Tra le 00.30 e le 6.20 il pupo ha pianto ogni mezz'ora.
In un pausa nanna, MAcco ha fatto un brutto sogno.
In un'altra ha fatto la pipì.
In un terza Dede ha deciso che "non è giusto che ti sei sdraiata solo con Macco, ora di sdrai pure con me"
Alle 6.20 ho lasciato l'urlatore al padre, che dormiva in un'altra stanza, in qualche mi ha riposto contrariato "Veramente sarei andato avanti a dormire ancora un po'"
E niente.
Questo è un post anticoncezionale.
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venerdì 9 dicembre 2016
sabato 12 novembre 2016
Chiudi la porta
Ore 7 di una mattina di festa.
Qualcuno grufola e lalleggia allegramente.
"Brontolo... è il tuo turno stamattina..."
"Sgrunf, ok..."
"Quando vai di là chiudi la porta!"dico.
Brontolo esce.
"La porta! Vabè… bambini, chi vuole dormire resta qui, altrimenti andate di là e chiudete", dico agli ospiti molesti del lettone.
"Io vado" dice Dede. Esce e chiude.
"Mamma! Ma perchè ieri sera..."
"No Macco, se vuoi rimanere qui, dormi con me. Altrimenti esci e chiudi"
"Non ho più sonno"
"Allora vai e chiudi."
"Di là?"
"Si. Chiudi la porta"
Esce.
...
"CHIUDIII!"
"Eeehhhh, che esagerata che sei!"
Funziona così per tutte.
Il bello è che le isteriche, poi, risultiamo sempre noi.
domenica 16 ottobre 2016
Il sogno
Domenica mattina, sul lettone.
-Ehi bimbi buongiorno!-
-Ciao! Ti abbiamo svegliato noi o eri già sveglia?-
-No ero sveglia, però per fortuna ho dormito un po' stanotte, tanto che ho pure fatto un sogno-
-E cosa hai sognato? Raccontacelo-
-Allora, c'era una parata e Brad Pitt diceva ad Angiolina Jolie che sei mesi di separazione non potevano rovinare dieci anni d'amore e le chiedeva perdono. E lei piangeva commossa e si abbracciavano!-
Silenzio.
-Mamma non ho capito una parola di quello che hai detto...-
In effetti ha ragione. Rido: -Allora. Ci sono questi due signori che si sono lasciati dopo tanti anni, ma nel mio sogno invece tornavano insieme perchè si amano ancora e superavano ogni difficoltà...-
-Ah. Vabè. Io invece ho fatto un sogno bellissimo! Ho sognato che c'era Pikatchu che imparava a fare due scoregge laser insieme!- dice Dede.
-Nooo! Bellissimo! Racconta!- grida Macco mettendosi in ginocchio sul letto.
Mi aspettano anni di profonda incomprensione, già lo so...
-Ehi bimbi buongiorno!-
-Ciao! Ti abbiamo svegliato noi o eri già sveglia?-
-No ero sveglia, però per fortuna ho dormito un po' stanotte, tanto che ho pure fatto un sogno-
-E cosa hai sognato? Raccontacelo-
-Allora, c'era una parata e Brad Pitt diceva ad Angiolina Jolie che sei mesi di separazione non potevano rovinare dieci anni d'amore e le chiedeva perdono. E lei piangeva commossa e si abbracciavano!-
Silenzio.
-Mamma non ho capito una parola di quello che hai detto...-
In effetti ha ragione. Rido: -Allora. Ci sono questi due signori che si sono lasciati dopo tanti anni, ma nel mio sogno invece tornavano insieme perchè si amano ancora e superavano ogni difficoltà...-
-Ah. Vabè. Io invece ho fatto un sogno bellissimo! Ho sognato che c'era Pikatchu che imparava a fare due scoregge laser insieme!- dice Dede.
-Nooo! Bellissimo! Racconta!- grida Macco mettendosi in ginocchio sul letto.
Mi aspettano anni di profonda incomprensione, già lo so...
martedì 11 ottobre 2016
Autostrada
23.30: -Buonanotte mondo-
1.35: -Nghe? Ueeeee!-
2.10: -Mamma io dormo con voi-
3.00: -Macco torna nel tuo letto amore, ci andiamo insieme vuoi?-
3.50: -Nghe? Uaaaaa!-
5.10: -Nghe? Ueeeee!-
6.20: -Nghe? Uaaaaa!-
6.35: -Mamma io ri-dormo qui con voi-
7.10: -Ra io mi alzo. Tu dormi ancora un po'?-
7.40: -E' ora di alzarsi! Devi preparare la colazione ai bimbi-
… TI ricordi quando pensavi "Non vedo l'ora di diventar grande, così posso dormire quando mi pare e quanto mi pare?"
1.35: -Nghe? Ueeeee!-
2.10: -Mamma io dormo con voi-
3.00: -Macco torna nel tuo letto amore, ci andiamo insieme vuoi?-
3.50: -Nghe? Uaaaaa!-
5.10: -Nghe? Ueeeee!-
6.20: -Nghe? Uaaaaa!-
6.35: -Mamma io ri-dormo qui con voi-
7.10: -Ra io mi alzo. Tu dormi ancora un po'?-
7.40: -E' ora di alzarsi! Devi preparare la colazione ai bimbi-
… TI ricordi quando pensavi "Non vedo l'ora di diventar grande, così posso dormire quando mi pare e quanto mi pare?"
lunedì 11 luglio 2016
La pennichella
Ore 14.15, giaccio sul lettone col pupo addosso che se la dorme.
"Tesoro stanotte il fratellino mi ha sempre tenuta sveglia. Per favore lasciami dormire un po' ok?"
"Ok ma io cosa faccio?"
"I compiti e lavi i denti"
"Uffa…"
Ore 14.30
"Mamma ho finito i compiti! Ora vado a lavare i denti"
Ore 14.35, zompa sul letto rimbalzando ripetutamente.
"Ma perché mi svegli di continuo?" mi lamento inerme.
"Perché ho fatto tutto e adesso non so cosa fare. Voglio stare qui con te"
"D'accordo stai qui ma in silenzio così posso dormire, va bene?"
Ore 14.40
Si alza e si sdraia, si gira e rigira, mi dà piccoli calci e manate accidentali.
"Dede basta! Se non la finisci faccio come la nonna che ci tirava le ciabatte in testa!"
Perché se ricordo bene era un metodo che funzionava...
Ore 14.45
Se ne va saltando giù dal letto e rimbalzando ancora.
Biascico ubriaca di sonno, imploro pietà.
Ore 15.00
"Ehi, pssst, mamma! Io devo andare in bagno! Ma tu puoi venire a farmi il bidet pure dopo ok? Così puoi continuare a dormire! Ciao!"
Ciao, si, grazie. Com'è umano lui...
"Tesoro stanotte il fratellino mi ha sempre tenuta sveglia. Per favore lasciami dormire un po' ok?"
"Ok ma io cosa faccio?"
