Mamma ha incrociato la cuoca sulla porta dell'asilo questa mattina.
E ovviamente non ha resisto a interrogarla sul purè, mentre quella la guardava con tanto d'occhi.
La sera stessa racconta tutto ai figli: "Macco, ho chiesto alla tua cuoca come fanno il purè, visto che ti piace tanto. Lo sai cosa mi ha detto? Che arriva un preparato già pronto della ditta Appetito! Hai visto? Poi loro ci aggiungono il latte e lo zucchero."
Mentre Mamma racconta Marco risucchia l'abbondante salivazione e le chiede con gli occhi fuori dalle orbite di farglielo subito ugualissimo.
Contemporaneamente una vocina mormora disgustata: "Ma che schifo!"
Per fortuna almeno uno è davvero figlio suo…
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martedì 17 novembre 2015
martedì 10 novembre 2015
Ma il purè dell'asilo...
"Allora era buono il purè dell'asilo Macco? Finalmente hai mangiato un purè buono, visto che dici che è molto meglio di quello della mamma, eh?"
"Uh uh" annuisce lui.
"Era più buono del mio allora?" chiede lei pungolandolo.
"Mamma… ma poi tu ci rimani male? Il tuo è… però… insomma... se ci resti male il tuo è buonissimo mamma"
"Ma no che non ci resto male" risponde Mamma ridendo. "Ma dimmi, all'asilo lo fanno meglio anche di quello di Mery?"
"Si mamma, all'asilo è il più buono di tutti!"
"Allora non ci credo, non è possibile. Quello di Mery è buonissimo" conclude lei decisa.
"Ma mamma! Ma che colpa ne ho io se loro usano materiali più saporiti?" (sic!)
"Certo! Usano il purè in bustina! Invece noi usiamo le patate vere" dice lei giocandosi il jolly.
"E allora usa le bustine pure tu, no?" ribatte logico lui.
"Ma no, il purè in busta è veramente una schifezza!"
"E allora fallo nella busta solo per me che mi piace di più! Facile no?"
Cuoca umiliata -spiazzata e vinta- non preparerà più purè per anni a venire.
"Uh uh" annuisce lui.
"Era più buono del mio allora?" chiede lei pungolandolo.
"Mamma… ma poi tu ci rimani male? Il tuo è… però… insomma... se ci resti male il tuo è buonissimo mamma"
"Ma no che non ci resto male" risponde Mamma ridendo. "Ma dimmi, all'asilo lo fanno meglio anche di quello di Mery?"
"Si mamma, all'asilo è il più buono di tutti!"
"Allora non ci credo, non è possibile. Quello di Mery è buonissimo" conclude lei decisa.
"Ma mamma! Ma che colpa ne ho io se loro usano materiali più saporiti?" (sic!)
"Certo! Usano il purè in bustina! Invece noi usiamo le patate vere" dice lei giocandosi il jolly.
"E allora usa le bustine pure tu, no?" ribatte logico lui.
"Ma no, il purè in busta è veramente una schifezza!"
"E allora fallo nella busta solo per me che mi piace di più! Facile no?"
Cuoca umiliata -spiazzata e vinta- non preparerà più purè per anni a venire.
mercoledì 22 aprile 2015
Trovati un lavoro!
Al cruccasilo, Mamma sta salutando un Macco molto imbronciato.
"Non è giusto che tu adesso vai a casa però" mugugna lui.
"Perchè amore?" chiede Mamma fermandosi sulla porta e inginocchiandosi davanti a lui.
"Perché cosa vai a fare a casa? Non fai niente per tutto il tempo!"
"Uhm… tu dici? E che cosa dovrei fare invece, dimmi?"
Il bambino si accende come una miccia: "Trovati un lavoro, no? Guadagna qualche soldo insomma, così ci possiamo comprare le cose che ci piacciono! Ma se tu stai sempre a casa, sempre a casa a non fare niente, allora come facciamo noi, eh?"
… Come iniziare meglio la giornata?
"Non è giusto che tu adesso vai a casa però" mugugna lui.
"Perchè amore?" chiede Mamma fermandosi sulla porta e inginocchiandosi davanti a lui.
"Perché cosa vai a fare a casa? Non fai niente per tutto il tempo!"
"Uhm… tu dici? E che cosa dovrei fare invece, dimmi?"
Il bambino si accende come una miccia: "Trovati un lavoro, no? Guadagna qualche soldo insomma, così ci possiamo comprare le cose che ci piacciono! Ma se tu stai sempre a casa, sempre a casa a non fare niente, allora come facciamo noi, eh?"
… Come iniziare meglio la giornata?
giovedì 4 dicembre 2014
Bulli si diventa
"Con questi compagni di classe mi diverto sai mamma? Non fanno come Jan e Lennard che l'anno scorso mi davano gli spintoni e ridevano"
"Cosa? E quando facevano questa cosa quei due?"
"Eh, all'asilo mamma, lo facevano tante volte"
"E tu non me l'hai mai detto? Perchè non me lo hai mai raccontato?"
"Eh, forse tu non me lo avevi chiesto…"
"Come no, ti chiedo tutti i giorni com'è andata e se è successo qualcosa di bello o di brutto! Ma dimmi un po' di quei bambini... Ti buttavano proprio per terra?"
"Si mamma, mi buttavano per terra e poi ridevano"
Mamma rode e ribolle.
"La prossima volta raccontamelo così ci pensiamo insieme a cosa gli devi fare, ai bambini che ti trattano così ok?"
"Perché, cosa gli dovevo fare mamma?"
Lei immagina i bambini esanimi per terra e Dede con un piede appoggiato sulle loro pance, mani ai fianchi, a posare per una foto ricordo.
"Ehm… adesso non ci pensare. Se ricapita me lo dici e poi valutiamo insieme, ok?"
Mamma ha preso tempo per cercare qualcuno, qualsiasi persona, purché riesca a vedere la cosa in modo razionale e pacifico e non le compili una lista di "100 modi + 1 per eliminare il nemico"
Perché a quella, ci ha già pensato da sola.
"Cosa? E quando facevano questa cosa quei due?"
"Eh, all'asilo mamma, lo facevano tante volte"
"E tu non me l'hai mai detto? Perchè non me lo hai mai raccontato?"
"Eh, forse tu non me lo avevi chiesto…"
"Come no, ti chiedo tutti i giorni com'è andata e se è successo qualcosa di bello o di brutto! Ma dimmi un po' di quei bambini... Ti buttavano proprio per terra?"
"Si mamma, mi buttavano per terra e poi ridevano"
Mamma rode e ribolle.
"La prossima volta raccontamelo così ci pensiamo insieme a cosa gli devi fare, ai bambini che ti trattano così ok?"
"Perché, cosa gli dovevo fare mamma?"
Lei immagina i bambini esanimi per terra e Dede con un piede appoggiato sulle loro pance, mani ai fianchi, a posare per una foto ricordo.
"Ehm… adesso non ci pensare. Se ricapita me lo dici e poi valutiamo insieme, ok?"
Mamma ha preso tempo per cercare qualcuno, qualsiasi persona, purché riesca a vedere la cosa in modo razionale e pacifico e non le compili una lista di "100 modi + 1 per eliminare il nemico"
Perché a quella, ci ha già pensato da sola.
mercoledì 5 novembre 2014
Mamma sto male…
La scuola è stata chiusa per una settimana in occasione dei Santi, e i brambillen sono tornati in patria per una vacanza di lavoro matto e disperatissimo che le ha provocato ben due torcicollo.
Dopo diversi giorni di giochi, invece, per i brambillini è finalmente arrivata l'ora del rientro a scuola.
"Mamma, non posso andare all'asilo oggi, mi sento male"
"Macco, andiamo su, fai colazione" risponde lei conoscendo il suo pollo.
"Non posso mangiare, ho mal di pancia"
"Ok, non mangiare se non vuoi, ma vestiti" continua inflessibile.
"Non posso, devo proprio vomitare"
Mamma scruta con attenzione quell'espressione da attore moribondo e decide di non cedere.
Ma dopo appena mezz'ora dall'averlo accompagnato:
"Pronto? Frau brambillen? qui è la maestra di Macco. Il bambino ha appena vomitato e piange, dice che vuole la mamma…"
Mamma torna subito sui suoi passi ed entra mortificata all'asilo.
Si sta scusando con la maestra quando lui la vede e cerca di trattenere un sorriso che proprio non vuole saperne di restare confinato nel viso.
"Mamma, come mai sei già qui? Cosa ho fatto per farti tornare?"
Mamma gli spiega il motivo ridendo e lo aiuta a vestirsi, mentre lui saltella e grida di gioia senza ritegno, davanti alla maestra perplessa.
Per la strada ride e corre avanti e indietro per la felicità.
"Ho detto che volevo la mamma ma non mi capivano… Poi ho detto che avevo mal di pancia e poi ho pure pianto! Quindi è stato il vomito a farti tornare?"
"Amore, ma stavi davvero così male?" chiede lei sentendosi in colpa.
"Per niente mamma, lo dicevo solo per farti tornar… Anzi no… stavo proprio male mamma. Che bello che sei arrivata così presto, sono proprio felice! Prendiamo un gelato adesso?"
