martedì 3 dicembre 2013

La storia secondo Rachele

Lei lo sapeva che quel giorno sarebbe prima o poi arrivato.
Lo temeva da quando faceva le scuole superiori, e aveva capito che la Storia non era cosa per lei.
Colpa di alcuni insegnanti forse, ma abbiate pazienza: non è che ci può sempre piacere tutto!
"Quando avrò dei figli e mi chiederanno com'è finita la seconda guerra mondiale, che cosa gli racconterò io, che non abbiamo nemmeno finito il programma?" si chiedeva lei alla maturità, perfettamente consapevole che non avrebbe mai e poi mai letto nulla al riguardo, di sua spontanea iniziativa.

Rabbrividite pure, ma tant'è (anche se poi chi ha vinto e chi ha perso l'ha imparato comunque).

E infine il momento temuto è arrivato.
"Mamma, lo sai che quando io, Macco, Fabio e Ale abbiamo sconfitto Napoleone..."
Mamma ride "Dede, e chi è Napoleone?"
"Non lo so mamma, lo ha inventato Fabio"

Lo zio Paio, papà di Fabio, anzichè raccontargli le storie prima di dormire, gli racconta la storia da sempre.
E Mamma lo invidia da morire.
"Tesoro, Napoleone non l'ha inventato Fabio, era un grande generale, sai? Comandava grandissimi eserciti e ha vinto tante guerre, tanto da diventare la persona più potente dei suoi tempi."
"Era davvero molto potente mamma?"
"Tantissimo tesoro, nessuno era più importante di lui", risponde Mamma con una sentenza affatto ardua.
"E quindi sapeva fare anche tante magie? Eh? Per forza se era potente, vero?"
Mamma ride di tenerezza.
"No tesoro, Napoleone non era un mago, era un grande imperatore. Che significa che era un re, ma molto più importante di un semplice re, e aveva conquistato quasi tutta l'Europa"
"Allora mi sa che era un bel maleducato, vero? E poi?"
"Niente, e poi un bel giorno ha fatto una guerra sbagliata, e l'ha persa, e da allora è iniziato il suo declino"
Dopo avergli spiegato cosa fosse il declino, Mamma si dilunga sulla neve e il freddo della Russia.
"I soldati non avevano le giacche a vento belle pesanti e gli scarponi col pelo, e non potevano combattere bene." gli spiega poi. "E infatti avevano così freddo che in tanti morirono, e gli altri piangevano per il freddo come hai fatto tu l'altra volta, ti ricordi?"
"Eh si, bisogna avere il cappello e la sciarpa... Ma mamma, Napoleone cosa faceva mentre i soldati piangevano per il freddo? Giocava a palle di neve? Eh mamma?"

Con un auditorium di questo genere, Mamma ha capito che la Storia può essere molto più facile e divertente di quanto pensasse.
Ma soprattutto ha capito che qualsiasi fesseria vorrà mai raccontargli, sarà comunque un successo.


P.S.
Avete notato lo stupendissimo richiamo letterario nel testo, si?

17 commenti:

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    1. Ti riferisci alle mie conoscenze storiografiche, vero? ;)

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  2. Anch'io ho scoperto il fascino della storia solo da poco tempo. A scuola era la materia più noiosa e poi, come dici tu, il programma si concentrava parecchio su preistoria e romani, ma i fatti più "recenti" si studiavano di corsa gli ultimi giorni dell'anno...
    Comunque....pure Napoleone.....poteva dare ai suoi soldati sciarpa e berretto, no? .-)

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    1. Gi insegnanti e il metodo che adottano sono la chiave di tutto. La mia prof avrebbe reso noioso anche lo Zelig, figurati la storia vista dal lato delle conseguenze economiche per le nazioni! :)

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  3. A me la storia è sempre piaciuta ma non so se riuscirei a trasformarla in storia da nanna!

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    1. Però puoi provarci! loro sono affascinati dalle guerre, le dinastie ecc ecc!

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  4. Io la campagna di Russia l'ho imparata da Guerra e Pace... è quello il richiamo???

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    1. No, però vedo che sei l'unica ad averci provato. :)
      O il mio richiamo è troppo sottile o nessuno ha notato la sottigliezza, ahahah!

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    2. Ai posteri l'ardua sentenza! :-)

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    3. Grande Sfolli! meno male che ci sei tu ;)

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  5. Io odio la storia e sabato presento un libro di storia davanti a un centinaio di persone. Ti assicuro, darei qualsiasi cosa perché il pubblico fosse solo mio figlio!

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  6. Belle le domande di tuo figlio: "...aveva conquistato quasi tutta l'Europa"
    "Allora mi sa che era un bel maleducato, vero?
    Ecco, questa è saggezza!!!!
    E questi generali che giocano mentre gli altri vanno alla guerra....adoro tuo figlio!!!

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    1. :D
      meno male che mi ha fatto divertire lui! pensa che dopo mi sono pure messa a ripassare! ahahha!

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  7. Giacche a vento? Nel 1812? Dubito serissimamente che Zio Paio abbia raccontato che i soldati avevano le giacche a vento! Anche perchè il motivo dei problemi del freddo per i francesi era che i loro indumenti pesanti erano chiusi da... bottoni di zinco! Già, perchè lo zinco, col freddo intenso, diventa fragilissimo e si sbiriciola e così non avevano indumenti idonei. Non è che con bottoni d'osso, come avevano i Russi, avrebbero vinto, ma non ne sarebbero morti così tanti. E poi la Grande Armata aveva problemi anche con le munizioni che... Ohi, Ra, ma devo dirti tutto io? Capisco che neanche Brontolo ne sà mezza (è il motivo per cui gli lascio sempre le domande di storia, così gli posso rubare la casella...), ma almeno fatti fare da Bignami da qualcuno! E dì subito a Dede che Napoleone era SEMPRE in prima linea con i suoi soldati e magari sì ci giocava a palle di neve, ma in prima linea...
    M.
    Si ringrazia Nonno Bruno per il libro sui bottoni di Napoleone...

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    1. No, zio Paio è ad altissimi livelli, ma scherzi? gli spiega tutte le strategie militari, gli dice i nomi di tutti i personaggi chiave, lui è troppo avanti!
      Io ho detto a Dede che NON avevano le giacche a vento!
      Al di là dei bottoni di osso, se avessero avuto dei bei scarponi in goretex con le solette riscaldate come vendono qui, magari ora parlavamo tutti francese, mon cher!

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  8. Comunque la Storia non la studiò neppure Hitler perché rifece paro paro lo stesso errore del Mago Napoleone (a volte non studiare è un bene... per l'umanità ;-))

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