Visualizzazione post con etichetta stanchezza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta stanchezza. Mostra tutti i post

martedì 19 gennaio 2016

Goditi il viaggio!

Capitano quelle giornate che vorresti non dover affrontare.
Guardi sconsolato alla tua mole di impegni e se ti proponessero di addormentarti finchè non è tutto finito, affrontato da qualcun altro, non avresti un'esitazione.

Avevo la prima visita della giornata alle 7.30 stamattina; nemmeno immaginavo che fossero già aperti a quell'ora, gli specialisti.
Esco di casa nel buio fitto di una notte non ancora finita, gratto il ghiaccio ostinato sui finestrini e mi avvio piano lungo la strada che sembra deserta, evitando pedoni intirizziti e ciclisti (fuori di senno, con questo gelo!) visibili soltanto all'ultimo momento.
La sala d'attesa è ancora fredda, le stanze dello studio medico sono chiuse e buie, e il telefono che squilla ti fa trasalire, quasi un insulto stridulo alla quiete ovattata della mattina.
Quando esco è poco prima dell'alba, e un chiarore pallido avvolge i campi spolverati di neve.
Supero il fiume ghiacciato, le distese di terra arata visitate da grossi corvi, e infine scorgo una luce rossastra filtrare dalle mie finestre, carica di calore.
Alla radio un tenore sconosciuto sta cantando Volare, e per la prima volta riesco ad ascoltarla fino alla fine, stupita dalla sua dolcezza.

Ci sono giornate così pesanti che vorresti poter saltare a piè pari, cancellandole dal calendario.
Ma quando ti ci tuffi dentro ti accorgi che fra una montagna e l'altra ci sono scorci romantici, panorami inaspettati, e che in fondo potrebbe essere anche bella questa scalata…



giovedì 28 novembre 2013

Gioca!

Il Mercoledi Mamma va a prendere i pupi dopo pranzo per fare una piccola uscita insieme. Ieri però non è stato possibile uscire, e non tanto per via della temperatura siberiana, quanto piuttosto per l'arrivo del tecnico per la lettura del contatore, tra le 14.30 e le 15.00.
Quando i tre arrivano a casa, trafelati, sono le 14.35.
Incrociano il tecnico sulla porta che se ne sta già andando, dopo aver fatto la lettura di tutti gli altri appartamenti.
"Salve, mi scusi, siamo i brambillen, dell'ultimo pia..."
Lui è già sparito, e l'aspetta davanti alla porta guardandola torvo. Legge il contatore di tutti i termosifoni senza dire una parola, e uscendo la apostrofa con un "Adiòs amigos".

"E adesso giochiamo ai bestioni?" viene subito richiamata al dovere, non appena chiude la porta.
"No tesori miei, coi bestioni da guerra ci giocate col papà. Al massimo io posso giocare ai puffi, anche se oggi preferirei pitturare. Che ne dite, pitturiamo?"
"D'accordo, giochiamo ai puffi!"
Mamma resiste tre minuti, poi vaga con la mente.
"Mamma! Gioca!" la rimprovera il piccolo con tono imperativo.
"Ok, va bene, guardiamo tutti i puffi allora"
"Ma che guardiamo! Mamma ci dobbiamo giocare non guardarli"
"Ah... però sono carini anche da guard..."
"No! Gioca!"
Passano altri tre minuti, ma Mamma non è proprio in vena.Ha mal di testa e le si chiudono le palpebre, e puffo dormiglione sdraiato sul materasso è l'unico che vorrebbe far giocare con lei.
"Mamma, devi giocare di più" la apostrofano irritati i suoi cerberi mentre lei muove puffetta e baby-puffo.
"Volete... per caso... che ne so... guardare i puffi alla tele? Eh?" chiede lei sentendosi misera e meschina.
"No mamma, vogliamo giocare coi puffi!"
Acc...

E poi il computer fa PLIN. Un messaggio.
Chissà chi è. Ma si, dai, un secondo posso guardare. Toh, è Velma! Ora le rispondo...
"Mamma! La vuoi smettere con questo stupido computer? Chiudilo subito, non lo vedi che ti stai già rincretinendo?" 

Tutti hanno un momento in cui vorrebbero scappare di casa.
Ecco, per Mamma i tempi sono maturi.

lunedì 30 settembre 2013

Bello dormire?

Questa voce nella notte è di qualcuno che conosco... e forse la mamma chiamata dovrei essere proprio io...

I bimbi hanno ricominciato l'asilo, e di conseguenza Mamma ha ricominciato a passar notti insonni, suo malgrado.
Una volta è la pipì addosso, poi è l'acqua; ora fa freddo, poi un sogno brutto.
Dopo una settimana di spola lettone-lettini, Mamma è devastata fisicamente. Forse è per questo che i figli andrebbero fatti a 20 anni.
Buffo come da un anno all'altro sembra che non si facciano mai passi avanti: siamo sempre qui, avanti e indietro per il corridoio buio, con un piccolo che si sveglia e piange e un altro che ti sgattaiola addosso, impedendoti di dormire ancora con la sua scomposta invadenza.

Mamma è raffreddata, ha mal di gola e mal di spalla, e un nuovo risveglio all'alba dopo poche ore di sonno e nemmeno di filato, è inaffrontabile. Per fortuna Brontolo è già al pc, in piena crisi di astinenza  post-noctem da Quiz Cross, così Mamma torna a letto.