Mamma ha già paura di come proseguirà questo nuovo anno scolastico.
Ora che ha capito il metodo, non lo fermerà più nessuno…
P.S.
"Allora, chi aveva ragione stamattina? Dì un po'? Eh?
Mamma, allora? Rispondi! Chi aveva ragione? Hai visto?"
Dopo diversi giorni di giochi, invece, per i brambillini è finalmente arrivata l'ora del rientro a scuola.
"Mamma, non posso andare all'asilo oggi, mi sento male"
"Macco, andiamo su, fai colazione" risponde lei conoscendo il suo pollo.
"Non posso mangiare, ho mal di pancia"
"Ok, non mangiare se non vuoi, ma vestiti" continua inflessibile.
"Non posso, devo proprio vomitare"
Mamma scruta con attenzione quell'espressione da attore moribondo e decide di non cedere.
Ma dopo appena mezz'ora dall'averlo accompagnato:
"Pronto? Frau brambillen? qui è la maestra di Macco. Il bambino ha appena vomitato e piange, dice che vuole la mamma…"
Mamma torna subito sui suoi passi ed entra mortificata all'asilo.
Si sta scusando con la maestra quando lui la vede e cerca di trattenere un sorriso che proprio non vuole saperne di restare confinato nel viso.
"Mamma, come mai sei già qui? Cosa ho fatto per farti tornare?"
Mamma gli spiega il motivo ridendo e lo aiuta a vestirsi, mentre lui saltella e grida di gioia senza ritegno, davanti alla maestra perplessa.
Per la strada ride e corre avanti e indietro per la felicità.
"Ho detto che volevo la mamma ma non mi capivano… Poi ho detto che avevo mal di pancia e poi ho pure pianto! Quindi è stato il vomito a farti tornare?"
"Amore, ma stavi davvero così male?" chiede lei sentendosi in colpa.
"Per niente mamma, lo dicevo solo per farti tornar… Anzi no… stavo proprio male mamma. Che bello che sei arrivata così presto, sono proprio felice! Prendiamo un gelato adesso?"
Mamma ha già paura di come proseguirà questo nuovo anno scolastico.
Ora che ha capito il metodo, non lo fermerà più nessuno…
P.S.
"Allora, chi aveva ragione stamattina? Dì un po'? Eh?
Mamma, allora? Rispondi! Chi aveva ragione? Hai visto?"
domenica 29 giugno 2014
Domani
Domani sarà l'ultimo giorno di asilo, e Mamma ha passato il fine settimana, compreso quello che ha ancora davanti, a preparare dolci per festeggiare Dede.
"Il 30 giugno festeggiamo Dede perché è il suo ultimo giorno" le ha annunciato tempo fa la maestra, "Che cosa desidera da mangiare? Chi lascia l'asilo per andare a scuola può scegliere il menù della giornata"
Dede aveva gridato entusiasta che voleva gli spaghetti, poi ricordando come li cucinano, ha optato per la pizza.
Domani dunque all'asilo si mangerà la pizza, Dede sarà l'ospite d'onore e faranno una cerimonia di addio di cui Mamma ignora praticamente ogni cosa.
Sa soltanto che porterà una torta ricoperta di Angry Birds di zucchero, e che dovrà portarla pure per il goloso fratello.
Sa che Dede si perderà la notte degli Shulanfänger, in cui i bambini dell'ultimo anno faranno un pigiama party e si fermeranno all'asilo fino alla mattina dopo, perché in settimana partiranno per le vacanze.
Sa anche che in Italia tornerà a stupirsi ogni volta che capirà i discorsi della gente che le passa accanto, e tutto sembrerà più facile.
Questo anno che sembrava così lontano e in salita, è passato anche lui.
Sembra incredibile, ma i brambillen non solo sono sopravvissuti alle difficoltà, ma sono stati anche tanto felici.
Hanno conosciuto persone speciali, imparato usanze sconosciute e arricchito le loro vite.
Il prossimo aggiornamento, da Villa Delirio.
E lì, ne vedremo delle belle...
"Il 30 giugno festeggiamo Dede perché è il suo ultimo giorno" le ha annunciato tempo fa la maestra, "Che cosa desidera da mangiare? Chi lascia l'asilo per andare a scuola può scegliere il menù della giornata"
Dede aveva gridato entusiasta che voleva gli spaghetti, poi ricordando come li cucinano, ha optato per la pizza.
Domani dunque all'asilo si mangerà la pizza, Dede sarà l'ospite d'onore e faranno una cerimonia di addio di cui Mamma ignora praticamente ogni cosa.
Sa soltanto che porterà una torta ricoperta di Angry Birds di zucchero, e che dovrà portarla pure per il goloso fratello.
Sa che Dede si perderà la notte degli Shulanfänger, in cui i bambini dell'ultimo anno faranno un pigiama party e si fermeranno all'asilo fino alla mattina dopo, perché in settimana partiranno per le vacanze.
Sa anche che in Italia tornerà a stupirsi ogni volta che capirà i discorsi della gente che le passa accanto, e tutto sembrerà più facile.
Questo anno che sembrava così lontano e in salita, è passato anche lui.
Sembra incredibile, ma i brambillen non solo sono sopravvissuti alle difficoltà, ma sono stati anche tanto felici.
Hanno conosciuto persone speciali, imparato usanze sconosciute e arricchito le loro vite.
Il prossimo aggiornamento, da Villa Delirio.
E lì, ne vedremo delle belle...
mercoledì 25 giugno 2014
Improvvisamente
Ed improvvisamente realizzi che questa è l'ultima settimana d'asilo.
L'ultima settimana di asilo!
Per sempre, per tutta la vita, si chiude per Dede un'altra fase che è volata via come i miei soffioni nel vento…
Lui non capisce e sorride, divento grande, ti dice.
Ed improvvisamente ti senti triste: dov'è finito tutto quel tempo che è passato?
Vorresti solo tornare indietro e coccolarlo come in quei primi mesi, su quella poltrona dopo il latte, quando si addormentava su di te con la bocca spalancata.
Vorresti solo averlo con te per sempre, bloccare il tempo che fugge, tenerlo per mano stretto stretto e non lasciarlo mai.
E improvvisamente metti in dubbio tutta la tua esistenza come madre.
Perché siamo fatte così, ogni occasione per andare in crisi la cogliamo al volo.
"E' un bambino sereno? E' un bambino felice? Sarà pronto per la scuola?"
Ancora pochi giorni e tutto questo farà parte del suo passato; e con il suo, del tuo.
E improvvisamente ti viene solo da piangere...
L'ultima settimana di asilo!
Per sempre, per tutta la vita, si chiude per Dede un'altra fase che è volata via come i miei soffioni nel vento…
Lui non capisce e sorride, divento grande, ti dice.
Ed improvvisamente ti senti triste: dov'è finito tutto quel tempo che è passato?
Vorresti solo tornare indietro e coccolarlo come in quei primi mesi, su quella poltrona dopo il latte, quando si addormentava su di te con la bocca spalancata.
Vorresti solo averlo con te per sempre, bloccare il tempo che fugge, tenerlo per mano stretto stretto e non lasciarlo mai.
Perché siamo fatte così, ogni occasione per andare in crisi la cogliamo al volo.
"E' un bambino sereno? E' un bambino felice? Sarà pronto per la scuola?"
Ancora pochi giorni e tutto questo farà parte del suo passato; e con il suo, del tuo.
E improvvisamente ti viene solo da piangere...
domenica 1 giugno 2014
La gita allo zoo
Erano belli i tempi in cui in gita potevi semplicemente non mandarli, vero Mamma?
Perché te la ricordi bene la scelta dell'anno scorso, quando avevi tenuto a casa Dede schiacciata da tonnellate di perplessità sulla gita dell'asilo.
"Cari genitori, la settimana prossima andremo allo zoo. Mangeremo gli hot dog, voi portate l'acqua e la merenda e li verrete a prendere dopo le 14.30"
Fine.
Giubilo dei pupi, sgomento della madre.
Dopo tre notti insonni, con gli occhi sbarrati nel buio a immaginare scenari apocalittici, è finalmente arrivato il gran giorno.
"Bambini, state sempre vicino alle maestre, intesi?"
Troppo poco incisivo.
"Non vi allontanate mai dagli altri bambini e dalle maestre, d'accordo?"
Sarà sufficiente?
"E se vi perdete avete qui il numero di mamma, fatemi telefonare, ok?"
No, forse non basta. E se glielo tatuassi a fuoco sul braccio?
"E se qualcuno prova a portarvi via, non andate mai con nessuno! Nemmeno se vi offre la cioccolata o il gelato, chiaro?"
Poi ci ripensa.
"Anzi, se qualcuno prova a portarvi via voi strillate AIUTO POLIZA, va bene? Si dice così, ripetete con me! Bene, ora ancora una volta"
Mamma era sfinita per la tensione psicologica, ma non si smette mai di stupirsi per la quantità di energie che una donna nasconde in certe occasioni
"Bambini, un'ultima cosa!"
Ma come ha fatto a sfuggirle?
I brambillini erano già in macchina verso l'asilo, e fantasticavano estasiati su rapitori, poliziotti e grida di aiuto.