"I compiti e lavi i denti"
"Uffa…"
Ore 14.30
"Mamma ho finito i compiti! Ora vado a lavare i denti"
Ore 14.35, zompa sul letto rimbalzando ripetutamente.
"Ma perché mi svegli di continuo?" mi lamento inerme.
"Perché ho fatto tutto e adesso non so cosa fare. Voglio stare qui con te"
"D'accordo stai qui ma in silenzio così posso dormire, va bene?"
Ore 14.40
Si alza e si sdraia, si gira e rigira, mi dà piccoli calci e manate accidentali.
"Dede basta! Se non la finisci faccio come la nonna che ci tirava le ciabatte in testa!"
Perché se ricordo bene era un metodo che funzionava...
Ore 14.45
Se ne va saltando giù dal letto e rimbalzando ancora.
Biascico ubriaca di sonno, imploro pietà.
Ore 15.00
"Ehi, pssst, mamma! Io devo andare in bagno! Ma tu puoi venire a farmi il bidet pure dopo ok? Così puoi continuare a dormire! Ciao!"
Ciao, si, grazie. Com'è umano lui...
sabato 23 gennaio 2016
Un thriller
"La casa si snodava in decine di stanze, molte delle quali si affacciavano su un lungo corridoio. Stava iniziando la notte e noi ospiti dell'appartamento eravamo quasi pronti per andare a dormire. Soprattutto i bambini.
Provai ad accendere la luce della nostra camera ma sembrava fulminata. Anche l'altro interruttore funzionava a vuoto, e rimanemmo in un buio inquietante, rischiarato appena da un rossastro baluginare delle lampadine che non volevano accendersi.
Anche il corridoio era immerso nel buio, e tornando in quella stanza opprimente mi resi conto che non sapevo più dove fosse finita mia figlia.
Un vociare diffuso sempre più agitato mi fece realizzare che era inutile cercare la luce in altre stanze.
E poi arrivò lui, comparso quasi dal nulla nel corridoio, con un mantello nero lungo fino alle caviglie e i capelli lucidi. Il suo pallore era l'unica cosa che lo faceva distinguere in quella penombra soffocante, e non riuscivo a smettere di guardarlo, alto e magro come Dracula, con il cuore terrorizzato e la voce che non riusciva più a chiamare il nome di mia figlia.
Uscire, dovevamo solo uscire!
Sentii la sua voce di bimba poco distante e pensai a come scappare trascinandola per mano, mentre attorno a noi aumentava il panico. Ma le porte erano sprangate: eravamo in trappola.
Probabilmente ne sarebbe uscito solo uno vivo, alla fine del gioco.
Lo sapevo perfettamente, ma non mi importava per me: ero solo disperata per la mia bambina…"
Provai ad accendere la luce della nostra camera ma sembrava fulminata. Anche l'altro interruttore funzionava a vuoto, e rimanemmo in un buio inquietante, rischiarato appena da un rossastro baluginare delle lampadine che non volevano accendersi.
Anche il corridoio era immerso nel buio, e tornando in quella stanza opprimente mi resi conto che non sapevo più dove fosse finita mia figlia.
Un vociare diffuso sempre più agitato mi fece realizzare che era inutile cercare la luce in altre stanze.
E poi arrivò lui, comparso quasi dal nulla nel corridoio, con un mantello nero lungo fino alle caviglie e i capelli lucidi. Il suo pallore era l'unica cosa che lo faceva distinguere in quella penombra soffocante, e non riuscivo a smettere di guardarlo, alto e magro come Dracula, con il cuore terrorizzato e la voce che non riusciva più a chiamare il nome di mia figlia.
Uscire, dovevamo solo uscire!
Sentii la sua voce di bimba poco distante e pensai a come scappare trascinandola per mano, mentre attorno a noi aumentava il panico. Ma le porte erano sprangate: eravamo in trappola.
Probabilmente ne sarebbe uscito solo uno vivo, alla fine del gioco.
Lo sapevo perfettamente, ma non mi importava per me: ero solo disperata per la mia bambina…"
mercoledì 25 novembre 2015
La figlia dell'Orco
L'Orco è un bell'uomo tedesco che abita dall'altra parte del pianerottolo dei brambillen.
Anzi, in realtà non è bello.
E no, forse non è nemmeno un uomo.
Dunque l'Orco è un Tedesco che abita di fronte ai brambillen, dalle sembianze umane sotto la folta peluria. Come fa a sapere Mamma della sua peluria è presto detto, visto che il soggetto vive in pantaloncini e ciabatte ogni giorno dell'anno.
E capita a volte che sia sul pianerottolo solo in mutande, tanto per cambiare abbigliamento.
Dunque Mamma conosce ogni piega della ciccia della sua pancia, ogni ciuffo di pelo selvatico che spunta sulla sua schiena, oltre che i suoi glaciali occhi celesti che a volte brillano di (poca) intelligenza sotto i sopracciglioni neri.
Un puzzo malefico di cadaveri ammuffiti esce dalla sua casa, contribuendo alla leggenda.
Dopo mesi di paura da parte di Mamma -che voleva trasferirsi altrove nel timore che potesse introdursi in casa loro e sbranarli nel sonno- Brontolo aveva appurato che il soggetto non era pericoloso: "Se vedi sua moglie, capirai tutto", gli aveva detto l'amministratore tranquillizzandolo. E una volta vista l'Orchessa, i brambillen avevano capito.
La figlia dell'Orco è invece una splendida bambina, discreta e gentile, anche se quando parla Mamma non capisce una parola.
"Parla dialetto, parla velocissima" la consola Brontolo traducendo per lei.
Martedi sera entra in casa brambillen con il pigiama e le ciabatte-tigre di peluche, e si guarda intorno con gli occhioni spaesati. Mamma le offre tutta l'ospitalità di cui è capace, poi ricorda che i bambini crucchi vanno a letto presto: "Vanessa quando sei stanca puoi sdraiarti qui da noi e dormire, finchè non va via il dottore" le dice verso le 21.30.
La bambina sorride e ringrazia, spiegando che non è ancora stanca.
Dopo quasi un'ora Mamma manda Brontolo a chiedere ai vicini se hanno bisogno di aiuto, ma non c'è più nessuno in casa.
"Siamo in ospedale in attesa di fare le lastre", spiega l'Orco per telefono dopo svariate chiamate senza risposta.
E così Vanessa inizia ad accusare stanchezza.
"Io andrei a dormire allora. Posso andare a casa mia a prendere la cartella?" chiede senza che Mamma ne capisca mezza.
Torna dopo poco con tutti i vestiti per l'indomani, la cartella e le scarpe.
"Posso dormire qui?" Mamma annuisce sorridendo e le prepara il letto.
"Domani devo svegliarmi alle 6" conclude allegra la bambina, "entro alla seconda ora!" Mamma smette di sorridere.
Il bello dei Tedeschi è che quando hanno bisogno di aiuto te lo chiedono, non si fanno troppi problemi.
Sono gli orari in cui suona la loro dannatissima sveglia, che andrebbero costituzionalmente rivisti...
Anzi, in realtà non è bello.
