giovedì 10 aprile 2014

Femmine, che schifezza

"Non poterei mai vivere senza di te amore, lo sai vero?"
"Mh mh" fa lui gongolandosi un po'
"Anche se un giorno succederà comunque…"
"E perché?" chiede Dede allarmato.
"Perché ti sposerai, e andrai a vivere con tua moglie, e avrai dei figli"
"Ah, vero... Ma io non voglio vivere con gli estranei!"
"Giusto tesoro. Allora facciamo che anche la mamma viene a vivere con voi, che dici?"
"Si mamma, stai sempre con me tu"
"Bene amore. Se non altro ne sarà molto contenta tua moglie"
"Ma mamma… io non ci posso nemmeno pensare di sposarmi con una femmina! Sarebbe proprio una schifezza!"

Mamma rimane sdraiata sul suo letto, trattenendo l'impulso di una standing ovation con annesso bacio accademico.
La creatura sta crescendo proprio bene...

43 commenti:

  1. ma nooooo dai.....allora è una schifezza il fatto che papà si è sposato con mamma???
    :)

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    1. Alla stessa domanda fatta da me ha risposto "Uhm. è vero. Ora ci penso"

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  2. Conosco la scena, mio marito fa lo stesso discorso alle figlie! Solo che lui la standing ovation la fa! :D

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    1. Ahahah! i padri sono sempre più sfrontati! :)

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  3. che ridere! pure il mio è in fase: femmine, bleah! Purtroppo passerà! ;-)

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  4. Ooooh immagino i tuoi occhi brillare! Comunque mio padre fa lo stesso discorso a me e a mio fratello... Lui spera che io un giorno lasci il mio ragazzo e resti per sempre con lui... Diciamolo, non è una bella cosa a 24 anni!

    Ma a te è concesso! Io non faccio accoppiare nemmeno il mio criceto, tant'è la gelosia! :D

    Maira

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    1. No, mi fai troppo ridere!!! gelosa di un criceto non avevo mai sentito nessuna!!!

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  5. Ehm...non so come dirtelo...ho paura che ad un certo punto cambierà idea...
    quindi goditi tutti questi momenti con tutte le standing ovation di cui hai voglia! ;-)

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    1. Eddai, no, non me lo dire, non lo voglio sentire!!!

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  6. Perchè si sposerà con un maschio ahahha
    Cindy

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    1. Hihihi, ad un certo punto volevo anche dirglielo, poi non mi è sembrato il caso… mi avrebbe fatto uno dei suoi interrogatori...

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    2. Stavo pensando proprio la stessa cosa...

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    3. Tanto verrà presto a chiederti. Già in 1a elementare iniziano con un modulo di educazione sessuale.

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    4. Davvero?!?! ma dove? in germania? avevo letto della Svizzera...

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    1. Bè, dai, si sa che quella del "femmina che schifo" è una fase normalissima! :) io mi ricordo ancora i miei compagni delle elementari quando lo dicevano!

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    2. Ehm, non per quello, ma povero Brontolo perché è completamente fuori dal quadretto, ovvero se vai a vivere con Dede e la sua famiglia, l'hai già sepolto. E forse meglio ancora al femminile, povera, la futura sposa di Dede, che si ritroverà la suocera in casa - pachetto completo, paghi 1 prendi 2. :-)

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  8. Rachele!!! sei terribile:-))))

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    1. Perchè?! tu non la vorresti la tua suocerina a vivere sempre sempre con voi, stretti stretti caldi caldi? ;)

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  9. Ma vi sembrano cose da dire a un bambino? "la mamma viene a vivere con voi, non ti voglio lasciare mai..." ma cos'è?! il rapporto "colloso" con mia madre è quello che mi ha portato ad allontanarmi da casa...cosi' gli instilli il senso di colpa!!! non farà mai niente perché avrà paura che morirai di crepacuore. Rachele, trovati un hobby e lasciali crescere.