"Gli hot dog, bambini! Sono la cosa più pericolosa al mondo, possono andare di traverso con molta facilità. Quindi: si mangia rimanendo seduti e soprattutto a piccoli morsini, va bene?"
Bene, ora è davvero tutto.
I tre entrano all'asilo e i piccoli indossano le magliette della gita, con il nome e il numero dell'asilo stampato sopra.
I bambini sono già in fila per due, Mamma ha lo stomaco chiuso e l'intestino sottosopra.
Non le viene in mente altro, possibile?
Le maestre si dispongono ai lati della fila e contano i bambini. Sono tre nella classe di Dede, due in quella di Macco.
Due in quella di Macco? Come fanno a guardare 18 bambini?
La mestra le sorride e la saluta, Mamma reprime l'urgenza di correre in bagno e parla.
"A più tardi, divertitevi!" avrebbe voluto dire.
"Arrivederci, a stasera", avrebbe potuto esclamare.
E invece no.
"Ehm… vedo che siete solo in due maestre. Se avete bisogno di aiuto, io ci sono, eh? Mi libero, eh? Devo venire? Senza problemi, eh? Allora? Vengo anch'io?"
E questa era l'ultima cartuccia.
Sarà proprio una lunga giornata...
Perché te la ricordi bene la scelta dell'anno scorso, quando avevi tenuto a casa Dede schiacciata da tonnellate di perplessità sulla gita dell'asilo.
"Cari genitori, la settimana prossima andremo allo zoo. Mangeremo gli hot dog, voi portate l'acqua e la merenda e li verrete a prendere dopo le 14.30"
Fine.
Giubilo dei pupi, sgomento della madre.
Dopo tre notti insonni, con gli occhi sbarrati nel buio a immaginare scenari apocalittici, è finalmente arrivato il gran giorno.
"Bambini, state sempre vicino alle maestre, intesi?"
Troppo poco incisivo.
"Non vi allontanate mai dagli altri bambini e dalle maestre, d'accordo?"
Sarà sufficiente?
"E se vi perdete avete qui il numero di mamma, fatemi telefonare, ok?"
No, forse non basta. E se glielo tatuassi a fuoco sul braccio?
"E se qualcuno prova a portarvi via, non andate mai con nessuno! Nemmeno se vi offre la cioccolata o il gelato, chiaro?"
Poi ci ripensa.
"Anzi, se qualcuno prova a portarvi via voi strillate AIUTO POLIZA, va bene? Si dice così, ripetete con me! Bene, ora ancora una volta"
Mamma era sfinita per la tensione psicologica, ma non si smette mai di stupirsi per la quantità di energie che una donna nasconde in certe occasioni
"Bambini, un'ultima cosa!"
Ma come ha fatto a sfuggirle?
I brambillini erano già in macchina verso l'asilo, e fantasticavano estasiati su rapitori, poliziotti e grida di aiuto.
"Gli hot dog, bambini! Sono la cosa più pericolosa al mondo, possono andare di traverso con molta facilità. Quindi: si mangia rimanendo seduti e soprattutto a piccoli morsini, va bene?"
Bene, ora è davvero tutto.
I tre entrano all'asilo e i piccoli indossano le magliette della gita, con il nome e il numero dell'asilo stampato sopra.
I bambini sono già in fila per due, Mamma ha lo stomaco chiuso e l'intestino sottosopra.
Non le viene in mente altro, possibile?
Le maestre si dispongono ai lati della fila e contano i bambini. Sono tre nella classe di Dede, due in quella di Macco.
Due in quella di Macco? Come fanno a guardare 18 bambini?
La mestra le sorride e la saluta, Mamma reprime l'urgenza di correre in bagno e parla.
"A più tardi, divertitevi!" avrebbe voluto dire.
"Arrivederci, a stasera", avrebbe potuto esclamare.
E invece no.
"Ehm… vedo che siete solo in due maestre. Se avete bisogno di aiuto, io ci sono, eh? Mi libero, eh? Devo venire? Senza problemi, eh? Allora? Vengo anch'io?"
E questa era l'ultima cartuccia.
Sarà proprio una lunga giornata...
venerdì 21 marzo 2014
Vita da strega
Preambolo:
C'era una volta la maestra so-tutto-io al cruccasilo di Dede.
I brambillen grandi l'avevano soprannominata Frau Strunz, da un termine notoriamente francese, ed era il motivo di tante ansie mattutine di Mamma.
C'era una volta il bungalow del cruccasilo dove era stata distaccata la classe di Dede, con grande rammarico di Mamma e figlio perchè il bungalow sembra una roulotte per sfollati mentre il vero asilo è molto simile ad un paradiso.
Una sera la Frau Strunz perdeva Dede alla festa delle lanterne, e in seguito lo lasciava da solo ammalato nel bungalow.
Mamma se lo portava via sciolto in lacrime e furibonda meditava vendetta; una vendetta servita molto fredda, a distanza di giorni, durante un colloquio con la direttrice.
Aggiornamenti:
Poi un giorno Mamma ha deciso di cancellare le note dolenti dalla sua vita, e si è concentrata moltissimo, cercando di immaginare un mondo senza quelle ombre.
Subito dopo è stato scoperto un covo di topi nel terreno sottostante il bungalow, e ora la classe di Dede è in pianta stabile nell'enorme palestra del mitico cruccasilo.
Dopo il colloquio con la direttrice, inoltre, la Frau Strunz non si è più vista in giro, e di recente un cartello ne comunica il licenziamento con effetto immediato.
Conclusione:
Sull'onda dell'entusiasmo, Mamma ora si concentrerà su qualcos'altro, vuoi mai che abbia dei super poteri di cui era all'oscuro!
Voi intanto, così per scaramanzia, state ben attenti a non farla arrabbiare...
C'era una volta la maestra so-tutto-io al cruccasilo di Dede.
I brambillen grandi l'avevano soprannominata Frau Strunz, da un termine notoriamente francese, ed era il motivo di tante ansie mattutine di Mamma.
C'era una volta il bungalow del cruccasilo dove era stata distaccata la classe di Dede, con grande rammarico di Mamma e figlio perchè il bungalow sembra una roulotte per sfollati mentre il vero asilo è molto simile ad un paradiso.
Una sera la Frau Strunz perdeva Dede alla festa delle lanterne, e in seguito lo lasciava da solo ammalato nel bungalow.
Mamma se lo portava via sciolto in lacrime e furibonda meditava vendetta; una vendetta servita molto fredda, a distanza di giorni, durante un colloquio con la direttrice.
Aggiornamenti:
Poi un giorno Mamma ha deciso di cancellare le note dolenti dalla sua vita, e si è concentrata moltissimo, cercando di immaginare un mondo senza quelle ombre.
Subito dopo è stato scoperto un covo di topi nel terreno sottostante il bungalow, e ora la classe di Dede è in pianta stabile nell'enorme palestra del mitico cruccasilo.
Dopo il colloquio con la direttrice, inoltre, la Frau Strunz non si è più vista in giro, e di recente un cartello ne comunica il licenziamento con effetto immediato.
Conclusione:
Sull'onda dell'entusiasmo, Mamma ora si concentrerà su qualcos'altro, vuoi mai che abbia dei super poteri di cui era all'oscuro!
Voi intanto, così per scaramanzia, state ben attenti a non farla arrabbiare...
martedì 4 marzo 2014
Rosenmontag
E' lunedi mattina.
Mamma si sente un po' come nella pubblicità della famosa crociera, immersa in una minuscola vasca da bagno col rubinetto e gli occhi che gocciolano (e non ci sono vasche da bagno in casa sua).
Non ha fatto cose speciali in vacanza, ma già il fatto di essere in vacanza ha reso tutto speciale.
E' lunedi mattina, dunque, e ricomincia la solita solfa: Vieni a lavare la faccia! Ancora non hai finito di mangiare? Infila la maglia, presto! Non puoi uscire senza scarpe! Non strillate per le scale! Ecco, come al solito siamo in ritardo...
Mamma è in depressione post-vacanza e non sa essere molto convincente nel consolare i bambini che si ribellano all'asilo. Ma poi tutto procede, tutto va come deve, e i tre si infilano in macchina ed arrivano al cruccasilo.
Appena entrano, sono osservati da decine di occhietti allibiti.
Gli stranieri guardano gli autoctoni, gli autoctoni guardano gli stranieri, e Mamma si batte una mano sulla fronte. "Lo sapevo, lo sapevo che dovevo portarmi dietro i vostri costumi di carnevale!"
Ogni essere vivente all'interno dell'asilo, dal bebè più piccolo alla Rottermeir più odiosa, è in maschera. A parte loro tre, ovviamente.
La direttrice è un impeccabile e serissimo funghetto, con i ciuffi di spore alle caviglie e il cappello rosso a pallini. Le maestre sono ballerine, fate, Pippicalzelunghe, infermiere, principesse... e i bambini sono un incanto, un po' per i travestimenti e un po' per la loro felicità.
E' il Rosenmontag, una specie di "lunedi grasso", il culmine del periodo carnevalesco assieme al giovedì e al martedì; è stata organizzata una piccola sfilata dell'asilo fino al municipio, dove vengono distribuiti krapfen e caramelle.