E no, forse non è nemmeno un uomo.
Dunque l'Orco è un Tedesco che abita di fronte ai brambillen, dalle sembianze umane sotto la folta peluria. Come fa a sapere Mamma della sua peluria è presto detto, visto che il soggetto vive in pantaloncini e ciabatte ogni giorno dell'anno.
E capita a volte che sia sul pianerottolo solo in mutande, tanto per cambiare abbigliamento.
Dunque Mamma conosce ogni piega della ciccia della sua pancia, ogni ciuffo di pelo selvatico che spunta sulla sua schiena, oltre che i suoi glaciali occhi celesti che a volte brillano di (poca) intelligenza sotto i sopracciglioni neri.
Un puzzo malefico di cadaveri ammuffiti esce dalla sua casa, contribuendo alla leggenda.
Dopo mesi di paura da parte di Mamma -che voleva trasferirsi altrove nel timore che potesse introdursi in casa loro e sbranarli nel sonno- Brontolo aveva appurato che il soggetto non era pericoloso: "Se vedi sua moglie, capirai tutto", gli aveva detto l'amministratore tranquillizzandolo. E una volta vista l'Orchessa, i brambillen avevano capito.
La figlia dell'Orco è invece una splendida bambina, discreta e gentile, anche se quando parla Mamma non capisce una parola.
"Parla dialetto, parla velocissima" la consola Brontolo traducendo per lei.
Martedi sera entra in casa brambillen con il pigiama e le ciabatte-tigre di peluche, e si guarda intorno con gli occhioni spaesati. Mamma le offre tutta l'ospitalità di cui è capace, poi ricorda che i bambini crucchi vanno a letto presto: "Vanessa quando sei stanca puoi sdraiarti qui da noi e dormire, finchè non va via il dottore" le dice verso le 21.30.
La bambina sorride e ringrazia, spiegando che non è ancora stanca.
Dopo quasi un'ora Mamma manda Brontolo a chiedere ai vicini se hanno bisogno di aiuto, ma non c'è più nessuno in casa.
"Siamo in ospedale in attesa di fare le lastre", spiega l'Orco per telefono dopo svariate chiamate senza risposta.
E così Vanessa inizia ad accusare stanchezza.
"Io andrei a dormire allora. Posso andare a casa mia a prendere la cartella?" chiede senza che Mamma ne capisca mezza.
Torna dopo poco con tutti i vestiti per l'indomani, la cartella e le scarpe.
"Posso dormire qui?" Mamma annuisce sorridendo e le prepara il letto.
"Domani devo svegliarmi alle 6" conclude allegra la bambina, "entro alla seconda ora!" Mamma smette di sorridere.
Il bello dei Tedeschi è che quando hanno bisogno di aiuto te lo chiedono, non si fanno troppi problemi.
Sono gli orari in cui suona la loro dannatissima sveglia, che andrebbero costituzionalmente rivisti...
giovedì 11 giugno 2015
Interpretazione dei sogni
"Lo sai perchè sono venuto a dormire nel tuo letto stamattina? Perchè ho fatto un brutto sogno…"
"Davvero? E che cosa avevi sognato amore? Te lo ricordi?"
E' importantissima l'interpretazione dei sogni: attraverso i sogni il nostro inconscio ci parla, e soprattutto nel caso dei bambini potrebbe svelarci le cose che nascondono, che non li fanno stare sereni e che hanno bisogno di esternare.
E poi diciamocelo chiaramente: un bambino la cui massima aspirazione è esalare il suo ultimo respiro abbracciato allo scheletro della madre, qualcosina da analizzare ce l'avrebbe pure…
"Dimmi Dede, raccontami il sogno brutto"
"Eh… era proprio brutto" dice lui concitato.
"Te lo ricordi ancora vero?" chiede lei con un velo di ansia nella voce.
"Si, si, ecco. C'eri tu…"
"Ecco. Le madri sono sempre la rovina dei figli maschi… lo sapevo che era colpa mia"
"C'eri tu mamma e poi… e poi…"
"E poi? Cosa facevo? Eh amore?" incalza lei ma senza pressarlo troppo.
"Eh… tu finivi di guardare Star Wars senza di noi! E vedevi anche la puntata in cui Anakin diventava Darth Vader e io me lo perdevo! Non si fa così mamma!"
…
"Terribile Dede, davvero terribile"
Questa donna deve essere davvero snaturata per segnare in tal modo l'inconscio del proprio figlio...
"Davvero? E che cosa avevi sognato amore? Te lo ricordi?"
E' importantissima l'interpretazione dei sogni: attraverso i sogni il nostro inconscio ci parla, e soprattutto nel caso dei bambini potrebbe svelarci le cose che nascondono, che non li fanno stare sereni e che hanno bisogno di esternare.
E poi diciamocelo chiaramente: un bambino la cui massima aspirazione è esalare il suo ultimo respiro abbracciato allo scheletro della madre, qualcosina da analizzare ce l'avrebbe pure…
"Dimmi Dede, raccontami il sogno brutto"
"Eh… era proprio brutto" dice lui concitato.
"Te lo ricordi ancora vero?" chiede lei con un velo di ansia nella voce.
"Si, si, ecco. C'eri tu…"
"Ecco. Le madri sono sempre la rovina dei figli maschi… lo sapevo che era colpa mia"
"C'eri tu mamma e poi… e poi…"
"E poi? Cosa facevo? Eh amore?" incalza lei ma senza pressarlo troppo.
"Eh… tu finivi di guardare Star Wars senza di noi! E vedevi anche la puntata in cui Anakin diventava Darth Vader e io me lo perdevo! Non si fa così mamma!"
…
"Terribile Dede, davvero terribile"
Questa donna deve essere davvero snaturata per segnare in tal modo l'inconscio del proprio figlio...
lunedì 20 aprile 2015
Il miraggio del sonno domenicale
"Dede! Sono le 8 devi alzarti, c'è scuola oggi!"
…
"Dai amore che diventa tardi"
…
"Senti piccolo ghiro, se avevi tutto questo sonno potevi dormire ieri, che era domenica, oppure sabato anziché alzarti alle 7 in punto"
"Yahwn…"
"Anzi, per favore spiegami perchè sabato e domenica vi svegliate all'alba e durante la settimana siete così dormiglioni!"
"Yumpf… Eh… mamma, perchè il sabato non c'è la scuola"
"Appunto! Quindi puoi dormire di più! E io pure, se devo dirla tutta…"
"Ma il sabato posso stare a casa a giocare, e se mi sveglio presto ho più tempo per godermi la giornata, no?"
Mistero svelato.
Amici miei, se ragionano tutti così non c'è davvero speranza…
…
"Dai amore che diventa tardi"
…
"Senti piccolo ghiro, se avevi tutto questo sonno potevi dormire ieri, che era domenica, oppure sabato anziché alzarti alle 7 in punto"
"Yahwn…"
"Anzi, per favore spiegami perchè sabato e domenica vi svegliate all'alba e durante la settimana siete così dormiglioni!"
