diverse ore, per questo ho deciso di non andare", le aveva detto l'amica  Valentina.
Ma lei confida nell'efficienza crucca, e va.

Ha aspettato anche lei, con le scuse dell'infermiera dell'accettazione per i quaranta minuti di attesa.
Sono entrati in sala visita tutti e quattro in pompa magna, con un bimbo addormentato in braccio al papà e il medico che gli cedeva il posto sorridendo, dopo essersi presentato educatamente.
Ha fatto le lastre nella stanza adiacente, e il dottore gliele ha poi mostrate più volte per accertarsi che avesse visto bene la frattura.
Poi le ha prescritto uno scarpone super-tecnologico al posto dell'ingessatura, ha chiamato l'infermiera e glielo hanno infilato scusandosi per l'ulteriore attesa di cinque minuti.
Uscendo, le hanno consegnato uno scatolone per restituire lo scarpone a guarigione avvenuta, verranno a casa a prenderselo, con tanti auguri da tutto lo staff e un blister di antidolorifici e gastroprotettori da assumere a gogò.

Ora Mamma sa che è possibile entrare in un ospedale di sera, per una cosa di non vitale importanza, e uscirne la sera stessa.
E ora lo sapete anche voi, grazie alla rottura di piede di Mamma: si può!

Cosa non si fa per amore di conoscenza...

venerdì 14 marzo 2014

Beviamoci su

Brontolo torna a casa dopo il lavoro, e Mamma non fa in tempo a nascondere il bicchiere.

"Ciao! Ma che fai? Che stai bevendo a quest'ora?"
"Perché? mi andava" risponde Mamma sulla difensiva, con aria di sfida. Sapeva già che lui non avrebbe gradito.
Lui non risponde, lei finisce di bere e poi se ne prepara un altro.
"Ancora? Ma sei matta, a quest'ora? Non abbiamo ancora cenato, eddai"
Lei per tutta risposta si volta di spalle, chiude gli occhi e sorseggia lentamente.
"Ho avuto una giornata terribile, ne avevo davvero bisogno"

Dede è stato dal dentista per quella che doveva essere l'ultima volta, ma le cose non sono andate esattamente come auspicato. Dopo aver trovato un dentista fantastico, Mamma aveva creduto che tutto fosse risolto, finchè il bambino è entrato in fase di sciopero.
"Mi dispiace, ma oggi non posso fare nient'altro", l'ha congedata il dentista mettendole in mano il nome di un collega che opera in anestesia totale.
Tutto quello che ho fatto, tutti i dentisti che ho girato, tutto lo stress accumulato per non farlo operare, e proprio all'ultimo dentino lui non collabora più! L'anestesia totale ora è una presa in giro, non posso accettarla...

Mamma ha trascorso un pomeriggio nell'attesa che qualcosa di apocalittico succedesse al dente di Dede curato per metà, ma per fortuna il mostro è rimasto dormiente.
La sera, si sente a terra come un palloncino sgonfio.
"Embè?" riprende Brontolo: "Ti rovini la cena, non puoi bere adesso quella roba, mi sembri scema"

Ma Mamma aveva bisogno di un abbraccio, un abbraccio gigante, e l'unica cosa che la fa sentire veramente coccolata è quella.
Perchè come si torna bambini davanti ad un bicchiere di latte caldo con i biscotti sciolti dentro, non ti succede con nessun'altra cosa al mondo...

giovedì 16 gennaio 2014

Una lucina da ringraziare

Sono giorni di piccole preoccupazioni in casa brambillen.
Nulla di nuovo e nulla di grave, ma comunque hanno dato tanto da pensare a Mamma.
Ma nel bel mezzo del tunnel, una luce.
Non è quella che si scorge in fondo e che indica l'uscita: è una lucina inaspettata che rischiara un percorso fatto a tentoni, proprio nel bel mezzo del tragitto.