Così Mamma torna a casa a prendere il vestito da panda e quello da leone, torna all'asilo a travestire i due cuccioli e per la prima volta esce senza tragedie, lasciandoli a ruggire di gusto.
In giro, ogni giovane è travestito, o quantomeno truccato, e lei si sente scialba e triste nella sua giacca antracite.
La nostalgia da vacanza svanisce in nulla.
P.S.
Oggi pomeriggio, grande festa nell'intera città, con la parata dei carri per le vie principali.
L'ufficio di Brontolo è deserto: perchè qui, il Carnevale, è una cosa seria!
Mamma si sente un po' come nella pubblicità della famosa crociera, immersa in una minuscola vasca da bagno col rubinetto e gli occhi che gocciolano (e non ci sono vasche da bagno in casa sua).
Non ha fatto cose speciali in vacanza, ma già il fatto di essere in vacanza ha reso tutto speciale.
E' lunedi mattina, dunque, e ricomincia la solita solfa: Vieni a lavare la faccia! Ancora non hai finito di mangiare? Infila la maglia, presto! Non puoi uscire senza scarpe! Non strillate per le scale! Ecco, come al solito siamo in ritardo...
Mamma è in depressione post-vacanza e non sa essere molto convincente nel consolare i bambini che si ribellano all'asilo. Ma poi tutto procede, tutto va come deve, e i tre si infilano in macchina ed arrivano al cruccasilo.
Appena entrano, sono osservati da decine di occhietti allibiti.
Gli stranieri guardano gli autoctoni, gli autoctoni guardano gli stranieri, e Mamma si batte una mano sulla fronte. "Lo sapevo, lo sapevo che dovevo portarmi dietro i vostri costumi di carnevale!"
Ogni essere vivente all'interno dell'asilo, dal bebè più piccolo alla Rottermeir più odiosa, è in maschera. A parte loro tre, ovviamente.
La direttrice è un impeccabile e serissimo funghetto, con i ciuffi di spore alle caviglie e il cappello rosso a pallini. Le maestre sono ballerine, fate, Pippicalzelunghe, infermiere, principesse... e i bambini sono un incanto, un po' per i travestimenti e un po' per la loro felicità.
E' il Rosenmontag, una specie di "lunedi grasso", il culmine del periodo carnevalesco assieme al giovedì e al martedì; è stata organizzata una piccola sfilata dell'asilo fino al municipio, dove vengono distribuiti krapfen e caramelle.
Così Mamma torna a casa a prendere il vestito da panda e quello da leone, torna all'asilo a travestire i due cuccioli e per la prima volta esce senza tragedie, lasciandoli a ruggire di gusto.
In giro, ogni giovane è travestito, o quantomeno truccato, e lei si sente scialba e triste nella sua giacca antracite.
La nostalgia da vacanza svanisce in nulla.
P.S.
Oggi pomeriggio, grande festa nell'intera città, con la parata dei carri per le vie principali.
L'ufficio di Brontolo è deserto: perchè qui, il Carnevale, è una cosa seria!
martedì 4 febbraio 2014
Incomprensioni
Mamma era finalmente riuscita a lasciare i bambini all'asilo, quando dopo nemmeno due ore le squilla il telefono.
"Frau brambillen, sono la maestra di Dede. Ecco, Dede...bzbzbzbzb... testa... bzbzbbzzb... non mangia...bzbzbz... vuole venire lei oppure... bzbzbzb?"
"Ehm... non ho capito proprio bene bene bene... Dede è malato?"
"No, non è malato! Bzbzbzbzb! Capisce? Bzbzbzbzbz!"
"Veramente no... Ma io intanto devo venire?"
"Si, brava! Venga subito."
Mamma chiude. Con tutta calma mette le scarpe e sale in macchina. Tanto Dede non è malato.
Ma nel tragitto si sveglia il neurone materno, quello foriero di ansia e paranoie, quello che è la rovina di tutte le mamme portatrici di corredo genetico italiano.
"Dove vai così lenta e tranquilla, snaturata! E se è caduto? Ha detto testa, sarà precipitato dallo scivolo a testa in giù?"
Il sangue le va alla testa. Oddio oddio oddio cosa sarà successo? Non ha detto "morto", non ha detto "ospedale"... "Sei proprio sicura che non l'abbia detto?" continua il neurone impazzito, gettandola nel panico.
Intanto il limite di velocità, quotidianamente rispettato, va a farsi benedire.
Mamma già immagina un bambino agonizzante, senza denti per la caduta, in un lago di sangue. E magari nel frattempo sta esalando l'ultimo respiro!
Scende dall'auto e corre tutto d'un fiato verso l'asilo.
Dede è vivo, e gioca nella classe del fratello con gli occhi lucidi di pianto.
Ha anche tutti i denti.
"Mamma! Lo sai che ho fatto la cacca?" grida felice Macco appena la vede.
"Mamma! Lo sai che mi sono fatto male?" piagnucola Dede.
"Forse ha battuto la testa..." dice la maestra con gli occhi apprensivi.
"Dede hai battuto la testa?"
"No, il ginocchio" risponde mostrandole un ematoma blu.
"Forse non se lo ricorda più..." azzarda la maestra preoccupata (ma allora il neurone impazzito non è prerogativa soltanto italiana!)
"Non ha mangiato" continua la maestra
"Perchè non hai mangiato?"
"Perchè era una schifezza!"
Mamma vede passare il carrello del pranzo: tortellini annegati in una salsona bianca con cubetti di carote e qualcos'altro galleggiante. Comprende perfettamente.
"Se vomita lo porti dal dottore mi raccomando!" conclude la maestra con la voce che trema.
"No, dai, non facevano così schifo i tortellini", vorrebbe risponderle lei. Ma (per fortuna?) non saprebbe come dirlo.
Mamma prende entrambi i bambini e li riporta a casa.
Sulla strada, sollevata, ripensa alla catena di incomprensioni che si è creata.
Per la prossima volta che la chiameranno, avrà imparato a memoria tutta la terminologia medica di emergenza.
E la prossima volta che la chiameranno, si farà passare il bambino.
Che è meglio.
"Frau brambillen, sono la maestra di Dede. Ecco, Dede...bzbzbzbzb... testa... bzbzbbzzb... non mangia...bzbzbz... vuole venire lei oppure... bzbzbzb?"
"Ehm... non ho capito proprio bene bene bene... Dede è malato?"
"No, non è malato! Bzbzbzbzb! Capisce? Bzbzbzbzbz!"
"Veramente no... Ma io intanto devo venire?"
"Si, brava! Venga subito."
Mamma chiude. Con tutta calma mette le scarpe e sale in macchina. Tanto Dede non è malato.
Ma nel tragitto si sveglia il neurone materno, quello foriero di ansia e paranoie, quello che è la rovina di tutte le mamme portatrici di corredo genetico italiano.
"Dove vai così lenta e tranquilla, snaturata! E se è caduto? Ha detto testa, sarà precipitato dallo scivolo a testa in giù?"
Il sangue le va alla testa. Oddio oddio oddio cosa sarà successo? Non ha detto "morto", non ha detto "ospedale"... "Sei proprio sicura che non l'abbia detto?" continua il neurone impazzito, gettandola nel panico.
Intanto il limite di velocità, quotidianamente rispettato, va a farsi benedire.
Mamma già immagina un bambino agonizzante, senza denti per la caduta, in un lago di sangue. E magari nel frattempo sta esalando l'ultimo respiro!
Scende dall'auto e corre tutto d'un fiato verso l'asilo.
Dede è vivo, e gioca nella classe del fratello con gli occhi lucidi di pianto.
Ha anche tutti i denti.
"Mamma! Lo sai che ho fatto la cacca?" grida felice Macco appena la vede.
"Mamma! Lo sai che mi sono fatto male?" piagnucola Dede.
"Forse ha battuto la testa..." dice la maestra con gli occhi apprensivi.
"Dede hai battuto la testa?"
"No, il ginocchio" risponde mostrandole un ematoma blu.
"Forse non se lo ricorda più..." azzarda la maestra preoccupata (ma allora il neurone impazzito non è prerogativa soltanto italiana!)
"Non ha mangiato" continua la maestra
"Perchè non hai mangiato?"
"Perchè era una schifezza!"
Mamma vede passare il carrello del pranzo: tortellini annegati in una salsona bianca con cubetti di carote e qualcos'altro galleggiante. Comprende perfettamente.
"Se vomita lo porti dal dottore mi raccomando!" conclude la maestra con la voce che trema.
"No, dai, non facevano così schifo i tortellini", vorrebbe risponderle lei. Ma (per fortuna?) non saprebbe come dirlo.
Mamma prende entrambi i bambini e li riporta a casa.
Sulla strada, sollevata, ripensa alla catena di incomprensioni che si è creata.
Per la prossima volta che la chiameranno, avrà imparato a memoria tutta la terminologia medica di emergenza.
E la prossima volta che la chiameranno, si farà passare il bambino.
Che è meglio.
martedì 28 gennaio 2014
Colazione istruttiva
Avevano ragione le maestre: è meglio andare prima all'asilo, è più istruttivo.
