venerdì 8 marzo 2013

Amarcord

Aveva sei anni quando mise gli sci per la prima volta.
Ricorda tutto di quei giorni: i suoi pianti, la scaletta infinita con gli sci, la stanchezza, perchè a quei tempi si iniziava con la gavetta, e infine le prime discese di qualche metro. Degli ultimi due giorni del corso di sci ricorda la gioia dell'aver imparato a scivolare, e la paura di non sapere ancora frenare.
Si buttava semplicemente per terra, ed era la cosa più immediata e di sicura riuscita.
Ricorda il padre che la accompagnava, la trafila di infilare quei terribili scarponi, lui che glieli portava fino alle piste, glieli toglieva poi in macchina, le cambiava le calze e li riponeva nel baule dopo averli sbattuti dalla neve.
Lui che poi cambiava i suoi e andava a comperare i bomboloni per la merenda.
Gli zii adorati che l'hanno cresciuta la guardavano da bordo pista, l'attrezzatura da sci prestata da Roberto, rigorosamente blu e rossa, ma a quei tempi forse Hello Kitty non esisteva ancora e lei non ci faceva proprio caso.

E ora che la ruota gira è lei che guarda da bordo pista una lezione di sci, e si commuove per il saluto dalla seggiovia di un neo cinquenne. E' lei a sbattere gli scarponi, a verificare se le calze sono bagnate, a riempire la vasca da bagno al rientro a casa.
E le sembra di rivivere la sua infanzia, sommersa dai ricordi, e ora che conosce entrambi i punti di vista ha finalmente il quadro completo: tutto si ripete.
A parte i bomboloni, che non ce la può proprio fare, ma c'è sempre la sacher.

Ora che Mamma è il pubblico e non più protagonista, non è sempre attenta allo scenario, ma in un istante anche quello torna. L'odore della salamella alla brace, il fritto dolciastro delle patatine e lo scricchiolio della neve quando cammini. Il tonfo degli scarponi vicino al rifugio e il ronzio uniforme degli impianti di risalita. Il brivido dell'aria gelata e pura che ti dilata i polmoni.
Quel chiarore diffuso che abbaglia, la neve piccina e dura che rimbalza sulla giacca, l'odore della giacca a vento chiusa sul naso, con l'umidità del tuo respiro accaldato. E lo stordimento che ti dà il sole quando gli sorridi ad occhi chiusi, sulla sedia a sdraio dopo il panino allo speck.
Tutto uguale a se stesso, come se il tempo non fosse mai passato.

E mentre pensi a queste cose un abbraccio improvviso, "Mammina sei la mia angela", la felicità.

24 commenti:

  1. Wow, che emozione, l'hai descritta benissimo, sembra pure a me di esserci tornata!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. :))
      alla fine credo che in questi aspetti ogni pista da sci in qualsiasi località siano praticamente uguali!

      Elimina
  2. a me il tempo che passa da sicurezza... è bello no?

    RispondiElimina
  3. Belli i tuoi ricordi di sci, somigliano ai miei, anche se io ho imparato subito a fermarmi, quello che ho faticato ad imparare era rialzarmi dopo le cadute!!
    Non vedo l'ora di insegnare al nano a sciare..
    Brava!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E io non vedo l'ora di poter un giorno riprendere gli sci... chissà se riuscirò! sapessi che frustrazione seguire Dede di corsa mentre sciava! :(

      Elimina
  4. Non è vero che non sei più attore, cambia soltanto il punto di osservazione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi hai fatto venire in mente che ho sbagliato a scrivere il termine. Volevo dire "protagonista"... ora lo cambio.

      Elimina
  5. Mi hai fatto ricordare quegli orribili scarponi di una volta e il rischio di farsi male ogni volta che cadevi perché gli sci ti restavano attaccati. E poi quella sensazione di pace mentre sali in seggiovia, il cielo azzurro, il sole, il silenzio. Bellissimo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahahah! Se poi pensi che ai tempi dei nostri genitori era ancora peggio!
      Non vedo l'ora di riprendere una seggiovia! Magari il prossimo anno!

      Elimina
  6. Io non scio, ma i tuoi ricordi sono incantevoli. :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tu stai in baita a prendere il sole o proprio non vai in montagna? Perchè ci sono tantissime donne sulle sdraio con i pannelli abbronzanti tenuti sul viso e tutte vestite fighette!

      Elimina
    2. No, non vado in montagna d'inverno. Mi piace la passeggiata d'estate, l'arrivo al rifugio, lo sguardo all'infinito e la neve...sulle cime! ;)
      P.S. io non amo prendere il sole, anche se la mia pelle sarda lo attira senza volerlo! :)

      Elimina
  7. LA SCALETTA! Cavolo, hai smosso i miei ricordi d'infanzia...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Pare non usi più al giorno d'oggi.... boh!
      (beati loro ;) )

      Elimina
  8. Qui iniziano proprio cosi: scaletta a manetta, poi il premio, le prime discese. X me che sono nata al mare, una vera scoperta :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche io sono nata al mare! :)
      Ma la scaletta eccome se la conoscevo... ahahah!

      Elimina
  9. Io ho un bellissimo ricordo di quando sciavo, non solo delle soste al rifugio :-D e dei miei tentativi di scendere dalla seggiovia senza sfracassarmi qualche parte del corpo.... La scaletta era un po' noiosa ma sciare mi piaceva. Ah, che bei ricordi... Rilassati Rachele, buona vacanza e goditi i pupi!! Ti abbraccio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Ros! la vacanza è stata proprio bella, anche se non ho potuto sciare... adoro sciare anche io!

      Elimina
  10. Io non ho mai sciato in vita mia ma spesso mi capita di rivivere i miei ricordi di bambina nelle esperienze di mio figlio ed ogni volta provo un'emozione doppia per me e per lui e ... sono momenti magici! Ciao.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si, è proprio così, è doppiamente emozionante!

      Elimina
  11. Ho imparato tardi a sciare e già vivo i tuoi stessi "Amarcord"!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La montagna è proprio speciale... ma sciando lo è ancora di più!

      Elimina
  12. Bellissimo questo post, anche io adoro la montagna e le sensazioni che descrivi le conosco bene!
    Che bello riuscire a trasmetterle anche ai nostri figli!

    RispondiElimina