martedì 6 maggio 2014

La vacanza perfetta #2

La giornata era all'altezza di ogni aspettativa: nuvoloni carichi di pioggia rotolavano in cielo spinti dal vento sferzante, tanto che oltre alla mantellina per la pioggia i brambillen avevano indossato maglioni di lana e giacche pesanti.
Hero li aspettava nel parcheggio oltre il Reno con i walkie-talkie per comunicare da macchina a macchina... e gli occhiali da sole.
Mentre Mamma lo salutava, stringendosi la giacca alla gola per il gran vento, realizzava di aver dimenticato il monopattino a casa.

Troppo lontani per tornare indietro a prenderlo, si sono messi in viaggio. Destinazione: i Vosgi, monti francesi non troppo distanti da Karlsruhe. On y va!
Abbandonata l'autostrada, il viaggio li ha ben presto portati in un fitto bosco pianeggiante, che strada facendo andava sollevandosi e incurvandosi, diventando come un'onda verde di altissime piante.
E alla meta, nel silenzio della foresta incontaminata, quasi spettrali contro il cielo plumbeo si stagliavano i ruderi di un castello medievale.
I brambillen hanno parcheggiato, mangiato pain au chocolat e gateau au chocolat comprati lungo la strada, e si sono inerpicati pazientemente verso il castello intravisto fra gli alberi: il castello di Fleckenstein, dimora del 1100 quasi interamente scavata nella roccia che domina il paesaggio.

Dire che esiste il colore verde è limitativo, quando un oceano di alberi si sdraia ai tuoi piedi, e ciascuno sfoggia un verde diverso dall'altro a perdita d'occhio.
Dire che il luogo è quasi magico sembra banale, e attingendo all'energia ancestrale della foresta, Mamma zoppicava senza tregua davanti al gruppo, trascinandosi su e giù per i passaggi segreti e scattando fotografie che nemmeno un giapponese.
Là in cima capisci che cosa sia l'infinito, ti senti minuscolo e dominatore nello stesso tempo, e non saranno le innumerevoli scalinate scoscese a fermarti, né il vento più pulito che mai a impedirti di affacciarti alla balaustra più elevata e guardare giù verso l'abisso verde.
Nemmeno con un piedone-one, nemmeno con i bimbi aggrappati a te sulle scalinate, nemmeno con un freddo quasi invernale.

I brambillen erano di ritorno a notte fonda, dopo una vera cena francese e un incantevole viaggio nel buio fitto del bosco, con i bimbi addormentati a bocca spalancata.
Se non è una meraviglia tutto questo...

8 commenti:

  1. Da brava giapponese ci regali almeno una foto daiii!
    Se col piede rotto è stato bellissimo, immagino che con due piedi ci tornerai sicuramente. E ch bello aver già degli amici tedeschi da farvi scoprire il loro modo di fare gita! ;))

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    1. Le ho messe nella mia pagina fb! Riesci a vederle o non hai un account?
      Voglio tornarci ancora, è stato veramente bellissimo!

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  2. Beh alla fine non è stata poi male come gita!!! Mi pare di capire che sei molto soddisfatta, a parte il piedone!

    Maira

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    1. E' stata stupenda! certo, se fossimo partiti il giorno dopo avremmo avuto il sole e oltre 20 gradi. Ma non importa, lo scuro delle nubi ne ha accresciuto il fascino!

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  3. Avevano ragione i tedeschi...ne è valsa comunque la pena!! ^_^

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  4. Ora ti tocca una foto lo sai????

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