E' istruttivo andare coi bambini al bistrò dell'asilo a fare colazione, alle 9.30 di un comune mattino di gennaio.
Perchè vedrai Dede trangugiare il suo kiwi, Macco la sua banana, e il resto dei bambini la propria colazione portata da casa.
Vedrai Mika con un toast alto due dita, ripieno di formaggio camembert, Fenja con quattro cetrioli sotto aceto e un wurstel lungo venti centimetri impugnato e addentato come una banana. Crudo naturalmente.
Vedrai Dominik con un piatto pieno di uva e Antonia con uno di pesche noci, in gennaio.
Vedrai Julie con i crostini all'olio mangiati come patatine e Lukas con una scatoletta piena di salatini alsaziani, un'altra con tre bomboloni fritti e per finire una banana, in caso gli rimanesse ancora un languorino.
Vedrai bambini silenziosi e composti con tramezzini spalmati di burro e peperoni e cetrioli a striscioline, bretzel tagliati a metà e imbottiti di burro salato, insalata e salame.
Il resto dei piccoli crucchi starà masticando a fatica il proprio tramezzino al formaggio e prosciutto, con un piatto colmo di verdure sotto al naso.
Allora capirai il vero significato di una "ricca colazione".
Allora capirai il vero significato di una "ricca colazione".
E ricorderai quando le maestre ti hanno pregata di non portare dolci per non distogliere gli altri bambini dalla loro colazione salutare.
E rimpiangerai per loro il gusto sfrenato del "pucciare" un frollino dopo l'altro nel latte, con i baffi bianchi sulle labbra.
E capirai che proprio no, non c'è niente da fare: questa alimentazione nordica non la capisci e non la capirai mai.
venerdì 17 gennaio 2014
La cecità italiana
Mamma è rimasta chiusa in casa per quasi tutta la settimana.
Una squadra di pittori ha sostituito la carta da parati della "stanza del fumo", retaggio degli inquilini precedenti, trasformando la sua casa in un campeggio, con armadi e materassi sparsi qua e là.
Ieri hanno finalmente concluso l'opera.
Mentre pensava a come utilizzare la restante parte della giornata in modo proficuo, Driiiin! Driiiin!
"Signora brambillen? Qui è l'asilo di Dede. Il bambino non sta bene, ha mal di pancia ed è caldo..."
"Arrivo subito!" risponde lei affatto preoccupata: non vuole andare all'asilo, e probabilmente ha somatizzato la tensione accumulata.
All'asilo, Dede è sulla porta. Bocca sbarrata, occhi lucidi, cerchiati di nero.
"Tesoro, ma stai male?" si allarma subito lei.
Lui scoppia a piangere stringendola forte.
"Mamma, è stato terribile qui all'asilo! Tu mi hai detto che devo essere felice, e invece io non sono felice mamma, è stata la cosa più brutta, io chiamavo, chiamavo e non rispondeva nessuno..."
In quel momento Mamma realizza che non c'è nessuno nell'edificio dove ha la classe Dede. Sono usciti tutti, lasciandolo solo.
Lei lo coccola, lo rassicura e prova a ragionare con mentalità non italiana.
D'accordo, calma, magari c'è un aspetto educativo in tutto questo, si dice mentre culla il bambino singhiozzante. Ci sarà pure un aspetto positivo, nel lasciare un bambino da solo nell'intero edificio, devo solo capire quale.
Ma Mamma forse è troppo italiana per vederlo. "Andiamocene Dede, senza dir niente a nessuno" conclude dopo un po'.
Ma uscendo incontra la signorina Rottermaier che sta chiacchierando amenamente con una collega.
"Ohilà, Frau brambillen! Dede è nella dependance!"
"Era là. Ora è qui con me. Era da solo e piangeva".
L'educatrice risponde, prova a spiegare, sorride.
Ma Mamma non è più disposta a conciliare.
Ha alle spalle quattro giorni di reclusione, un bambino malaticcio e infelice e, cosa più grave di tutte, è a dieta.
Il prossimo passo è comprare i biscotti danesi in assortimento questa settimana.
Il successivo, un italianissimo ultimatum alla direttrice del fantastico cruccasilo.
Sarà che è troppo chioccia, sarà che è un pochino ottusa, ma l'aspetto positivo, ancora, non è davvero riuscita a trovarlo.
Una squadra di pittori ha sostituito la carta da parati della "stanza del fumo", retaggio degli inquilini precedenti, trasformando la sua casa in un campeggio, con armadi e materassi sparsi qua e là.
Ieri hanno finalmente concluso l'opera.
Mentre pensava a come utilizzare la restante parte della giornata in modo proficuo, Driiiin! Driiiin!
"Signora brambillen? Qui è l'asilo di Dede. Il bambino non sta bene, ha mal di pancia ed è caldo..."
"Arrivo subito!" risponde lei affatto preoccupata: non vuole andare all'asilo, e probabilmente ha somatizzato la tensione accumulata.
All'asilo, Dede è sulla porta. Bocca sbarrata, occhi lucidi, cerchiati di nero.
"Tesoro, ma stai male?" si allarma subito lei.
Lui scoppia a piangere stringendola forte.
"Mamma, è stato terribile qui all'asilo! Tu mi hai detto che devo essere felice, e invece io non sono felice mamma, è stata la cosa più brutta, io chiamavo, chiamavo e non rispondeva nessuno..."
In quel momento Mamma realizza che non c'è nessuno nell'edificio dove ha la classe Dede. Sono usciti tutti, lasciandolo solo.
Lei lo coccola, lo rassicura e prova a ragionare con mentalità non italiana.
D'accordo, calma, magari c'è un aspetto educativo in tutto questo, si dice mentre culla il bambino singhiozzante. Ci sarà pure un aspetto positivo, nel lasciare un bambino da solo nell'intero edificio, devo solo capire quale.
Ma Mamma forse è troppo italiana per vederlo. "Andiamocene Dede, senza dir niente a nessuno" conclude dopo un po'.
Ma uscendo incontra la signorina Rottermaier che sta chiacchierando amenamente con una collega.
"Ohilà, Frau brambillen! Dede è nella dependance!"
"Era là. Ora è qui con me. Era da solo e piangeva".
L'educatrice risponde, prova a spiegare, sorride.
Ma Mamma non è più disposta a conciliare.
Ha alle spalle quattro giorni di reclusione, un bambino malaticcio e infelice e, cosa più grave di tutte, è a dieta.
Il prossimo passo è comprare i biscotti danesi in assortimento questa settimana.
Il successivo, un italianissimo ultimatum alla direttrice del fantastico cruccasilo.
Sarà che è troppo chioccia, sarà che è un pochino ottusa, ma l'aspetto positivo, ancora, non è davvero riuscita a trovarlo.
mercoledì 15 gennaio 2014
Avvisi
Oggi Mamma andrà a parlare di Dede con le maestre del cruccasilo, e lo scontro di culture darà probabilmente il meglio di sé. Ci sono diverse cose da rivedere, e non è sicura che troverà comprensione dall'altra parte della barricata.
La giornata è assolata, l'umore è nero e i capelli vanno per conto loro.
Poi ha trovato un avviso nella casella delle comunicazioni dei bimbi.
"Cari genitori,
il giorno 16 maggio (!!!) il comune organizza una gita per tutti i suoi dipendenti. Per questo motivo tutte le scuole e gli asili saranno chiusi. Speriamo nella vostra comprensione"
Mamma ha archiviato la notizia insieme a quella dello scorso settembre:
"Cari genitori,
fra tre mesi si terrà una riunione di tutto il personale dell'asilo.
Vi chiediamo di venire a prendere i vostri figli entro le 14. Qualora vi fosse impossibile, segnate il vostro nome in bacheca e organizzeremo una classe di emergenza per garantire comunque il servizio"
Sono lontani i tempi degli scioperi mensili, intervallati dalle assemblee sindacali comunicate la sera prima, e dalla richiesta di portare i panini per lo sciopero della mensa.
Oggi Mamma andrà a parlare al cruccasilo, e l'umore è ancora nero.
Ma ora ha la speranza che dove c'è serietà, si possa riuscire comunque a trovare una soluzione.
La giornata è assolata, l'umore è nero e i capelli vanno per conto loro.
Poi ha trovato un avviso nella casella delle comunicazioni dei bimbi.
"Cari genitori,
il giorno 16 maggio (!!!) il comune organizza una gita per tutti i suoi dipendenti. Per questo motivo tutte le scuole e gli asili saranno chiusi. Speriamo nella vostra comprensione"
Mamma ha archiviato la notizia insieme a quella dello scorso settembre:
"Cari genitori,
fra tre mesi si terrà una riunione di tutto il personale dell'asilo.
Vi chiediamo di venire a prendere i vostri figli entro le 14. Qualora vi fosse impossibile, segnate il vostro nome in bacheca e organizzeremo una classe di emergenza per garantire comunque il servizio"
Sono lontani i tempi degli scioperi mensili, intervallati dalle assemblee sindacali comunicate la sera prima, e dalla richiesta di portare i panini per lo sciopero della mensa.
Oggi Mamma andrà a parlare al cruccasilo, e l'umore è ancora nero.