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    1. Mi dispiace per i tuoi sensi di colpa, e penso che la "colla" che ha usato involontariamente tua madre non siano state parole di questo genere ma altro...
      Ti ringrazio per avermi voluto mettere in guardia, terrò conto di quello che dici ma sono consapevole che molto prima di quanto vorrò dovranno entrambi spiccare il volo, e non sarò io a trattenerli a terra!
      Quel momento è temuto da tutti i genitori, nonostante tutti gli hobby del mondo...

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  10. Diciamo che tu mia madre non la conosci, ma i suoi discorsi suonano molto come i tuoi. "Come faro' io senza di voi", "Non mi lasciare mai", "Ma tu mi vorrai quando invecchiero'...". Amo mia madre con tutto il cuore, ma di sicuro questo attaccamento mi ha condizionata parecchio. Perché devi piagnucolare addosso al bambino, gia' adesso? Un giorno ci lasceremo comunque...e dai! Comprati un cane, fai volontariato, iscriviti a un corso di tedesco, ma per carità fallo respirare tuo figlio!

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    1. È un po' diverso da come ha descritto la scena Rachele.
      Se ad un bimbo dici "prima o poi vivrai senza di me" quello ti cade nella disperazione totale! Ci vuole misura. Né colla né solvente.
      E mi pare che Rachele sappia dosare bene ;)

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  11. Rachele .... STANDING OVATION!!!
    Una suocera come te, io me la prenderei!!

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  12. Bah anonimo credo proprio che le tue frustrazioni di figlio/a le stai riversando sulla persona sbagliata.

    Il compito di ogni madre è cercare di rassicurare il proprio figlio ed ogni tanto ci vuole anche il "non ci lasceremo mai".
    Magari domani Dede gli dirà e se tu dovessi morire cosa faccio...e lì Rachele, come la maggior parte delle mamme, cercherà di far capire al piccolo Dede cos'è un lutto.
    Inoltre vorrei ricordarti che sono 2 bambini piccoli che hanno bisogno ancora della coccola e dell'abbraccio della mamma per sentirsi sicuri e protetti.

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  13. E la coccola e dell'abbraccio del padre?

    http://www.gianniroghi.it/Testi/l%27europeo/6642%20.htm

    C.

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    1. Tu hai veramente qualche problema
      Forse ti conviene scrivere un tuo blog e dare sfogo al tuo io.
      Ora ti chiarisco bene le idee.
      Quando si hanno dei bambini ci sono molti, tanti momenti d'intimità tra madre e figlio, questi iniziano dal momento in cui scopri che dentro di te sta crescendo un fagiolino.....poi c'è la nascita del figlio.......e fino a quando non lo provi non puoi descriverlo ( non è solo la solita frase fatta è la realtà).
      Poi bisogna allattarlo, cambiarlo consolarlo ecc ecc.
      Questo NON significa che il padre non c'è.
      Non hai ancirs capito che era una situazione "ridicola" che solo i bambini quando sono piccoli riescono a tirare fuori.
      Se il padre, come pensi tu, non fosse importante per questa famiglia non ci sarebbe nessun racconto dalla Germania......

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    2. Certo, è la carriera del padre che li ha portati in Germania, ma il suo ruolo rimane tangenziale e marginale (almeno in tutte queste storielline) al resto della famiglia, come d'altronde generalmente in Italia: il padre porta i soldi a casa, lavora sempre, anche i weekend se può). Beh, anche un padre ha le manine sante per poter cambiare i pannolini, o per aiutare con i compiti (soprattutto col tedesco) e anche per consolarli, o è l'esclusivo compito della madre? Si è in due a creare quel "fagiolino". ;-)

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  14. Cosa c'entra il lutto?! Sai leggere, si'?! Non era Dede a cercare rassicurazioni, era Rachele a farsi cogliere dalle ansie "abbandoniche" e dalla melancolia..."vorrei stare sempre con te ma tanto prima o poi tu mi lascerai per un'altra..." Fatevi un esame di coscienza, toglietevi il prosciutto dagli occhi e tra una svenevolezza e una melensaggine date una ripassatina all' Edipo Re.