"Yumpf… Eh… mamma, perchè il sabato non c'è la scuola"
"Appunto! Quindi puoi dormire di più! E io pure, se devo dirla tutta…"
Perché è da quando sono nati che non esiste giorno festivo.
Sono anni che anzi, siamo tutti vittime di una beffa, come se si divertissero un mondo a prendersi gioco delle nostre occhiaie.
Perché questi piccoli insonni hanno le antenne per le mattine di festa fin da quando non sapevano nemmeno tenere il conto dei giorni, e fin da allora ti domandi perchè siano così selettivamente mattinieri, così puntualmente rompiscatole... così scientificamente sadici!
Mistero svelato.
Amici miei, se ragionano tutti così non c'è davvero speranza…
venerdì 13 marzo 2015
Parliamo?
Ore 6.20, Mamma ronfa con la bolla al naso. Qualcuno la scuote dal suo torpore:
"Ehi mamma! Devo fare la pipì" e scappa in bagno.
Ore 6.22, Mamma ha accettato la notizia precedente e sta perdendosi nuovamente nei suoi sogni. Qualcuno torna e la scuote fisicamente:
"Ehi mamma! Devo fare anche la cacca" e scappa di nuovo.
Ore 12.30, all'uscita della scuola Mamma chiede come sia andata.
"Eh mamma, credimi non ho voglia di parlarne. Tanto non abbiamo fatto niente e non è successo niente, e poi questo argomento mi annoia proprio!"
C'è ancora qualcosa da limare in questo sistema di comunicazioni, ma poco importa: fortunatamente le informazioni fondamentali vengono sempre fornite al momento giusto…
"Ehi mamma! Devo fare la pipì" e scappa in bagno.
Ore 6.22, Mamma ha accettato la notizia precedente e sta perdendosi nuovamente nei suoi sogni. Qualcuno torna e la scuote fisicamente:
"Ehi mamma! Devo fare anche la cacca" e scappa di nuovo.
Ore 12.30, all'uscita della scuola Mamma chiede come sia andata.
"Eh mamma, credimi non ho voglia di parlarne. Tanto non abbiamo fatto niente e non è successo niente, e poi questo argomento mi annoia proprio!"
C'è ancora qualcosa da limare in questo sistema di comunicazioni, ma poco importa: fortunatamente le informazioni fondamentali vengono sempre fornite al momento giusto…
lunedì 23 dicembre 2013
Il suono
Piripipì!
"Uh? Cos...? Com...?"
"Zzz..."
"Brontolo! cos'è stato quel suono?"
"Zzz... eh?"
"Non hai sentito? Un suono di cellulare, ma non è nessuno dei nostri!"
"Ah... si... boh... dormi"
Sono le 6 in punto, e uno strano suono di cellulare ha svegliato Mamma bruscamente.
Dormire? E se è stato l'orco che è entrato in casa per liberarsi dei molesti vicini?
E se adesso è nella camera dei bambini? E se poi viene da loro e si sono giusto riaddormentati? Quasi quasi si alza e va a controllare, anche se no, non può essere l'orco, c'è silenzio in casa e l'avrebbe sentito buttar giù la porta... oltre al fatto che sono a Milano e l'orco non può averli seguiti fin lì.
Mamma si riaddormenta con fatica, e un'oretta dopo Dede sguiscia nel lettone ponendo fine al sonno mattutino (bel primo giorno di vacanza).
Decine di minuti dopo, mentre rifanno il letto:
"Brontolo, ma cos'era quel messaggio stamattina?"
"Eh... non lo so" risponde lui vago e senza guardarla negli occhi.
"Era come una notifica di qualche gioco. Non è che i tuoi soldati dell'ultimo giochino ti hanno richiamato alla guerra?"
"No, no..."
"Sei sicuro? Eh? Guarda che se era uno dei tuoi giochi..."
"Ma no!"
"E allora? Cos'era? Mi ero spaventata"
"Ok, te lo dico. Era un mio promemoria"
"Ah! E di cosa? Deve essere di primaria importanza per mettere l'allarme alle 6 di mattina"
"No, niente d'importante. Ho messo l'allarme per ricordarmi di cambiare lo spazzolino da denti. Lo cambio ogni due mesi. Sai? lo dicono i dentisti!"
Ogni due mesi, alle 6 di mattina, Brontolo deve sapere che è ora di cambiare lo spazzolino.
Questi dentisti iniziano ad essere un po' troppo invadenti nella vita di Mamma.
Ma se lo dicono loro...
"Uh? Cos...? Com...?"
"Zzz..."
"Brontolo! cos'è stato quel suono?"
"Zzz... eh?"
"Non hai sentito? Un suono di cellulare, ma non è nessuno dei nostri!"
"Ah... si... boh... dormi"
Sono le 6 in punto, e uno strano suono di cellulare ha svegliato Mamma bruscamente.
Dormire? E se è stato l'orco che è entrato in casa per liberarsi dei molesti vicini?
E se adesso è nella camera dei bambini? E se poi viene da loro e si sono giusto riaddormentati? Quasi quasi si alza e va a controllare, anche se no, non può essere l'orco, c'è silenzio in casa e l'avrebbe sentito buttar giù la porta... oltre al fatto che sono a Milano e l'orco non può averli seguiti fin lì.
Mamma si riaddormenta con fatica, e un'oretta dopo Dede sguiscia nel lettone ponendo fine al sonno mattutino (bel primo giorno di vacanza).
Decine di minuti dopo, mentre rifanno il letto:
"Brontolo, ma cos'era quel messaggio stamattina?"
"Eh... non lo so" risponde lui vago e senza guardarla negli occhi.
"Era come una notifica di qualche gioco. Non è che i tuoi soldati dell'ultimo giochino ti hanno richiamato alla guerra?"
"No, no..."
"Sei sicuro? Eh? Guarda che se era uno dei tuoi giochi..."
"Ma no!"
"E allora? Cos'era? Mi ero spaventata"
"Ok, te lo dico. Era un mio promemoria"
"Ah! E di cosa? Deve essere di primaria importanza per mettere l'allarme alle 6 di mattina"
"No, niente d'importante. Ho messo l'allarme per ricordarmi di cambiare lo spazzolino da denti. Lo cambio ogni due mesi. Sai? lo dicono i dentisti!"
Ogni due mesi, alle 6 di mattina, Brontolo deve sapere che è ora di cambiare lo spazzolino.
Questi dentisti iniziano ad essere un po' troppo invadenti nella vita di Mamma.
Ma se lo dicono loro...
giovedì 28 novembre 2013
Gioca!
Il Mercoledi Mamma va a prendere i pupi dopo pranzo per fare una piccola uscita insieme. Ieri però non è stato possibile uscire, e non tanto per via della temperatura siberiana, quanto piuttosto per l'arrivo del tecnico per la lettura del contatore, tra le 14.30 e le 15.00.
Quando i tre arrivano a casa, trafelati, sono le 14.35.
Incrociano il tecnico sulla porta che se ne sta già andando, dopo aver fatto la lettura di tutti gli altri appartamenti.