Ma ora ha la speranza che dove c'è serietà, si possa riuscire comunque a trovare una soluzione.
venerdì 29 novembre 2013
Eins, zwei, Polizei!
"Ma che bel giovanotto tutto vestito di nero! che ci fa nel parcheggio dell'asilo? Uhm, deve avere dei pantaloni belli caldi, guarda lì come sono pesanti, li voglio anch'io..." pensa fra sé Mamma ieri mattina, portando i pargoli all'asilo.
"Guten morgen, Polizei" fa il giovanotto di nero vestito, con un sorriso incoraggiante.
"Oh, buon giorno" risponde Mamma "Le dico subito che non capisco un accidente di tedesco, ma se parla adagio adagio magari ce la posso fare" risponde Mamma per nulla intimorita dalla simil-Gestapo.
"D'accordo non si preoccupi, devo fare solo un controllo. Intanto lei parcheggi e mi aspetti in auto" sillaba lui.
Sfrontata come non pensava di poter mai essere, e con la faccia più tosta che mai, lei sorride a 31 denti (perchè lo ricorderete, uno l'ha lasciato al dentista) e chiede:
"Senta, visto che sono in ritardo di almeno 15 minuti, non è che posso portare uno dei bambini all'asilo e poi torno subito per il controllo?"
"Nein, parcheggi e mi aspetti lì. Devo controllare proprio i bambini"
Eeeeehhhhh? si domanda Mamma. Controllare i bambini?
Così Mamma parcheggia e aspetta.
E' tranquilla per il ritardo, perchè scusa migliore del controllo poliziesco non avrebbe potuto trovare.
Il giovanotto arriva e le spiega che deve verificare che i bambini siano al sicuro in macchina.
"Le cinture, i seggiolini, devo controllare che non ci siano pericoli per loro", e così dicendo le chiede il permesso di aprire la portiera di Macco.
Ma si, và, ho passato l'asirabriciole giusto due settimane fa...
Lui è legato come un salamotto, il poliziotto tira le cinture, prova a sbatacchiare il seggiolino e poi le dice che è molto contento e che il bambino ha un ottimo seggiolino.
Fiufff!
Poi aggira l'auto e va da Dede.
Che ovviamente si è già slacciato tutte le cinture e lo aspetta più libero che mai.
Momento di panico.
"Dede!" grida Mamma pensando per un secondo di farsi spedire le arance siciliane direttamente in gattabuia. "Ma che fai? Riallacciati subito!"
Il poliziotto ride e dice che non ci sono problemi, lo fa scendere e testa il seggiolino.
Tutto a posto, gli piace pure quello.
Documenti? patente? bolli? Macchè.
"C'è solo una cosa signora. Questo finestrino: tutto pieno di ghiaccio non va bene. Prima di partire deve grattarlo via bene"
Ma Mamma è italiana (e probabilmente ubriaca di sonno), e non sa tacere nemmeno di fronte all'evidenza.
"Ha ragione, ma... è quello dietro di me. Li ho puliti tutti ma quello a che cosa mi serve?"
Lui le spiega educatamente che non importa, i finestrini vanno puliti ugualmente; poi le tende la mano, la saluta e le augura una buona giornata.
Mamma va dalle maestre con la sua scusa spettacolare per il ritardo, poi torna al parcheggio.
Loro non ci sono più.
Incontra di nuovo i poliziotti lungo la strada, hanno fermato altre persone e le fanno un cenno di saluto mentre passa.
Nessun blocchetto per le multe, solo il desiderio di correggere, spiegare e insegnare.
E' così che deve essere, accidenti.
E' proprio così che dovrebbe essere...
"Guten morgen, Polizei" fa il giovanotto di nero vestito, con un sorriso incoraggiante.
"Oh, buon giorno" risponde Mamma "Le dico subito che non capisco un accidente di tedesco, ma se parla adagio adagio magari ce la posso fare" risponde Mamma per nulla intimorita dalla simil-Gestapo.
"D'accordo non si preoccupi, devo fare solo un controllo. Intanto lei parcheggi e mi aspetti in auto" sillaba lui.
Sfrontata come non pensava di poter mai essere, e con la faccia più tosta che mai, lei sorride a 31 denti (perchè lo ricorderete, uno l'ha lasciato al dentista) e chiede:
"Senta, visto che sono in ritardo di almeno 15 minuti, non è che posso portare uno dei bambini all'asilo e poi torno subito per il controllo?"
"Nein, parcheggi e mi aspetti lì. Devo controllare proprio i bambini"
Eeeeehhhhh? si domanda Mamma. Controllare i bambini?
Così Mamma parcheggia e aspetta.
E' tranquilla per il ritardo, perchè scusa migliore del controllo poliziesco non avrebbe potuto trovare.
Il giovanotto arriva e le spiega che deve verificare che i bambini siano al sicuro in macchina.
"Le cinture, i seggiolini, devo controllare che non ci siano pericoli per loro", e così dicendo le chiede il permesso di aprire la portiera di Macco.
Ma si, và, ho passato l'asirabriciole giusto due settimane fa...
Lui è legato come un salamotto, il poliziotto tira le cinture, prova a sbatacchiare il seggiolino e poi le dice che è molto contento e che il bambino ha un ottimo seggiolino.
Fiufff!
Poi aggira l'auto e va da Dede.
Che ovviamente si è già slacciato tutte le cinture e lo aspetta più libero che mai.
Momento di panico.
"Dede!" grida Mamma pensando per un secondo di farsi spedire le arance siciliane direttamente in gattabuia. "Ma che fai? Riallacciati subito!"
Il poliziotto ride e dice che non ci sono problemi, lo fa scendere e testa il seggiolino.
Tutto a posto, gli piace pure quello.
Documenti? patente? bolli? Macchè.
"C'è solo una cosa signora. Questo finestrino: tutto pieno di ghiaccio non va bene. Prima di partire deve grattarlo via bene"
Ma Mamma è italiana (e probabilmente ubriaca di sonno), e non sa tacere nemmeno di fronte all'evidenza.
"Ha ragione, ma... è quello dietro di me. Li ho puliti tutti ma quello a che cosa mi serve?"
Lui le spiega educatamente che non importa, i finestrini vanno puliti ugualmente; poi le tende la mano, la saluta e le augura una buona giornata.
Mamma va dalle maestre con la sua scusa spettacolare per il ritardo, poi torna al parcheggio.
Loro non ci sono più.
Incontra di nuovo i poliziotti lungo la strada, hanno fermato altre persone e le fanno un cenno di saluto mentre passa.
Nessun blocchetto per le multe, solo il desiderio di correggere, spiegare e insegnare.
E' così che deve essere, accidenti.
E' proprio così che dovrebbe essere...
martedì 22 ottobre 2013
La minestra
"Buona la minestra mamma!"
"Uhm, è ploplio quisita, sei ttata blavissima mamma" fa eco Macco, parlando come Titti.
Mamma resta col cucchiaio e mezz'aria, li guarda a bocca aperta scolarsi la vellutata del lunedì e si domanda che cosa sia successo.
E' la prima volta che Macco mangia senza fare capricci, e Dede si sta leccando addirittura il piatto.
"E' molto buona" dice Brontolo.
"Ancola mamma, ancola!" dice festoso Macco, mentre Mamma si ferma a guardarlo di sottecchi.
"Te l'ho detto che è buona", spiega Brontolo, ma Mamma non è ancora convinta: può una minestra, ancorchè buona, avere un tale successo? Va bene essere bravi cuochi, va bene essere dei buongustai senza fondo, ma c'è un limite all'entusiasmo per una minestra.
E poi l'illuminazione:
"Ma ditemi bambini... che cosa avete mangiato oggi all'asilo?"
Dede si accende in un attimo: "Eh mamma, hanno provato a fare degli spaghetti che però non gli sono proprio riusciti, sai? Erano una vera schifezza. E c'era il sugo delle polpette, e anche quello era proprio cattivo, mentre le polpette non me le hanno date perchè erano di carme"
"Quindi non hai mangiato praticamente nulla"
"Ehm no mamma"
"E tu Macco? hai mangiato le stesse cose di Dede vero?"
"No. Io ho mangiato le polpette col miele"
"Ma dai, che cosa dici Macco?"
"Si, si. Elano polpette con il miele, e me le hanno date le maestle. Ora pel favole, vojo ancola minestla mamma"
C'era una volta una mamma che si dilettava in cucina, stimolata e pungolata da marito e rampolli che la confrontavano ora con quel ristorante, ora con quella mensa scolastica.
Ora, contro la Fame Nera e le polpette al miele, quella mamma stravince su tutti i fronti.
Quasi quasi non c'è nemmeno più gusto così...
"Uhm, è ploplio quisita, sei ttata blavissima mamma" fa eco Macco, parlando come Titti.
Mamma resta col cucchiaio e mezz'aria, li guarda a bocca aperta scolarsi la vellutata del lunedì e si domanda che cosa sia successo.
E' la prima volta che Macco mangia senza fare capricci, e Dede si sta leccando addirittura il piatto.
"E' molto buona" dice Brontolo.
"Ancola mamma, ancola!" dice festoso Macco, mentre Mamma si ferma a guardarlo di sottecchi.