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    1. Anonimo hai perfettamente ragione! Forse Rachele dovrebbe smetterla con queste smancerie, prendersi un bel pastore tedesco che le insegni la lingua e spiegare a Dede che ormai, a 5 anni, sarebbe veramente ora che si trovi un lavoro e una morosa e si levi dalle balle!

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    2. La nevrosi è caratterizzata, in genere, da una mancata differenziazione dalla madre, evidentemente una figura imponente su una personalità fragile. Cosa pensi tu delle teorie di Winnicott? Non mi pare vi rientri il "caso Rachele", che ne dici? Perché hai studiato psicologia per poterti permettere di sparare sentenze e intimare di deprosciuttarsi gli occhi, giusto?

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    3. Vero Chiara, hai ragione, un bel corso di tedesco servirebbe di sicuro.

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  15. Eh il povero Winnicott, la cui vita fu segnata proprio da un rapporto morboso e "scuro" (come lo definì proprio lui) con la madre. Curioso che citi proprio lui.
    I figli stanno entrando nella seconda infanzia, il ruolo di entrambi genitori è importante, infatti il bambino in questo periodo deve iniziare ad emanciparsi dal legame con i genitori tramite la socializzazione ampliando il proprio universo, staccandosi soprattutto dalla madre, diventando indipendente, creando un'immagine di sé autonoma (gusti personali, autonomia, certezze, personalità, interessi - creando un proprio io).
    D'altro canto, Bowlby infatti dice che questo è il periodo del conflitto tra spirito d'iniziativa e senso di colpa. Se vince il senso di colpa, il bambino non si staccherà mai definitivamente e si sentirà per sempre incapace. (e non per niente Bowlby parte da Freud, infatti, questo è proprio il periodo nel quale la madre può causare il complesso edipico, coadiuvato dalla distanza emotiva dal padre). :-)

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    1. Dede si trova sulla linea di confine tra seconda e terza infanzia, quel momento in cui la reazione al senso di colpa (e non il conflitto con lo spirito di iniziativa) è fondamentale: se non è in grado di conoscerlo non può fronteggiarlo e superarlo.
      Bowlby si preoccupa piú delle carenze affettive, dei casi di madri non contenitive che non permettono al bambino di sperimentare un tipo di attaccamento sano. Per lui la madre rappresenta il genitore principale verso cui il bambino rivolge le maggiori attenzioni.
      Il ruolo di entrambi i genitori non si può evincere dalla lettura di un blog, spazio di completo dominio della madre e, di conseguenza, inerente le avventure e i punti di vista della stessa.
      Stiamo parlando di un bambino che, pur in una terra straniera e circondato da persone sconosciute e parlanti una lingua del tutto nuova, non ha problemi a porsi in uno stato d'animo di apertura.
      I genitori in questione stanno facendo un lavoro superbo.
      Trovo imbarazzante che si riesca a criticare in maniera tanto acida qualcosa di così puro e semplice come l'espressione di pensieri personali. Non condividi quello che scrive Rachele? Non leggerlo

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    2. Gabriella Genovese ti lovvo

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  16. "Il ruolo di entrambi i genitori non si può evincere dalla lettura di un blog, spazio di COMPLETO DOMINIO della madre e, di conseguenza, inerente le avventure e i punti di vista della stessa." - infatti, il suo punto di vista non è molto inclusivo del padre.
    Leggo, in quanto mi tocca, per una ricerca socio-psicologica più ampia, dato che come tag appaiono sempre "frustrazioni", "solitudine", "paura".

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    1. Ricerca socio-psicologica? Per quale ente/università? Perché non ti identifichi in qualche modo?