"Salve, mi scusi, siamo i brambillen, dell'ultimo pia..."
Lui è già sparito, e l'aspetta davanti alla porta guardandola torvo. Legge il contatore di tutti i termosifoni senza dire una parola, e uscendo la apostrofa con un "Adiòs amigos".
"E adesso giochiamo ai bestioni?" viene subito richiamata al dovere, non appena chiude la porta.
"No tesori miei, coi bestioni da guerra ci giocate col papà. Al massimo io posso giocare ai puffi, anche se oggi preferirei pitturare. Che ne dite, pitturiamo?"
"D'accordo, giochiamo ai puffi!"
Mamma resiste tre minuti, poi vaga con la mente.
"Mamma! Gioca!" la rimprovera il piccolo con tono imperativo.
"Ok, va bene, guardiamo tutti i puffi allora"
"Ma che guardiamo! Mamma ci dobbiamo giocare non guardarli"
"Ah... però sono carini anche da guard..."
"No! Gioca!"
Passano altri tre minuti, ma Mamma non è proprio in vena.Ha mal di testa e le si chiudono le palpebre, e puffo dormiglione sdraiato sul materasso è l'unico che vorrebbe far giocare con lei.
"Mamma, devi giocare di più" la apostrofano irritati i suoi cerberi mentre lei muove puffetta e baby-puffo.
"Volete... per caso... che ne so... guardare i puffi alla tele? Eh?" chiede lei sentendosi misera e meschina.
"No mamma, vogliamo giocare coi puffi!"
Acc...
E poi il computer fa PLIN. Un messaggio.
Chissà chi è. Ma si, dai, un secondo posso guardare. Toh, è Velma! Ora le rispondo...
"Mamma! La vuoi smettere con questo stupido computer? Chiudilo subito, non lo vedi che ti stai già rincretinendo?"
Tutti hanno un momento in cui vorrebbero scappare di casa.
Ecco, per Mamma i tempi sono maturi.
Quando i tre arrivano a casa, trafelati, sono le 14.35.
Incrociano il tecnico sulla porta che se ne sta già andando, dopo aver fatto la lettura di tutti gli altri appartamenti.
"Salve, mi scusi, siamo i brambillen, dell'ultimo pia..."
Lui è già sparito, e l'aspetta davanti alla porta guardandola torvo. Legge il contatore di tutti i termosifoni senza dire una parola, e uscendo la apostrofa con un "Adiòs amigos".
"E adesso giochiamo ai bestioni?" viene subito richiamata al dovere, non appena chiude la porta.
"No tesori miei, coi bestioni da guerra ci giocate col papà. Al massimo io posso giocare ai puffi, anche se oggi preferirei pitturare. Che ne dite, pitturiamo?"
"D'accordo, giochiamo ai puffi!"
Mamma resiste tre minuti, poi vaga con la mente.
"Mamma! Gioca!" la rimprovera il piccolo con tono imperativo.
"Ok, va bene, guardiamo tutti i puffi allora"
"Ma che guardiamo! Mamma ci dobbiamo giocare non guardarli"
"Ah... però sono carini anche da guard..."
"No! Gioca!"
Passano altri tre minuti, ma Mamma non è proprio in vena.Ha mal di testa e le si chiudono le palpebre, e puffo dormiglione sdraiato sul materasso è l'unico che vorrebbe far giocare con lei.
"Mamma, devi giocare di più" la apostrofano irritati i suoi cerberi mentre lei muove puffetta e baby-puffo.
"Volete... per caso... che ne so... guardare i puffi alla tele? Eh?" chiede lei sentendosi misera e meschina.
"No mamma, vogliamo giocare coi puffi!"
Acc...
E poi il computer fa PLIN. Un messaggio.
Chissà chi è. Ma si, dai, un secondo posso guardare. Toh, è Velma! Ora le rispondo...
"Mamma! La vuoi smettere con questo stupido computer? Chiudilo subito, non lo vedi che ti stai già rincretinendo?"
Tutti hanno un momento in cui vorrebbero scappare di casa.
Ecco, per Mamma i tempi sono maturi.
martedì 19 novembre 2013
All'alba
Le notti in casa brambillen sono ancora movimentate: verso le 3 qualcuno lamenta una grande nostalgia della mamma, e prima dell'alba qualcun altro sgattaiola sotto il piumone dei genitori, scoprendo poi tutti quanti verso le 6, quando gli viene troppo caldo per restare coperto.
Mamma si trascina di qua e di là, come ai bei tempi delle poppate, e la mattina sembra fresca come una rosa grazie al nuovo correttore per occhiaie che ha trovato al supermercato.
Ultimamente però ha iniziato ad abbandonare il campo: vieni nel mio letto? ok, allora io vado nel tuo.
Non tiratele in ballo la tata per piacere, perchè quella dorme sonni beati da svariati anni, e non può capire, non può proprio capire.
E così quando iniziano le manovre di scoperchiamento dalle coperte, lei si infila nel letto di Dede e va avanti a dormire fino al risveglio di Macco, che generalmente avviene non troppo tempo dopo.
Infatti sabato mattina Macco si svegliava alle 7, mentre gli abitanti del lettone si alzavano pigramente alle 9.
"Stavolta non mi freghi caro Brontolo", gli ha detto Mamma coricandosi la sera: "Quando arriva Dede tu vai nel suo letto, e io resto con Dede fino alle 9"
Detto fatto.
Ore 7.38 di domenica mattina.
"Mamma? Mamma! Quando moriremo?" le bisbiglia Dede nell'orecchio.
(Ah, ecco. Un semplice "devo fare la pipì" non bastava)
Chiaramente devi rispondere ad una domanda così, che cavolo, mica puoi solo mugugnare.
E già che ci sei, ci infili pure dentro della filosofia spicciola, così, tanto per non aver reso il risveglio vano.
Soddisfatta la curiosità del bambino, Mamma chiude di nuovo gli occhi.
"Mamma? ti racconto la favola del bosco del tuc tuc?"
"Sgrung? mmh mmh"
"C'era una volta.... e bla bla bla..." per altri cinque o sei minuti buoni sottratti a Morfeo.
"Bravo... ora dormiamo ancora un po' vero?"
"Perchè? è giorno, vuoi fare la pigrona?"
"Mmh mmh"
"Mamma? Mamma!"
"Dimmi Dede..."
"Come si scrive mmh mmh?"
PS
Grazie alla puntualità scientifica della legge di Murphy, Macco si è svegliato oltre un'ora dopo, e Brontolo con lui sbadigliando a trentadue denti.
Ma questo lo immaginavamo già tutti, vero?
Mamma si trascina di qua e di là, come ai bei tempi delle poppate, e la mattina sembra fresca come una rosa grazie al nuovo correttore per occhiaie che ha trovato al supermercato.
Ultimamente però ha iniziato ad abbandonare il campo: vieni nel mio letto? ok, allora io vado nel tuo.
Non tiratele in ballo la tata per piacere, perchè quella dorme sonni beati da svariati anni, e non può capire, non può proprio capire.