"Te l'ho detto che è buona", spiega Brontolo, ma Mamma non è ancora convinta: può una minestra, ancorchè buona, avere un tale successo? Va bene essere bravi cuochi, va bene essere dei buongustai senza fondo, ma c'è un limite all'entusiasmo per una minestra.
E poi l'illuminazione:
"Ma ditemi bambini... che cosa avete mangiato oggi all'asilo?"
Dede si accende in un attimo: "Eh mamma, hanno provato a fare degli spaghetti che però non gli sono proprio riusciti, sai? Erano una vera schifezza. E c'era il sugo delle polpette, e anche quello era proprio cattivo, mentre le polpette non me le hanno date perchè erano di carme"
"Quindi non hai mangiato praticamente nulla"
"Ehm no mamma"
"E tu Macco? hai mangiato le stesse cose di Dede vero?"
"No. Io ho mangiato le polpette col miele"
"Ma dai, che cosa dici Macco?"
"Si, si. Elano polpette con il miele, e me le hanno date le maestle. Ora pel favole, vojo ancola minestla mamma"
C'era una volta una mamma che si dilettava in cucina, stimolata e pungolata da marito e rampolli che la confrontavano ora con quel ristorante, ora con quella mensa scolastica.
Ora, contro la Fame Nera e le polpette al miele, quella mamma stravince su tutti i fronti.
Quasi quasi non c'è nemmeno più gusto così...
giovedì 17 ottobre 2013
Buon pranzo #2
Come ogni giorno Mamma legge il menù ai figli prima di salutarli al cruccasilo, e come ogni giorno non riesce a comunicare loro molto più che l'insalata di patate, le patate in purè, o le patate al prezzemolo.
Per fortuna le fanno quasi tutti i giorni, visto che fino a capire le kartoffel ci arriva chiunque; il resto degli alimenti invece risulta il più delle volte incomprensibile.
"Cosa avete mangiato oggi?" chiede poi all'uscita, curiosa.
"Il pesce" hanno risposto lunedi in coro.
Ok, era pesce quella parola lì.
"Con una verdura a forma di palla" Ah, ecco, chiarissimo.
"La carme" ha risposto martedi Dede, deciso. Mamma avrebbe voluto sapere che tipo di carne fosse, avendo il divieto delle carni rosse, ma la risposta "Era marroncina un po' grigia e anche un po' marrone" non è stata particolarmente chiarificatrice.
Ieri invece silenzio.
"Carne" ha detto Macco dopo un po', "anzi no, pesce"
"Pesce" ha detto Dede contemporaneamente, "anzi no, carme"
"... Dunque?"
"Mamma, abbiamo mangiato una cosa che sapeva di pollo e anche di pesce. Però Mamma, aveva l'odore del biscotto"
Non è tanto il fatto che esista qualcosa che sa di pollo, pesce e biscotti insieme.
Non è tanto il fatto che lo mangino all'asilo dei bambini di 3 anni.
Il fatto è, in realtà, che quella scimmia di Mamma non saprà mai che cosa sia questo superlativo alimento.
Perchè diciamolo, dopo essersi trangugiata 18 caramelle tutti-i-gusti per puro amore di sperimentazione, una chicca del genere non può davvero mancare al suo repertorio alimentare...
Per fortuna le fanno quasi tutti i giorni, visto che fino a capire le kartoffel ci arriva chiunque; il resto degli alimenti invece risulta il più delle volte incomprensibile.
"Cosa avete mangiato oggi?" chiede poi all'uscita, curiosa.
"Il pesce" hanno risposto lunedi in coro.
Ok, era pesce quella parola lì.
"Con una verdura a forma di palla" Ah, ecco, chiarissimo.
"La carme" ha risposto martedi Dede, deciso. Mamma avrebbe voluto sapere che tipo di carne fosse, avendo il divieto delle carni rosse, ma la risposta "Era marroncina un po' grigia e anche un po' marrone" non è stata particolarmente chiarificatrice.
Ieri invece silenzio.
"Carne" ha detto Macco dopo un po', "anzi no, pesce"
"Pesce" ha detto Dede contemporaneamente, "anzi no, carme"
"... Dunque?"
"Mamma, abbiamo mangiato una cosa che sapeva di pollo e anche di pesce. Però Mamma, aveva l'odore del biscotto"
Non è tanto il fatto che esista qualcosa che sa di pollo, pesce e biscotti insieme.
Non è tanto il fatto che lo mangino all'asilo dei bambini di 3 anni.
Il fatto è, in realtà, che quella scimmia di Mamma non saprà mai che cosa sia questo superlativo alimento.
Perchè diciamolo, dopo essersi trangugiata 18 caramelle tutti-i-gusti per puro amore di sperimentazione, una chicca del genere non può davvero mancare al suo repertorio alimentare...
mercoledì 2 ottobre 2013
Il premio
"Aspetta Macco! Questo è tuo" gli dice un piccolo compagno di asilo correndogli dietro, mentre Macco sta uscendo con Mamma e Dede.
Gli consegna un cartellino giallo appeso ad una cordicella di lana e scappa via.
"Amore che cos'è?" chiede curiosa Mamma, guardando il disegno che c'è sopra.
"Non lo so" risponde lui, ma mi indica una corona fatta con i brillantini posta sopra ad un grosso Smile. "Bella quetta? Fosse è la mia palla".
Ogni bambino ha un suo simbolo all'asilo, e Macco ha scelto un pallone bianco e azzurro.
"Tesoro mi sembra strano, questa palla qui ha un naso da maiale... non è il tuo pallone azzurro"
"Ma si, non vedi che è rotonda?"
Mamma lascia perdere e rimanda le domande ad un secondo momento, non riuscendo nemmeno a decifrare la scritta in stampatello vicino al nome di Macco.
"Che cosa ci devi fare con questo cartello? Dobbiamo riportarlo all'asilo?"
"Non lo so" risponde ancora lui.
"Ma ce l'avevi solo tu o tutti gli altri bambini?"
"No... ce l'avevamo tutti", tira a indovinare lui.
"Allora domani lo riportiamo all'asilo, magari vi serve per un gioco, questa palla col naso da maiale e la corona luccicante. Qui c'è scritto Macco re. Ma non capisco l'altra parola..."
L'indomani all'asilo Macco entra col suo cartellino giallo appeso al collo.
"Mi scusi, was ist das?" chiede Mamma imitando il nome della famosissima apertura delle finestre italiane.
"Oh, questo? E' un premio!"
"Macco, amore, era un premio questo! E per che cosa?" chiede contenta lei, sorridendo a 32 denti.
"Perchè ieri c'erano da mangiare le polpette di gnocchi, e lui se n'è mangiate addirittura due! Non era mai successo! Accidenti quanto mangia questo bambino..."
Mamma ha sempre avuto un sogno.
Suo malgrado ha dovuto accettare che per realizzarlo è ormai troppo tardi, ma finalmente un'analoga onorificenza è arrivata: è vero, non sarà mai una principessa come sognava, ma da oggi si può fregiare del titolo di Regina Madre!
E nientepopodimeno che di "Macco-re-delle-polpette", col naso da maiale.
Cuore di Mamma gioisce orgoglioso. Che cosa si può desiderare di più, ormai?
Gli consegna un cartellino giallo appeso ad una cordicella di lana e scappa via.
"Amore che cos'è?" chiede curiosa Mamma, guardando il disegno che c'è sopra.
"Non lo so" risponde lui, ma mi indica una corona fatta con i brillantini posta sopra ad un grosso Smile. "Bella quetta? Fosse è la mia palla".
Ogni bambino ha un suo simbolo all'asilo, e Macco ha scelto un pallone bianco e azzurro.
"Tesoro mi sembra strano, questa palla qui ha un naso da maiale... non è il tuo pallone azzurro"
"Ma si, non vedi che è rotonda?"
Mamma lascia perdere e rimanda le domande ad un secondo momento, non riuscendo nemmeno a decifrare la scritta in stampatello vicino al nome di Macco.
"Che cosa ci devi fare con questo cartello? Dobbiamo riportarlo all'asilo?"
"Non lo so" risponde ancora lui.
"Ma ce l'avevi solo tu o tutti gli altri bambini?"
"No... ce l'avevamo tutti", tira a indovinare lui.
"Allora domani lo riportiamo all'asilo, magari vi serve per un gioco, questa palla col naso da maiale e la corona luccicante. Qui c'è scritto Macco re. Ma non capisco l'altra parola..."
L'indomani all'asilo Macco entra col suo cartellino giallo appeso al collo.
"Mi scusi, was ist das?" chiede Mamma imitando il nome della famosissima apertura delle finestre italiane.
"Oh, questo? E' un premio!"
"Macco, amore, era un premio questo! E per che cosa?" chiede contenta lei, sorridendo a 32 denti.
"Perchè ieri c'erano da mangiare le polpette di gnocchi, e lui se n'è mangiate addirittura due! Non era mai successo! Accidenti quanto mangia questo bambino..."
Mamma ha sempre avuto un sogno.
Suo malgrado ha dovuto accettare che per realizzarlo è ormai troppo tardi, ma finalmente un'analoga onorificenza è arrivata: è vero, non sarà mai una principessa come sognava, ma da oggi si può fregiare del titolo di Regina Madre!