"Mamma, dommi?"
Mamma bofonchia un si e si gira dall'altra parte.
Dopo un tempo indefinito si apre la porta, e arriva una carezza e un bacino. Mamma ringrazia alla cieca il piccolo Romeo e si gira di nuovo dall'altra parte.
Ancora silenzio, e poi qualcuno si infila nel letto "Mamma è giorno? Ci alziamo?"
"Vai tu Dede, c'è già papà di là"
Mamma riprende a dipingere la cappella Sistina da dove l'aveva lasciata (perchè in quella fase onirica che precede l'addormentamento, questa volta, si è messa a fare qualcosina di grazioso), e prova a dormire ancora.
Ma due paia di occhi la fissano nella penombra, ridacchiano e spariscono allegri.

Sono le 9 quando si alza, e non perchè abbia finito di dormire ma perchè ha finito la speranza di poterlo fare.
Va in bagno e mette avanti una lavatrice, apre le finestre in camera ed entra in cucina.
Sbuccia e sistema in frigo il cocco rimasto in giro dalla sera prima e fa capolino in sala: i tre sono sul divano, e giocano machescamente con il tablet. Sono le 9.10 e le serrande sono ancora abbassate, con la tavola apparecchiata per metà.
"Mamma! Ti sei svegliata!" festeggiano i piccoli.
"Hai dormito, eh?" dice Brontolo fra una curva a gomito e un tornante in salita.
"Mamma adesso ci prepari la colazione!"
Mamma tace.
"Bello dormire fino a tardi, eh?" continua lui.

Mamma si butta a sedere come un sacco di iuta pieno di sabbia. Li guarda muta e non muove un dito: se è riuscita a delegare la fine dell'affresco a qualcun altro, forse anche tutto il resto può procedere senza di lei.
E ora si che la domenica può avere inizio!

giovedì 22 agosto 2013

Certe volte

Certe volte Mamma si sveglia ed è già stanca.
Quelle ore di sonno in meno in cui viene buttata giù dal letto, dopo un paio di giorni si fanno sentire con prepotenza e lei non può far altro che trascinarsi giù e assecondare il bambino di turno.

Certe volte avrebbe bisogno di una pausa, un momento-bolla in cui estraniarsi dalle responsabilità e galleggiare leggera sul mondo.
Avrebbe voglia di pensare solo a se stessa e perdere il suo tempo nel modo più futile, coccolandosi come non fa da tempo e dicendosi di essere ancora una persona importante.

Certe volte la giornata sembra infinita, e passare davanti alla camera da letto le fa venire solo voglia che sia già sera, rendendo tutto più lento e difficile.
E quando lei è così, le piccole spugne che cresce giorno dopo giorno lo respirano dal primo istante e fanno di tutto per remarle contro.

Il mare è splendido, le vacanze sono stupende e da qui non partirebbe mai, si.
Ma certe volte Mamma non vede proprio l'ora che riapra il mitico, unico, vero e Santo Asilo!

martedì 2 luglio 2013

Partenze e ripartenze

Nell'ultimo mese Mamma ha pulito e chiuso una casa e ne ha pulito e aperto un'altra.
Ha vissuto fra gli scatoloni prima e dopo il trasloco, ha fatto e disfatto valigie, inscatolato e tirato fuori roba a  non finire, montato mobili di tutte le dimensioni e avvitato viti fino a farsi venire dolore al braccio.
Poi, dopo un mese di vita crucca e insonne ha pulito e chiuso la casa, ha riaperto quella di prima facendo valigie e scatoloni che questa volta ha lasciato in giro per casa.
Svuotate e riempite di nuovo, ha consegnato a Brontolo tante di quelle valigie che "questa volta non ce la farai  mai a farle entrare", ma alla fine ci sono state tutte.
Perchè non si può partire per il mare senza le racchette da tennis appena regalate. Nè senza lo spara palline e la mazza da baseball. Nè senza i caschetti dei bimbi e il monopattino, o il seggiolino della bici. Oltre a centoquarantaquattro magliette con maniche lunghe e corte, pantaloni e pantaloncini e jeans e maglioncini e peluches e dinosauri e gli zuccherini della fata della notte e scarpe chiuse e aperte e poi basta vi prego...

I brambilli sono montati di nuovo in macchina e sono partiti verso il mare, mentre Mamma si addormentava con la testa ciondoloni e la bocca aperta, fortunatamente non alla guida.
Villa Delirio ad aspettarli, ancora silenziosa e ordinata, pulita e vuota.

Nuove valigie devono essere ancora svuotate e sistemate, perchè tutte non ce l'ha ancora fatta.
Poi non parlatele più di borse-scatole-zaini-sacche-trolley-buste e affini, perchè potrebbe diventare inaspettatamente violenta.

venerdì 14 giugno 2013

Stato avanzato di sfinimento

Oggi Mamma non ce la fa.
E' reduce dall'ennesima spedizione Ikea, di quelle con due macchine per caricare quella più grossa a più non posso, e ha solo bisogno di boccheggiare buttata da qualche parte, anzichè iniziare una nuova tornata di montaggio mobili.
Lei è sdraiata in uno stato pre-coma e Dede le ascolta i battiti del cuore.

"Li senti quei passi Macco? E' il cuore della mamma!" dice Dede al fratello che le posa l'orecchio sul petto, e Mamma si incanta per la semplicità di questa poesia, con le gambe formicolose.
"Posso cercare le formiche sulle tue gambe, allora, mamma?" chiede felice.

Mamma non ce la fa oggi, in compenso farà sovente qualche puntata in cucina, dove deve ancora montare i cassetti, raddrizzare quelle dannatissime ante storte e applicare le maniglie, e dove per fortuna ha nascosto due pacchi interi di Mini-Ritter a tutti i gusti...