E così quando iniziano le manovre di scoperchiamento dalle coperte, lei si infila nel letto di Dede e va avanti a dormire fino al risveglio di Macco, che generalmente avviene non troppo tempo dopo.
Infatti sabato mattina Macco si svegliava alle 7, mentre gli abitanti del lettone si alzavano pigramente alle 9.
"Stavolta non mi freghi caro Brontolo", gli ha detto Mamma coricandosi la sera: "Quando arriva Dede tu vai nel suo letto, e io resto con Dede fino alle 9"
Detto fatto.
Ore 7.38 di domenica mattina.
"Mamma? Mamma! Quando moriremo?" le bisbiglia Dede nell'orecchio.
(Ah, ecco. Un semplice "devo fare la pipì" non bastava)
Chiaramente devi rispondere ad una domanda così, che cavolo, mica puoi solo mugugnare.
E già che ci sei, ci infili pure dentro della filosofia spicciola, così, tanto per non aver reso il risveglio vano.
Soddisfatta la curiosità del bambino, Mamma chiude di nuovo gli occhi.
"Mamma? ti racconto la favola del bosco del tuc tuc?"
"Sgrung? mmh mmh"
"C'era una volta.... e bla bla bla..." per altri cinque o sei minuti buoni sottratti a Morfeo.
"Bravo... ora dormiamo ancora un po' vero?"
"Perchè? è giorno, vuoi fare la pigrona?"
"Mmh mmh"
"Mamma? Mamma!"
"Dimmi Dede..."
"Come si scrive mmh mmh?"
PS
Grazie alla puntualità scientifica della legge di Murphy, Macco si è svegliato oltre un'ora dopo, e Brontolo con lui sbadigliando a trentadue denti.
Ma questo lo immaginavamo già tutti, vero?
giovedì 24 ottobre 2013
Ho detto a letto!
"Due minuti sdraiata con te e due con tuo fratello, ok?"
Le ultime parole famose: dopo quaranta minuti Mamma è ancora in camera loro, sfinita, innervosita, logora.
Non è capace, è inutile, è un fallimento continuo.
A qualsiasi ora vadano a letto, il tormento si protrae comunque fino a notte fonda e considerando che vengono messi a letto attorno alle 20.30, questo stillicidio non è altro che la prova della sua inettitudine.
Non è capace, è inutile.
Create un rito, dicono quelli dei libri.
E l'hanno creato, 'sto rito: il latte, i denti, la favola, le coccole.
Non lasciateli subito, continuano quelli, accompagnateli nel rilassamento notturno.
E Mamma li accompagna, accidenti, e potrebbero arrivare addirittura a Stoccarda in tutto quel tempo.
Il bacino, la coccola, la canzone, l'acqua, la pipì, la ri-coccola, la favola, la paura dei sogni brutti... ci sono tutte, e ogni mamma ci riconoscerà i suoi figli.
In teoria.
Perchè poi nella pratica ogni madre interpellata da Mamma è libera dopo dieci minuti, mentre lei, la fessa che legge certi libri, è ancora lì ad accarezzare, coccolare, dissetare e consolare.
Con lo stomaco che si rode di acido isterico, fino ad arrivare all'esplosione dell'urlo finale.
Liberatorio ma anche doloroso per le corde vocali.
Mamma è davvero stufa di questa storia, ma non è capace di ribellarsi in maniera risolutiva.
(Inutile, debole e smidollata donnetta!)
La prossima volta proverà ad accompagnarli nel rilassamento notturno fino a Francoforte.
Sperando che quella famosa Signorina Rottermeier sia ancora là, ad elargire la vera Educazione. A loro, bestiacce, ma soprattutto a lei.
lunedì 30 settembre 2013
Bello dormire?
Questa voce nella notte è di qualcuno che conosco... e forse la mamma chiamata dovrei essere proprio io...
I bimbi hanno ricominciato l'asilo, e di conseguenza Mamma ha ricominciato a passar notti insonni, suo malgrado.
Una volta è la pipì addosso, poi è l'acqua; ora fa freddo, poi un sogno brutto.
Dopo una settimana di spola lettone-lettini, Mamma è devastata fisicamente. Forse è per questo che i figli andrebbero fatti a 20 anni.
Buffo come da un anno all'altro sembra che non si facciano mai passi avanti: siamo sempre qui, avanti e indietro per il corridoio buio, con un piccolo che si sveglia e piange e un altro che ti sgattaiola addosso, impedendoti di dormire ancora con la sua scomposta invadenza.
Mamma è raffreddata, ha mal di gola e mal di spalla, e un nuovo risveglio all'alba dopo poche ore di sonno e nemmeno di filato, è inaffrontabile. Per fortuna Brontolo è già al pc, in piena crisi di astinenza post-noctem da Quiz Cross, così Mamma torna a letto.
"Mamma, dommi?"
Mamma bofonchia un si e si gira dall'altra parte.
Dopo un tempo indefinito si apre la porta, e arriva una carezza e un bacino. Mamma ringrazia alla cieca il piccolo Romeo e si gira di nuovo dall'altra parte.
Ancora silenzio, e poi qualcuno si infila nel letto "Mamma è giorno? Ci alziamo?"
"Vai tu Dede, c'è già papà di là"
Mamma riprende a dipingere la cappella Sistina da dove l'aveva lasciata (perchè in quella fase onirica che precede l'addormentamento, questa volta, si è messa a fare qualcosina di grazioso), e prova a dormire ancora.
Ma due paia di occhi la fissano nella penombra, ridacchiano e spariscono allegri.
Sono le 9 quando si alza, e non perchè abbia finito di dormire ma perchè ha finito la speranza di poterlo fare.
Va in bagno e mette avanti una lavatrice, apre le finestre in camera ed entra in cucina.
Sbuccia e sistema in frigo il cocco rimasto in giro dalla sera prima e fa capolino in sala: i tre sono sul divano, e giocano machescamente con il tablet. Sono le 9.10 e le serrande sono ancora abbassate, con la tavola apparecchiata per metà.
"Mamma! Ti sei svegliata!" festeggiano i piccoli.
"Hai dormito, eh?" dice Brontolo fra una curva a gomito e un tornante in salita.
"Mamma adesso ci prepari la colazione!"
Mamma tace.
"Bello dormire fino a tardi, eh?" continua lui.
Mamma si butta a sedere come un sacco di iuta pieno di sabbia. Li guarda muta e non muove un dito: se è riuscita a delegare la fine dell'affresco a qualcun altro, forse anche tutto il resto può procedere senza di lei.
E ora si che la domenica può avere inizio!
I bimbi hanno ricominciato l'asilo, e di conseguenza Mamma ha ricominciato a passar notti insonni, suo malgrado.
Una volta è la pipì addosso, poi è l'acqua; ora fa freddo, poi un sogno brutto.
Dopo una settimana di spola lettone-lettini, Mamma è devastata fisicamente. Forse è per questo che i figli andrebbero fatti a 20 anni.