E nientepopodimeno che di "Macco-re-delle-polpette", col naso da maiale.
Cuore di Mamma gioisce orgoglioso. Che cosa si può desiderare di più, ormai?
martedì 24 settembre 2013
Buon pranzo
Ormai è noto: Mamma è una piccola maniaca dell'alimentazione.
Niente fritti che fanno male al fegato.
Niente carne rossa e solo ogni tanto un po' di pollo.
Tanti legumi e verdurine fresche, farine integrali e frutta di stagione. Tutto rigorosamente biologico.
Latticini no se non una tantum, le uova ci sono già nei biscotti, ed evitiamo troppe proteine che non bisogna esagerare.
Poi si è trasferita in Germania.
La patria del biologico! si diceva.
La patria dell'omeopatia e dei rimedi naturali! si ridiceva.
E poi ha inserito i bambini all'asilo, e ha capito dove aveva riposto le sue aspettative.
(Non a caso la Germania sembra essere pure la patria delle mozzarelle blu!)
"Allora cosa avete mangiato oggi bambini?" ha chiesto ieri Mamma ai pargoli, leggendo il menù del giorno, di cui non capisce ovviamente la metà.
"Il pane pucciato nella salsa" risponde Macco.
"Ah. Ecco. E poi?"
"Batta. Ho mangiato un panino e si doveva pucciale nella salsa"
"Ok... se lo dici tu. Dede tu cos'hai mangiato?"
"Un panino. Si pucciava nella salsa"
"Ah! Ma allora è vero!" dice Mamma un po' perplessa. Poi, siccome fidarsi è bene, ma in fatto di bambini è sempre meglio verificare, "Maestra... mi scusi... che cos'è questo nome?" chiede indicando il pranzo del giorno.
E così ha scoperto che il pranzo del giorno era proprio un panino dolce servito con una crema di vaniglia.
Un panino dolce da pucciare nella salsa di vaniglia.
Il pranzo.
Quello.
"Ma poi hanno fatto anche merenda" ha aggiunto la maestra: "Pane nero a lunga conservazione con panna acida aromatizzata all'aglio. Ne hanno ripreso per tre volte!"
Ah, ecco! Adesso si che sto tranquilla...
"Ma ai bambini piace!" le ha detto poi Brontolo senza battere ciglio, mentre lei era quasi in preda ad una crisi isterica casalinga e pelava forsennatamente carote biologiche per bilanciare l'apporto vitaminico della giornata.
Mamma era un tantino fissata con l'alimentazione.
Ora ha capito che o soccombe lei, o c'è l'alternativa.
Se però qualcuno la aiuta a scoprire quale sia, questa benedetta alternativa, lei potrebbe esserle infinitamente grata.
E magari invitarlo a cena per una sanissima e coloratissima e saporitissima zuppa di carotine.
Biologiche, ovviamente.
Niente fritti che fanno male al fegato.
Niente carne rossa e solo ogni tanto un po' di pollo.
Tanti legumi e verdurine fresche, farine integrali e frutta di stagione. Tutto rigorosamente biologico.
Latticini no se non una tantum, le uova ci sono già nei biscotti, ed evitiamo troppe proteine che non bisogna esagerare.
Poi si è trasferita in Germania.
La patria del biologico! si diceva.
La patria dell'omeopatia e dei rimedi naturali! si ridiceva.
E poi ha inserito i bambini all'asilo, e ha capito dove aveva riposto le sue aspettative.
(Non a caso la Germania sembra essere pure la patria delle mozzarelle blu!)
"Allora cosa avete mangiato oggi bambini?" ha chiesto ieri Mamma ai pargoli, leggendo il menù del giorno, di cui non capisce ovviamente la metà.
"Il pane pucciato nella salsa" risponde Macco.
"Ah. Ecco. E poi?"
"Batta. Ho mangiato un panino e si doveva pucciale nella salsa"
"Ok... se lo dici tu. Dede tu cos'hai mangiato?"
"Un panino. Si pucciava nella salsa"
"Ah! Ma allora è vero!" dice Mamma un po' perplessa. Poi, siccome fidarsi è bene, ma in fatto di bambini è sempre meglio verificare, "Maestra... mi scusi... che cos'è questo nome?" chiede indicando il pranzo del giorno.
E così ha scoperto che il pranzo del giorno era proprio un panino dolce servito con una crema di vaniglia.
Un panino dolce da pucciare nella salsa di vaniglia.
Il pranzo.
Quello.
"Ma poi hanno fatto anche merenda" ha aggiunto la maestra: "Pane nero a lunga conservazione con panna acida aromatizzata all'aglio. Ne hanno ripreso per tre volte!"
Ah, ecco! Adesso si che sto tranquilla...
"Ma ai bambini piace!" le ha detto poi Brontolo senza battere ciglio, mentre lei era quasi in preda ad una crisi isterica casalinga e pelava forsennatamente carote biologiche per bilanciare l'apporto vitaminico della giornata.
Mamma era un tantino fissata con l'alimentazione.
Ora ha capito che o soccombe lei, o c'è l'alternativa.
Se però qualcuno la aiuta a scoprire quale sia, questa benedetta alternativa, lei potrebbe esserle infinitamente grata.
E magari invitarlo a cena per una sanissima e coloratissima e saporitissima zuppa di carotine.
Biologiche, ovviamente.
giovedì 19 settembre 2013
La riunione di benvenuto
All'entrata dell'asilo.
La praticante maestra si avvicina a Mamma e le chiede: "Oggi alla serata di benvenuto con i genitori chi ci sarà di voi?"
"Viene mio marito" risponde semplicemente Mamma, pensando Ma secondo te?! che ci vengo a fare io se non capisco un accidente?
"E in quale classe va? Da Dede o da Macco?"
"Ah, non lo so. Metà tempo e metà tempo?"
"D'accordo. Parlo con le mie colleghe e le faccio sapere dopo, quando viene a prenderli"
All'uscita dell'asilo.
"Abbiamo pensato che è meglio se suo marito stia tutto il tempo da Dede. Per lui è l'ultimo anno e poi andrà a scuola, è più importante lui"
"D'accordo. A stasera allora"
Poi mamma, incoraggiata da questa brillantissima conversazione, si esprime nel suo miglior tedesco anche con la maestra di Macco.
"Mi scusi, questa sera viene mio marito. Ma le signore da Dede dicono mio marito deve andare da Dede tutto il tempo. Io dico metà tempo Dede e metà tempo Macco, ma loro dice solo Dede. No Macco. Va bene?"
"Ehm... si, infatti oggi siamo andati in giardino e hanno giocato insieme. Sono stati molto bravi! Super!"
"Ah... bene" Era proprio quello che volevo dire...
La sera all'asilo, serata di benvenuto dei genitori.
Brontolo esce sbuffando dopo cena e non ha proprio voglia di andare. Mamma lo consola dicendo che durerà poco.
E' durata ancora meno del previsto: la sala è deserta, non c'è nessuno in giro.
Nel buio dell'asilo, una maestra fa capolino e gli comunica allegramente che la serata dei genitori è soltanto la prossima settimana.
Forse è arrivato il momento che Mamma metta da parte l'illusione di imparare il tedesco sul campo e si metta a studiare la lingua.
Forse però, eh?
La praticante maestra si avvicina a Mamma e le chiede: "Oggi alla serata di benvenuto con i genitori chi ci sarà di voi?"
"Viene mio marito" risponde semplicemente Mamma, pensando Ma secondo te?! che ci vengo a fare io se non capisco un accidente?
"E in quale classe va? Da Dede o da Macco?"
"Ah, non lo so. Metà tempo e metà tempo?"
"D'accordo. Parlo con le mie colleghe e le faccio sapere dopo, quando viene a prenderli"
All'uscita dell'asilo.
"Abbiamo pensato che è meglio se suo marito stia tutto il tempo da Dede. Per lui è l'ultimo anno e poi andrà a scuola, è più importante lui"
"D'accordo. A stasera allora"
Poi mamma, incoraggiata da questa brillantissima conversazione, si esprime nel suo miglior tedesco anche con la maestra di Macco.
"Mi scusi, questa sera viene mio marito. Ma le signore da Dede dicono mio marito deve andare da Dede tutto il tempo. Io dico metà tempo Dede e metà tempo Macco, ma loro dice solo Dede. No Macco. Va bene?"
"Ehm... si, infatti oggi siamo andati in giardino e hanno giocato insieme. Sono stati molto bravi! Super!"
"Ah... bene" Era proprio quello che volevo dire...
La sera all'asilo, serata di benvenuto dei genitori.
Brontolo esce sbuffando dopo cena e non ha proprio voglia di andare. Mamma lo consola dicendo che durerà poco.
E' durata ancora meno del previsto: la sala è deserta, non c'è nessuno in giro.
Nel buio dell'asilo, una maestra fa capolino e gli comunica allegramente che la serata dei genitori è soltanto la prossima settimana.
Forse è arrivato il momento che Mamma metta da parte l'illusione di imparare il tedesco sul campo e si metta a studiare la lingua.
Forse però, eh?
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