Lei è una giovane donna che Mamma non ha mai avuto il piacere di incontrare, dalla voce dolce e sicura.
Ha mancato l'incontro con Dede per un soffio, ma è stata decisiva nel buio del tunnel.
Ha ascoltato, ha supportato e ha condiviso paure e incertezze di una madre preoccupata.
Poi ha consigliato, e la sua tranquillità ha accarezzato il cuore in tumulto di Mamma, mostrandole la strada.

Lei è la dentista che ha aspettato Dede invano quando aveva la febbre, ha guardato le sue lastre pur senza conoscerlo, ha chiamato Mamma dal suo telefono personale e l'ha ascoltata per minuti interi senza sapere nemmeno chi fosse.
E' la persona che le ha permesso di sorridere dopo notti insonni, e che ha trovato la soluzione più semplice e immediata, tanto da chiedersi come si era potuto non vederla prima!

Chiara è una grande donna, un grande medico, una grande persona.

Grazie!


martedì 26 novembre 2013

Dal dentista dei bambini #2

Ci riproviamo.
Questa volta deve essere quella giusta, pena la scomunica e la fustigazione in sala mensa.
Mamma si è incisa data e ora dell'appuntamento sull'unico neurone ancora funzionante, e questo le ha impedito di usarlo per qualsiasi altra attività, rimanendo nel black out totale per giorni.
Ma puntuali, quella mattina, loro erano lì.
Certo, dopo una controllatina all'agenda, perchè non si sa mai.
E anche perchè all'ultimo momento non si ricordava più a che ora dovessero andare, dal dentista.
E nemmeno più del codice del bancomat.
Ma questo importa meno.
Dicevamo? Ah, il dentista.

La dentista e il suo pancione sono arrivati più belli che mai.
"Lei si accomodi là, tu invece sali sulla poltrona. Guarda, fa su e giù, ti piace?"
Dede sorride e Mamma lo guarda dalla sua seggiolina in fondo alla stanza.
"Ora ti metterò una pomata per fare addormentare la gengiva"
"D'accordo. Tiro fuori il pisello?"

Oddio, queste mi denunciano ai servizi sociali se non gliela spiego... ride come una scema Mamma.
Poi ridendo spiega all'infermiera italo-tedesca che il pediatra gli aveva prescritto una pomata per un'infiammazione, ecco perchè era già coi pantaloni calati.
Loro non sorridono nemmeno un po'.

Poi la dentista fa l'anestesia, buca, cura, sciacqua, asciuga e sigilla mentre Mamma non resiste e si accoccola ai piedi del bambino, tirati su a martello per la tensione, per stringergli la manina calda.
Ad ogni nuova tortura lui la guarda, cerca la sua espressione per capire se deve avere paura.
Mamma sorride e annuisce, gli dice che è bravissimo e lui si tranquillizza.
Ogni volta che la dentista si ferma lui racconta del nuovo dentino caduto, del regalo del topolino e di tutti i suoi insetti, mentre Mamma lo guarda con tenerezza.
Loro portano gli occhi al cielo per l'impazienza.

Dopo una mezz'oretta Dede è come nuovo, ed è stato bravissimo.
"Allora amore, com'è andare dal dentista?" chiede Mamma.
"Bello!" risponde lui.
"Oddio, dai, non esagerare..."
"Ok. Bellino" si corregge col suo regalo in mano.

La dentista però non è d'accordo: non è stato sufficientemente bravo, a suo dire.
"Si muoveva", pare abbia detto alla fine, storcendo il naso.
Si muoveva. Assurdo in effetti.
Perchè in fondo, agli occhi di una che i pazienti li addormenta e li intuba, anche la sola velleità di respirare può risultare fastidiosa.


P.S.
La prossima volta si raddoppia: anche Macco sarà sotto i ferri, e verrà aggiunto al gruppo dei bambini che "si muovono".
Fin da ora Mamma ha il neurone impegnato.
Quindi per piacere, ora che lo sapete, portate pazienza...