Buffo come da un anno all'altro sembra che non si facciano mai passi avanti: siamo sempre qui, avanti e indietro per il corridoio buio, con un piccolo che si sveglia e piange e un altro che ti sgattaiola addosso, impedendoti di dormire ancora con la sua scomposta invadenza.
Mamma è raffreddata, ha mal di gola e mal di spalla, e un nuovo risveglio all'alba dopo poche ore di sonno e nemmeno di filato, è inaffrontabile. Per fortuna Brontolo è già al pc, in piena crisi di astinenza post-noctem da Quiz Cross, così Mamma torna a letto.
"Mamma, dommi?"
Mamma bofonchia un si e si gira dall'altra parte.
Dopo un tempo indefinito si apre la porta, e arriva una carezza e un bacino. Mamma ringrazia alla cieca il piccolo Romeo e si gira di nuovo dall'altra parte.
Ancora silenzio, e poi qualcuno si infila nel letto "Mamma è giorno? Ci alziamo?"
"Vai tu Dede, c'è già papà di là"
Mamma riprende a dipingere la cappella Sistina da dove l'aveva lasciata (perchè in quella fase onirica che precede l'addormentamento, questa volta, si è messa a fare qualcosina di grazioso), e prova a dormire ancora.
Ma due paia di occhi la fissano nella penombra, ridacchiano e spariscono allegri.
Sono le 9 quando si alza, e non perchè abbia finito di dormire ma perchè ha finito la speranza di poterlo fare.
Va in bagno e mette avanti una lavatrice, apre le finestre in camera ed entra in cucina.
Sbuccia e sistema in frigo il cocco rimasto in giro dalla sera prima e fa capolino in sala: i tre sono sul divano, e giocano machescamente con il tablet. Sono le 9.10 e le serrande sono ancora abbassate, con la tavola apparecchiata per metà.
"Mamma! Ti sei svegliata!" festeggiano i piccoli.
"Hai dormito, eh?" dice Brontolo fra una curva a gomito e un tornante in salita.
"Mamma adesso ci prepari la colazione!"
Mamma tace.
"Bello dormire fino a tardi, eh?" continua lui.
Mamma si butta a sedere come un sacco di iuta pieno di sabbia. Li guarda muta e non muove un dito: se è riuscita a delegare la fine dell'affresco a qualcun altro, forse anche tutto il resto può procedere senza di lei.
E ora si che la domenica può avere inizio!
martedì 23 luglio 2013
Il mistero delle lenzuola bagnate
“Deve aver avuto caldo stanotte, il lenzuolo di Macco
quaggiù è tutto bagnato poverino”
dice Mamma una mattina.
“Deve essergli caduta l’acqua nel sonno, in fondo al letto è
tutto zuppo”
dice Mamma una seconda mattina.
“Ma guarda, questa sembra proprio pipì. Ma chissà com’è
finita qui sotto, Macco non può essere stato! Anche perchè è tutto asciutto e addosso non se la fa più da un pezzo”
e siamo alla terza mattina.
Macco, il bravo Macco, il fantastico Macco che da un giorno
all’altro non ha più voluto il pannolino, di notte non si è più fatto la pipì
addosso.
Perchè così ha promesso, e ogni promessa è debito.
Ce n’è voluto di tempo, ma finalmente una lucina si è
accesa, e Mamma ora ha qualche sospetto sulle sue lenzuola bagnate e sul pigiamino sempre pulito.
Si potrebbe quasi pensare che qualcuno, nottetempo, si alzi in piedi sul lettino e si tiri giù i pantaloni, facendo la pipì lontana lontana senza nemmeno svegliarsi...
giovedì 10 gennaio 2013
La perfezione
Il segreto è quello di tenere ogni indumento da dietro, e strofinare i lembi fra di loro sotto il getto a spruzzo dell'acqua. Così non ti sporchi e pulisci bene tutto prima di lavare per bene.
Questa volta poi Mamma si è fatta furba, e ha usato il lavandino dove c'è il tritarifiuti: una mattinata a sturare tubi dai detriti è più che sufficiente nella vita per non ripetere l'errore.
Si strofina bene tutto, si infila in lavatrice, e voilà, il primo carico è fatto.
Spugna e spruzzino e voilà, il pavimento è pulito.
Macco stanotte ha fatto sguorp e ri-sguorp e triplo sguorp, e alle 3.50, dopo appena mezz'ora di lavori, lei aveva un bimbo pulito e profumato, lenzuola e coperte pulite e profumate e una stanza pulita (no, profumata davvero no...).
Alle 4.30, al secondo episodio, è riuscita perfino a non far sporcare il cucciolo nè le lenzuola (transeat capelli e pigiama di Mamma: la prossima volta non succederà più nemmeno quello, garantito!), e al terzo episodio, alle 5.33, non ha nemmeno dovuto accendere il cervello: le braccia hanno fatto tutto da sole.
Il timore di aver mescolato l'ordine degli eventi l'ha sfiorata per un istante, rischiando di trovare un bambino spiegazzato in lavatrice, delle lenzuola infilate in un pigiamino pulito e un pavimento piegato a metà e strofinato per i lembi, ma al risveglio, un'ora dopo, tutto era fortunatamente regolare.
E' con orgoglio e commozione che Mamma annuncia al mondo che in questo campo, modestamente, si sta avvicinando alla perfezione.
Questa volta poi Mamma si è fatta furba, e ha usato il lavandino dove c'è il tritarifiuti: una mattinata a sturare tubi dai detriti è più che sufficiente nella vita per non ripetere l'errore.
Si strofina bene tutto, si infila in lavatrice, e voilà, il primo carico è fatto.
Spugna e spruzzino e voilà, il pavimento è pulito.
Macco stanotte ha fatto sguorp e ri-sguorp e triplo sguorp, e alle 3.50, dopo appena mezz'ora di lavori, lei aveva un bimbo pulito e profumato, lenzuola e coperte pulite e profumate e una stanza pulita (no, profumata davvero no...).
Alle 4.30, al secondo episodio, è riuscita perfino a non far sporcare il cucciolo nè le lenzuola (transeat capelli e pigiama di Mamma: la prossima volta non succederà più nemmeno quello, garantito!), e al terzo episodio, alle 5.33, non ha nemmeno dovuto accendere il cervello: le braccia hanno fatto tutto da sole.
Il timore di aver mescolato l'ordine degli eventi l'ha sfiorata per un istante, rischiando di trovare un bambino spiegazzato in lavatrice, delle lenzuola infilate in un pigiamino pulito e un pavimento piegato a metà e strofinato per i lembi, ma al risveglio, un'ora dopo, tutto era fortunatamente regolare.
E' con orgoglio e commozione che Mamma annuncia al mondo che in questo campo, modestamente, si sta avvicinando alla perfezione.
venerdì 4 gennaio 2013
Vacanze a Villa Delirio
Nelle vacanze a Villa Delirio Mamma non ha avuto la connessione
a internet: aveva disdetto il suo abbonamento con la certezza che ne avrebbero attivati due in cambio, un po' come i fustini di detersivo della pubblicità, ma è rimasta simpaticamente a bocca asciutta.