      Non sembri molto competente in fatto di sociologia (men che mai psicologia) se non riesci a comprendere l' indipendenza soggettiva di ogni individuo. Non sembri ferrata in fondamenti dei ruoli genitoriali, se non riesci a comprendere che esiste sempre un genitore più presente dellaltro, non si possono avere ruoli perfettamente bilanciati, ma questo non ha importanza se si guarda alla qualità del tempo dedicato al figlio, non alla quantità.
      Se poi ci mettiamo che non sei stata in grado di collegare le parole "frustrazione" "solitudine" e "paura" al momento delicatissimo vissuto dalla protagonista del blog e dalla sua famiglia...beh magari ricominciare da Piaget ed affrontare un evidente egocentrismo intellettuale latente?

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  17. La ricerca, quando pubblicata verrà divulgata, per ora sono appunti su pattern ricorrenti.
    "esiste sempre un genitore più presente dellaltro" - sembra che genitore 2 venga escluso in questo blog, e forse dal "punto di vista".
    Momento delicatissimo? E' cosa assai comune spostarsi al giorno d'oggi.

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    1. Capita (non è assai comune) che un bambino cresciuto in un ambiente venga trasferirlo in un contesto del tutto differente, motivo per cui si presta un'attenzione particolare a tutto quel che concerne l'integrazione dello stesso e ogni possibile feedback negativo. Nessun esperto si sognerebbe mai di parlare con la spaventosa superficialità con cui parli tu di questo argomento!
      Credo proprio che tu dovresti rendere conto ai proprietari dei blog che "recensisci", quantomeno esponendoti in prima persona con nome e cognome o pubblicando il nome dell'ente interessato alla ricerca.

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  18. Scusate l'ignoranza, ma a nessuno viene in mente che confrontare un rapporto madre/figlio con un rapporto madre/figlia sia una cosa assurda? A parte, poi, che ognuno di noi è un "individuo"...
    Se può consolarvi, a dieci anni mio figlio Davide ha detto a mia moglie; "Che bello, Mami! Staremo sempre insieme!!!", All'obbiezione della madre che, volente o nolente, lei prima o poi sarebbe morta e lui, nel frattempo, avrebbe anche potuto sposarsi, Davide se n'è uscito con un: "Non ti preoccupare, Mami: ti faccio imbalsamare e ti tengo fra me e mia moglie in salotto!!!". Ditemi se una figlia avrebbe mai e poi mai potuto dire una cosa simile...
    Quanto poi a prendere per oro colato tutti i commenti di Rachele, beh, credo proprio che per lo più siano iperboli che servono solo ad evidenziare la piacevolissima assurdità che solo i bimbi possono esternare e che solo chi ha avuto la fortuna di avere figli e di essere riuscito a capirne l'aiuto che ti danno a crescere umanamente, può capire.
    Quanto a Winnicott e altri come lui,più o meno anonimi, sappiamo solo di quelli che hanno vissuto l'attaccamento morboso alla madre in maniera negativa. Ma siccome non sappiamo niente di tutti gli altri, possiamo anche pensare che siano solo questi pochi ad averne avuto un trauma. O no?!?
    Infine, il blog è di una madre che cerca di esporre il proprio rapporto con il resto della famiglia di emigranti (sì, oh, di lusso ma sempre emigranti). Già è difficile farlo con la proprietà e la verve che usa lei, se poi vogliamo anche che cerchi di entrare nella testa di Brontolo per cercare di esporre anche il punto di vista maschile, sarebbe da mostri! D'altra parte, se Brontolo facesse anche lui un blog, ci sarebbe da divertirsi: scpriremmo che il vomito di Dede deriva dall'integrale doppio della curva del metabolismo basale in reelazione al moto rettilineo uniforme del chimo nello stomaco e che l'insonnia di Macco è la derivata della velocità di chiusura delle palpebre in relazione al russare del fratello!
    M.

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