Il riassunto è presto fatto:
Il riassunto è presto fatto:
Nelle vacanze a Villa Delirio, Macco ha avuto un po' di febbre.
E passi.
Inoltre non ha dormito più di quaranta minuti di fila perché non era nel suo lettino bello, nella sua bella camera della sua casa di Milano.
E passi.
E' stato sempre sveglio eccetto una notte. In quella notte, lo sfottente, ha russato beatamente senza alcun risveglio, e Mamma può dirlo con totale consapevolezza visto che è stata in piedi con Dede affetto da mal d'orecchi.
Ma passi pure questo.
"Voi avete un concetto particolare del non dormire..." ha addirittura ironizzato Sorilla dopo l'annuncio della terza notte bianca, pensando che Mamma esagerasse e che gonfiasse la realtà. Poi una notte ha dormito nella stanza accanto.
Il giorno dopo si scusava fra lacrime coccodrillesche che le scendevano copiose facendo slalom fra le occhiaie...
Ma passi pure questo.
"Voi avete un concetto particolare del non dormire..." ha addirittura ironizzato Sorilla dopo l'annuncio della terza notte bianca, pensando che Mamma esagerasse e che gonfiasse la realtà. Poi una notte ha dormito nella stanza accanto.
Il giorno dopo si scusava fra lacrime coccodrillesche che le scendevano copiose facendo slalom fra le occhiaie...
Dopo sei notti passate in piedi al freddo o
sdraiata bocconi sul tappeto con la mano di Macco infilata indovinate dove, Mamma
si è ammalata pure lei.
E passi, in fondo è stato un solo giorno di febbre alta e dolorosa, come un ALT imperioso del suo fisico che in alternativa contemplava soltanto la morte neurale.
E passi, in fondo è stato un solo giorno di febbre alta e dolorosa, come un ALT imperioso del suo fisico che in alternativa contemplava soltanto la morte neurale.
Potendo scegliere qualsiasi giorno delle suddette
vacanze, la febbre ha scelto proprio la mattina del 31 Dicembre, svanendo poi la sera del primo Gennaio.
E passi, ok, ma con un certo prurito questa volta, che Mamma si era portata pure le scarpe per andare alla festa.
Le è venuto un feroce mal di denti doppio.
E passi (speriamo presto però).
E passi, ok, ma con un certo prurito questa volta, che Mamma si era portata pure le scarpe per andare alla festa.
Le è venuto un feroce mal di denti doppio.
E passi (speriamo presto però).
Le vacanze a Villa Delirio sono un must, ed il piacere della famiglia intorno e degli amici di sempre da riabbracciare è stato comunque compensatorio di quelle quattro piccole cose andate storte.
Ma che le si continui a chiamare vacanze!
Per favore, la prossima volta aggiorniamo il vocabolario, che Mamma a questo punto si sente un pochino beffata...
giovedì 3 gennaio 2013
Il Tirannosauro
"Mamma, metti T-Lex lì"
"Quale Macco? Questo grosso o quello piccolo?"
"T-Lex glosso glosso. Metti qui vicino al lettino mio"
"Ok. Fatto"
"Glazie mamma. Fà guaddia. Ha i denti lui, modde."
"Bene! E da chi ti fa la guardia?"
"Se alliva fatina nela, la mangia"
"..."
Una ci mette tutti i crismi ad inventarsi le fiabe: le scrive, le rilegge cento volte, se le fa disegnare dalla Scleros, gliele racconta diverse volte e tutte le sere cita la leggenda.
Poi arriva un T-Rex qualsiasi...
E' proprio dura la vita dell'artista incompresa.
(P.S. Buon 2013 a tutti!)
"Quale Macco? Questo grosso o quello piccolo?"
"T-Lex glosso glosso. Metti qui vicino al lettino mio"
"Ok. Fatto"
"Glazie mamma. Fà guaddia. Ha i denti lui, modde."
"Bene! E da chi ti fa la guardia?"
"Se alliva fatina nela, la mangia"
"..."
Una ci mette tutti i crismi ad inventarsi le fiabe: le scrive, le rilegge cento volte, se le fa disegnare dalla Scleros, gliele racconta diverse volte e tutte le sere cita la leggenda.
Poi arriva un T-Rex qualsiasi...
E' proprio dura la vita dell'artista incompresa.
(P.S. Buon 2013 a tutti!)
lunedì 10 dicembre 2012
La bella addormentata
Ieri notte Mamma sognava mostri e si rigirava incessante nel letto per una sensazione di disagio continua.
All'alba ha avuto la splendida idea di alzarsi, e per fortuna perchè ha fatto appena in tempo ad arrivare in bagno.
La gastroenterite ha dato il meglio di sé, e per svariati minuti Mamma è rimasta seduta sulla tazza abbracciata al lavandino, con la testa infilata dentro, sudando freddo dalla testa ai piedi.
Immagine poco romantica, è vero, ma profondamente realistica.
Acciaccata come dopo una ipotetica lezione di spinning si è sdraiata sul divano, e lì è rimasta a giacere a gambe alzate, tremando come una foglia, fino al risveglio del resto della famiglia.
A quel punto ha implorato il riposo, così Brontolo e Dede, sgusciato nottetempo nel lettone, hanno lasciato il talamo e hanno chiuso la porta lasciando il campo alla moribonda.
Dieci minuti e sbarabam! La porta si apre con un: "Rachi come stai?"
Meglio, grazie, ma vorrei proprio dormire.
Dieci minuti e sbarabam! "Vuoi qualcosa da bere?"
Ah, si, grazie. Ma dopo, ora lasciami dormire.
Cinque minuti e sbarabam! (Brontolo ha la dote rara di aprire le porte come se le stesse sbattendo per chiuderle) "Ti ho preparato la tisana"
Ecco, appunto. Grazie...
Dieci minuti e "Mamma possiamo aprire il calendario dell'avvento? Eh? Possiamo?"
Si... Ma adesso vai di là, lasciatemi dormire un po'.
Cinque minuti e "Mamma vojo tatta! Tatta, tatta, bella tatta!"
No amore, meglio di no.
"Si ivvece, mejo di si"
Dieci minuti e sbarabam! con la luce accesa lui cerca le sue calze. In punta di piedi però.
Cinque minuti e "Smack!", un bacino fresco sulla guancia e due piedini leggeri scappano di corsa da dove sono venuti.
Fra una interruzione e l'altra, Mamma è piombata ogni volta in una letargia pesante, piena di immagini e sogni strani, incapace di reagire, con un sottofondo di grida e pianti e urla e poi silenzio.
Finalmente tranquillità.
Sbarabam. "Stanno guardando i dinosauri al computer. Ora stanno buoni. Ma tu che fai, mica vuoi dormire ancora? Sono già le otto e mezza!"
Mamma si è girata dall'altra parte, forse ha grugnito, forse ha piagnucolato, ma di sicuro si è domandata perché, perchè non esistono dinosauri anche per adulti?
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